lunedì 16 luglio 2018

Migliore momento rapporto sessuale per concepire bambino

Fonte - ANSA - Desiderate avere un7a bambino/a e non sapete quale sia il migliore momento per concepirlo, bene, sappiate che quello ideale per l'attività sessuale è prima delle sette e trenta del mattino, meglio se in primavera. 


Il consiglio arriva direttamete dai dati che si sono potuti avere grazie ad una riceca condotta nello stato elvetico dall'Ospedale universitario di Zurigo, pubblicata sulla rivista Chronobiology International.

Migliore momento rapporto sessuale per concepire bambino
Migliore momento rapporto sessuale per concepire bambino

Per la ricerca sono stati analizzati 12.245 campioni di sperma provenienti da 7.068 uomini, raccolti presso il laboratorio di andrologia del Dipartimento di Endocrinologia Riproduttiva dell'Ospedale, tra il 1994 e il 2015.

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Quelli raccolti al mattino presto, prima delle 7 e 30, hanno mostrato i più alti livelli di concentrazione spermatica e conta di spermatozoi, oltre che una loro morfologia, cioè una forma, normale.

Inoltre, in primavera è stato riscontrato un aumento significativo della concentrazione spermatica e del numero totale di spermatozoi, con significative diminuzioni in estate.

Secondo quanto evidenziano gli studiosi, gli spermatozoi hanno il loro orologio interno di 24 ore, e sono più potenti nelle prime ore del mattino.

Il liquido seminale, inoltre, ha le dimensioni e la forma più salutari per fertilizzare un ovocita nei mesi di marzo, aprile e maggio.

Fonte: ANSA

mercoledì 11 luglio 2018

Quando ebbe inizio primo fenomeno gas serra

Fonte - ANSA - La prima volta che ebbe luogo il fenomeno noto con il termine di "Gas serra", fu circa 40 milioni di anni fa, quando la temperatura media delle acque superficiali scese da 29 a 19 gradi! 


La spiegazione del suddetto raffreddamento trova una risposta nelle diminuizione dei contenuti di gas serra nell'atmosfera come l'anidrite carbonica:

Quando ebbe inizio primo fenomeno gas serra
Quando ebbe inizio primo fenomeno gas serra

si tratta di una scoperta fatta dal team di ricerca internazionale che ha avuto come protagonisti l'Università di Padova e gli atenei di Brema, Purdue, Southampton e Ultrecht.

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I ricercatori hanno analizzato i sedimenti recuperati nel 1995 durante un progetto di perforazione oceanica nei fondali del Golfo di Guinea, stoccati in magazzino fino a un paio di anni fa.

Claudia Agnini, ricercatrice del dipartimento di Geoscienze all'Università di Padova, ha studiato le associazioni fossili a nannoplankton calcareo e la membrana lipidica di organismi appartenenti al phylum Thaumarchaeota con un paleotermometro.

Quando ebbe inizio primo fenomeno gas serra
Fig.1

"I dati raccolti - spiega Agnini - sono stati utilizzati per produrre modelli paleoclimatici globali che indicano il ruolo predominante dei gas serra nelle dinamiche climatiche del passato come del presente".

Stando ai risultati della ricerca, infatti, i responsabili del cambiamento climatico osservato sarebbero i gas serra e non, come sostiene un'altra ipotesi, il cambiamento della circolazione oceanica che nell'Eocene superiore portò alla separazione di Antartide e Australia.

Questo perché i gas serra sono in grado di influenzare e produrre cambiamenti coerenti (diminuzione della temperatura) e contemporanei alle basse e alte latitudini, mentre il cambiamento nella circolazione oceanica dall'equatore ai poli avrebbe prodotto un calo della temperatura ai poli:

ma un aumento (almeno temporaneo) all'equatore. I risultati potranno essere utilizzati per migliorare le capacità predittive dei modelli climatici ad oggi disponibili.

Fonte: ANSA

mercoledì 4 luglio 2018

Hackeraggio sistemi nucleari: ultima minaccia informatica

Fonte - The Verge - Un hacker ha dirottato una centrale elettrica simulata, usando i controlli industriali contro se stessi per inondare il sistema di raffreddamento. 


Ci sono voluti funzionari di tre diverse centrali nucleari svedesi, che sono stati portati in difesa contro una serie di attacchi informatici, un paio d'ore per disconnettere il computer industriale (noto come controllore logico programmabile) che gestisce il sistema e ne coordina la riparazione.

Hackeraggio sistemi nucleari: ultima minaccia informatica
Hackeraggio sistemi nucleari: ultima minaccia informatica

Sebbene l'esercizio sia stato condotto in una centrale a carbone simulato, non nucleare, la natura tattile della dimostrazione - l'atto di indossare stivali di gomma per riparare l'inondazione - ha portato a casa le potenziali conseguenze fisiche di un attacco informatico su infrastrutture critiche.

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"Il prossimo passo per loro è tornare a casa e allenarsi nel loro ambiente reale", ha detto a The Verge Erik Biverot, ex tenente colonnello dell'esercito svedese che ha pianificato l'evento.

L'esercitazione, svoltasi lo scorso ottobre in un centro di ricerca a 110 miglia a sud-ovest di Stoccolma, è stata l'esercitazione informatica più sofisticata in cui ha partecipato l'organismo di sorveglianza nucleare delle Nazioni Unite, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA).

Gli esperti di sicurezza dicono che sono necessarie più di queste dimostrazioni pratiche per portare un settore tradizionalmente focalizzato sulla protezione fisica a pensare in modo più creativo sulle crescenti minacce informatiche.

Hackeraggio sistemi nucleari: ultima minaccia informatica
FIg.1

La misura in cui il loro consiglio è tenuto in considerazione determinerà la preparazione degli impianti nucleari per il prossimo attacco.

"A meno che non iniziamo a pensare in modo più creativo, più inclusivo e con un pensiero interfunzionale, staremo con un modello [di sicurezza] molto vecchio stile che ritengo sia potenzialmente vulnerabile", ha detto Roger Howsley, direttore esecutivo dell'Istituto mondiale per la sicurezza nucleare (WINS).

La posta in gioco è alta per questo settore multimiliardario:

Nuclear Threat Initiative
Nuclear Threat Initiative

un attacco informatico combinato con uno fisico potrebbe, in teoria, portare al rilascio di radiazioni o al furto di materiale fissile.

Per quanto remota sia la possibilità, l'industria nucleare non ha il lusso di scommettere sulle probabilità. E persino un attacco minore ai sistemi IT di una fabbrica potrebbe ulteriormente minare la fiducia dell'opinione pubblica nei confronti dell'energia nucleare.

È questo spazio di errore crudele che spinge alcuni del settore a immaginare cosa, fino a poco tempo fa, fosse inimmaginabile.

La Nuclear Threat Initiative, un'organizzazione senza scopo di lucro fondata a Washington da Ted Turner, ha raccontato di circa due dozzine di incidenti informatici dal 1990, di cui almeno undici erano maliziosi.

Tra questi, un attacco del dicembre 2014 in cui i sospetti hacker nordcoreani hanno rubato progetti per reattori nucleari della Corea del Sud e stime dell'esposizione alle radiazioni ai residenti locali.

La compagnia elettrica interessata, che fornisce il 30 percento dell'elettricità del paese, ha risposto effettuando trivellazioni informatiche negli impianti di tutto il paese.

Fonte: The Verge

sabato 30 giugno 2018

Come superare paure inesistenti

Fonte - ANSA - Come superare le paure inesistenti che si formano improvvisamente nel nostro cervello, la scoperta che è stata fatta da un gruppo di ricercatori. 


Vincere le paure inesistenti si può, grazie ad un neurotrasmettitore dopamina che è stato individuato nel cervello dei ratti, il quale riesce a disattivare letteralmente le paure che ci affliggono anche quando non c'è ne alcun motivo:

Come superare paure inesistenti
Come superare paure inesistenti

Si tratta di uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications e condotto dall'istituto giapponese Riken.

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I ricercatori, coordinati da Joshua Johansen, hanno scoperto che un malfunzionamento di questo circuito può far nascere stati d’ansia che possono degenerare in fobie o disordini come il disturbo post-traumatico da stress.

Si è visto inoltre che il circuito mette in moto una risposta condizionata di fronte a situazioni negative che generano paure, come una lieve scossa associata a una musica nota con il nome di “estinzione della paura”.

Per analizzare il circuito, i ricercatori hanno utilizzato tecniche di optogenetica, una scienza giovane che combina metodi ottici e genetici per individuare aree cerebrali legate a specifiche funzioni.

Hanno, in particolare, analizzato l’area nella quale si trovano i circuiti della ricompensa.

“Grazie all’optogenetica, siamo riusciti a manipolare l’attività elettrica dei neuroni della dopamina, spegnendo specifiche popolazioni di cellule nervose”, ha spiegato Johansen.

Gli autori hanno così osservato che, quando la musica non è seguita dalla stimolazione elettrica e l’attività della dopamina è bloccata, i ratti continuano a percepire la paura anche in presenza della sola musica.

Segno che il circuito del coraggio non è entrato in funzione.

“Il passo successivo - ha concluso Johansen - sarà individuare in questi neuroni della dopamina specifici bersagli per futuri farmaci in grado di spegnere la paura”.

Fonte: ANSA

martedì 26 giugno 2018

Scoperta massa mancante universo

Fonte - Redazione Tgcom24 - Scoperta massa mancante dell'universo, nascosta nei gas che lo attraversano


L'universo è finalmente "completo" è stata trovata la massa mancante, ossia la materia visibile prevista dai calcoli, ma di cui non c'era traccia in 10 miliardi di anni di storia.


 Scoperta massa mancante Universo
 Scoperta massa mancante Universo
Si nasconde nei filamenti di gas che attraversano il cosmo come una ragnatela. 

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Scoperti nuovi pianeti fuori nostro Sistema Solare


La scoperta, pubblicata su Nature, è dell'italiano Fabrizio Nicastro, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), e si basa sui dati del telescopio Xmm-Newton dell'Agenzia Spaziale Europea.

"Le nostre osservazioni, giunte dopo 18 anni di incessanti tentativi da parte di diversi gruppi di ricerca nel mondo, hanno finalmente individuato la materia ordinaria mancante dell'Universo", ha detto Nicastro, dell'Osservatorio di Roma dell'Inaf, che ha coordinato la ricerca con altre istituzioni europee, statunitensi e italiane.

Tra queste ultime Università di Trieste e sezione di Trieste dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Università di Roma Tre e Osservatorio di Bologna.

"La materia che abbiamo trovato - ha aggiunto - è esattamente nella posizione e nella quantita' predette dalla teoria, quindi possiamo dire di aver risolto uno dei piu' grandi misteri dell'astrofisica moderna: quella dei barioni mancanti".

Nicotra aveva intercettato i nascondigli della massa mancante già nel 2005, quando lavorava negli Stati Uniti, presso il Centro di Astrofisica Harvard-Smithsonian di Cambridge.

Anche quei primi indizi erano stati pubblicati su Nature e adesso la fotografia della materia visibile è finalmente completa.

Finora di questa materia ordinaria, fatta di particelle chiamate barioni, si conservava soltanto il lontanissimo ricordo trasportato dalla radiazione cosmica di fondo, una sorta di eco del Big Bang.

Dopo i primissimi miliardi di anni dell'universo, però, mancava all'appello circa la metà della materia che costituisce stelle, pianeti e qualsiasi altro oggetto che possiamo vedere.

Soltanto adesso i dati telescopio europeo a raggi X, Xmm-Newton, indicano che la massa mancante si nasconde nei filamenti cosmici formati soprattutto da idrogeno ionizzato, molto deboli e difficili da osservare.

Dal 2015 al 2017 telescopio spaziale è stato puntato sullo stessa porzione del cielo osservata nel 2005, quella in cui si trova il quasar chiamato 1ES 1553+113. 

Combinando queste osservazioni con altre fatte in precedenza si è ottenuta una sorta di "radiografia" dettagliata del materiale che si trova tra noi e il quasar.

Questo ha permesso di scoprire una serie di deboli righe di assorbimento dovute alla presenza di enormi quantità di barioni nascosti nel materiale caldo e gassoso che si estende anche per milioni di anni luce tra una galassia e l'altra.

Fonte: Redazione Tgcom24


lunedì 25 giugno 2018

Scoperti nuovi pianeti fuori nostro Sistema Solare

Fonte - ANSA - Scoperti altri 80 nuovi pianeti che si trovano al di fuori del nostro Sistema Solare grazie al telescopio spaziale Kepler. 


La scoperta ha del senzazionale, visto che è stata il frutto di un'esplorazione di ben 50.000 stelle che il telescopio spaziale Kepler della NASA ha effettuato:

Scoperti nuovi pianeti fuori nostro Sistema Solare
Scoperti nuovi pianeti fuori nostro Sistema Solare

La scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica The Astronomical Journal, il risultato si deve al gruppo del Massachusetts Institute of Technology (Mit) guidato da Ian Crossfield e Liang Yu.

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Si tratta di pianeti aleni che si troverebbero fuori dai confini del Sistema Solare che ci vede ospiti, il tutto è stato scoperto in un lasso di tempo davvero eccezionale:

considerando che la quantità di dati scandagliata normalmente richiederebbe un anno per le analisi.

I ricercatori sono riusciti ad accorciare sensibilmente i tempi grazie a un software del Mit che ha permesso di cercare rapidamente i segnali dei pianeti nei grafici dell'intensità della luce di ciascuna delle 50.000 stelle monitorate dal telescopio.

Kepler cerca infatti i pianeti con la tecnica dei transiti, cioè analizza la variazione della luminosità della stella dovuta al passaggio di un pianeta contro il suo disco.

Fra i nuovi mondi individuati, il pianeta più interessante orbita attorno alla stella HD 73344:

è distante circa 114 anni luce, ha la massa compresa tra 2,5 e 10 masse della Terra ed è incredibilmente caldo, con una temperatura di circa 1.300 gradi Celsius, ossia quella della lava che esce da un vulcano in eruzione. 

Il pianeta è anche il più luminoso mai scoperto dalla missione, secondo Crossfield questo mondo alieno potrebbe essere una versione più piccola e molto più calda di Urano o Nettuno, che hanno un nucleo roccioso avvolto da un mantello di ghiaccio e da strati di gas.

Grazie alla sua distanza, relativamente vicina alla Terra, il pianeta è il candidato ideale per studi successivi volti a determinare, ad esempio, la composizione della sua atmosfera.

Fonte: ANSA

mercoledì 20 giugno 2018

Debutto radiodiffusioni Weather Channel

Fonte - ENGADGET - Ad aprile, Weather Channel ha annunciato che incorporerebbe contenuti di realtà mista e immersiva nelle sue trasmissioni che offriranno agli spettatori uno sguardo realistico sugli eventi meteorologici. 


Beh, è pronto per il debutto di quel contenuto e domattina, vedrai il meteorologo Jim Cantore seguire lo sviluppo di un tornado iperrealistico dalle sue prime fasi fino a diventare un distruttivo fantomatico EF5.

Debutto radiodiffusioni Weather Channel
Debutto radiodiffusioni Weather Channel

Cantore condividerà anche i modi in cui puoi stare al sicuro se ti trovi di fronte a eventi meteorologici avversi.

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La compagnia madre del canale The Weather Group ha collaborato con The Future Group per lo sviluppo della tecnologia, che è alimentata da Unreal Engine di Epic Games.

La trasmissione di realtà mista andrà in onda durante le 6:00, le 7:00 e le 8:00 ora orientale.

Fonte: ENGADGET