giovedì 19 ottobre 2017

Come controllare TV con gesti: nuova tecnologia

Fonte - ANSA - Come controllare la TV senza più usare il telecomando, bensì con un semplicie gesto della mano, grazie ad una nuova tecnologia che riconsce i movimenti. 


Nasce una nuova era riguardo il controllo della TV senza più l'ausilio del telecomando, grazie ad una rivoluzionaria tecnologia che è in grado di riconoscere i gesti della mano:

Come controllare TV con gesti: nuova tecnologia
Come controllare TV con gesti: nuova tecnologia

Niente più telecomando per passare da una canale all'altro, sarà sufficiente un gesto della mano per abbassare il volume o alzarlo, cambiare colore o canale per seguire un programma oppure un telefilm!

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Come controllare TV con gesti: nuova tecnologia
Fig.1

Tutto questo sarà possibile grazie ad una tecnologia rivoluzionaria, 'matchpoint', messa a punto dall'Università britannica di Lancaster e presentata da Christopher Clarke durante un convegno sui software e la tecnologia per le interfacce.

La nuova tecnologia, 'matchpoint', ha solo la necessità ovviamente di "un'occhio", webcam, perchè posa riconoscere i gesti ed i movimenti che verranno fatti:

Come controllare TV con gesti: nuova tecnologia
Fig.2

muovere un oggetto oppure una parte del corpo in maniera circolare, basterà per attivare il controllo delle funzioni che desideriamo cambiare!

Contrariamente alle tecnologie che già esistono riguardo i gesti particolari, il programma proposto da Clarke, non ha nessuna necessità di riconoscere una determinata parte del corpo che ha già identificato, bensì soltanto il gesto effettuato.

Appare chiaro come sia molto più semplcie e versatile tale caratteristica per gli utenti che potranno starsene comodamente sul divano o la poltrona, controllare la TV anche se dovessero avere entrambe le mani occupate!

La tecnica si può utilizzare anche con altri schermi, come quelli di computer e tablet;

possono essere inoltre creati più puntatori per consentire a più utenti di disegnare su lavagne interattive.

Fonte: ANSA

mercoledì 18 ottobre 2017

Come trattare mal di testa: olio essenziale di menta

Fonte - OK Salute - Come trattare il mal di testa con olio essenziale di menta, un prodotto naturale che risulta essere efficace nella maggior parte dei casi di emicrania. 


Il mal di testa è uno degli stati di mal'essere più comuni che affligge per vari motivi la maggior parte di noi che sicuramente almeno una volta nella vita hanno sofferto di emicrania:

Come trattare mal di testa: olio essenziale di menta
Come trattare mal di testa: olio essenziale di menta

Esistono vari tipi di mal di testa che l'International Headache Society ha identificato in 13 forme principali con relative 130 sottocategorie!

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Proprio perchè esistono vari tipi di mal di testa, esistono altrettanti generi di trattamento che risultano più idonei di un altro a soeconda del tipo di emicrania:

Pianta di menta
Pianta di menta

medicine e farmici che possono essere usati per trattare il mal di testa, ma anche terapie alternative possono essere efficaci per ottenere un buon risultat, senza subire troppi effetti collaterali!

Esistono vari tipi di integratori e prodotti fitoterapeutici che in ogni caso devono essere sempre usati ed adottati con prudenza e sotto controllo di esperti medici.

Foglie di menta
Foglie di menta

Tra questi c'è l'olio essenziale di menta piperita, usata per lo più in caso di tosse e dolori muscolari e in taluni casi anche di prurito:

I preparati di olio essenziale di menta sono tantissimi, e trovano un largo uso come rimedio per ogi genere di tosse, grazie alle sue proprietà anestetiche locali!

La menta quando usata inizia a emanare una sorta di sensazione di frescura, stimolando i ricettori delle terminazioni nervose del freddo che si trovano localizzate lungo le vie respiratorie.

Sono tanti gli studi che hanno confermato tali proprietà benefiche dell'olio essenziale di menta, derivato dalle foglie di questa pianta:

eccellente rimedio anche come antodolorifico, ma sopratutto in casi di cefalea tensiva che applicandola localmente, produce effetti senza alcuna prosenza di effetti collaterali, ne controindicazioni.

Fonte: OK Salute

martedì 17 ottobre 2017

Calcolo futuro effetti estinzioni di massa

Fonte - ANSA - Calcolati guardando al futuro gli effetti che potrebbero esserci come conseguenza di una ipotetica estinzione di massa per nuove forme di vita. 


Recentemente è stato possibile calcolare gli effetti che potrebbero essereci dopo una ipotetica estinzione di massa per fare posto ad una nuova specie vivente:

Calcolo futuro effetti estinzioni di massa
Calcolo futuro effetti estinzioni di massa

Grazie a questo nuovo metodo di studio, gli effetti causati dalle estinzioni di massa, adesso risultano essere meno oscuri, riuscendo ad avere risposte più chiare!

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La scoperta è stata fatta e pubblicata sulla rivista scientifica Nature Communications da un gruppo di ricercatori guidati da David Button e coordinata dall'università britannica di Birmingham:

proprio nel momento in cui è in aumento la quantità di specie che stanno per estinguersi, dando vita ad altre forme di vita!

Quello che è stato fatto dalla ricerca è di ricostruire la cronostoria di ben 891 specie di animali vertebrati terrestri in un periodo temporale che va tra i 260 ed i 175 milioni di anni fa:


Pangea
Pangea

nel momento in cui erano in atto due estinzioni di massa che influenzarono fortemente l'equilibrio della specie che si trovava nel continente allora Pangea, favorendo il proliferare dei dinosauri e successivamente dei moderni vertebrati.

Calcolo futuro effetti estinzioni di massa
Fig.2

Il risultato è stato che tutte e due le estinzioni di massa, hanno portato effetti che hanno determinato un calo di diversità biologiche in cui nuove specie hanno avuto il predominio nella vastità del territorio allora Pangea:

L'estinzione che si è verificata al termine del periodo Permiano, è stata la più grande che sia mai avvenuta, in cui il 70% delle specie di vertebrati sparirono.

Le poche specie sopravvissute e le nuove che nacquerò, tra cui il listrosauro, vivevano assieme agli antenati dei mammiferi i cui fossili sono stati trovati recentemente in Russia, Cina, India, Africa e Antartide.

Fonte: ANSA

lunedì 16 ottobre 2017

Nuovo metodo per studiare fenomeni collettivi: valzer moscerini

Fonte - ANSA - Nuovo metodo per potere studiare i fenomeni collettivi arrivare direttamente dai moscerini, grazie ai quali si è potuto avere una nuova chiave di lettura! 


I moscerini aprono una nuova porta per la fisica per studiare i fenomeni collettivi, grazie al movimento che fanno quando si muovono a sciami:

Nuovo metodo per studiare fenomeni collettivi: valzer moscerini
Nuovo metodo per studiare fenomeni collettivi: valzer moscerini

Valzer con tanto di giravolte, volteggi leggiadri e piroette, i moscerini sono capaci di tutto questo quando si muovono all'interno degli sciami creando una coreografica che non ha nulla da invidiare ai migliori coreografi!

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Il valzer dei moscerini, potrebbe essere il titolo di una famosa canzone dello zecchino d'oro catanta da una Cristina D'Avena ancora in fasce, oppure di una danza ma in realtà è la nuova chiave di lettura che i fisici stanno usando per capire i fenomeni collettivi:

ricostruendo passo dopo passo i loro movimenti applicandoli alla fisica statistica, tramite un'accostamento del tutto rivoluzionario che possa supportare gli studiosi affinchè possano trovare le risposte che cercano.

Nuovo metodo per studiare fenomeni collettivi: valzer moscerini
Fig.1

Il risultato di questo studio è stato pubblicato dai fisici dell'Università La Sapienza di Roma sulla rivista scientifica Nature Physics, grazie anche alla partecipazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isc-Cnr).

Ciò che i fisici hanno potuto appurare durante lo studio effettuato sui moscerini ha portato alla luce una sequenza di immagini stereoscopiche di tutti i percorsi che ogni singolo moscerino compie all'interno dello sciame:

successivamente è stato convertito in traiettorie 3D attraverso l'utilizzo di un software concepito per tracciare un'analisi statistica.

In conclusione il gruppo di ricerca ha potuto stabilire che esiste una correlazione spazio-temporale tra la velocità di movimento dei moscerini:

conteggiando l'influenza di ogni sigolo individuo del gruppo riguardo il comportamento di un'altro appartenente allo stesso gruppo, in un determinato tempo ed in una deterimanta posizione.
Fonte: ANSA

domenica 15 ottobre 2017

Origine colore pelle capelli metabolismo: tracce maggiori Dna Neanderthal

Fonte - ANSA - Origine e colore della pelle, pare che siano eredità che i nostri antenati Neanderthal ci hanno lasciato, attraverso tracce di Dna maggiori del previsto. 


Si tratterebbe di tracce maggiori del previsto di Dna da parte dei nostri antenati Neanderthal, l'origine del colore della pelle e dei capelli:

Origine colore pelle capelli metabolismo: tracce maggiori Dna Neanderthal
Origine colore pelle capelli metabolismo: tracce maggiori Dna Neanderthal

recentemente si è scoperto come alcune delle maggiori caratteristiche che ci contraddistinguono, come il colore della pelle, siano dovuti a tracce di Dna maggiori del previsto che i Neanderthal ci abbiano lasciato in eredità!

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Grazie a tre studi eseguiti e pubblicati sulla rivista Science e sull'American Journal of Human Genetics da gruppi di ricercatori indipendenti, si è arrivati a questa conclusione.

Unico comune denominatore di questi studi è stata l'analisi di nuove mappe ancora più precise del Dna che i Neanderthal ci hanno lasciato:

in particolare il biologo svedese Svante Paabo,dell'Istituto Max Planck per l'Antropologia Evoluzionistica a Lipsia, precursore sugli studi del Dna antico dell'essere umano, ha messo in luce come il Dna dell'uomo Sapiens sia strettamente legato a quello di Neanderthal.

Origine colore pelle capelli metabolismo: tracce maggiori Dna Neanderthal
Fig.1

Particolare che è emerso dall'analisi effettuata sul Dna di una donna che è vissuta più o meno 52.000 anni fa nella regione oggi nota come Croazia, che il legame tra le due razze sia avvenuto in periodo di tempo compreso tra i 130.00 ed i 145.00 anni fa.

Inoltre pare che tra le popolazioni moderne non africane, abbiano una quantità di Dna appartenente ai Neanderthal, pari a 1,8% e il 2,6%, valori nettamente maggiori a quelli che affermavano essere tra 1,5% ed il 2,1%!

Origine colore pelle capelli metabolismo: tracce maggiori Dna Neanderthal
Fig.2

Fattori che derivano dai geni che i Neanderthal ci hanno lasciato in eredità ce il livello del colesterolo e della vitamina D, la capacità di accumulare grassi e conseguentemente lo svilupparsi della "pancetta":

Origine colore pelle capelli metabolismo: tracce maggiori Dna Neanderthal
Fig.3

Ma i nostri progenitori non ci hanno lascito soltanto questo in eredità, bensì, come confermano gli studi condotti dal Janet Kelso, anch'egli dell'Istituto Max Planck di Lipsia, anche il colore degli occhi i ritmi del sonno e l'umore.

Fonte: ANSA

sabato 14 ottobre 2017

Sole artificiale acceso centro tecnologico Esa Olanda

Fonte - ANSA - Sole artificiale attivato nel centro tecnologico Esa in Olanda per iniziare i preparativi di missioni estreme possibili grazie alla luce potentissima emessa! 


Nel centro tecnologico Esa in Olanda, è stato attivato il Sole artificiale che grazie alla luce incredibile che riesce ad emettere, permetterà di effettuare missioni di una certa estremità:

Sole artificiale acceso centro tecnologico Esa Olanda
Sole artificiale acceso centro tecnologico Esa Olanda

Si tratta di un dispositivo che si trova all'interno di un cilindro, la cui potentessima luce emessa è pari a quella che il Sole emette durante il crepuscolo, colpendo un saltellite che orbita attorno a lui.

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La realizzazione di questo Sole artificiale rende possibile fare fronte a cambiamenti improvvisi e repentini di temperatura, il che garantirebbe la possibile riuscita di missioni spaziali che le sonde europee Bepi Colombo e Solar Orbiter presto dovranno compire: 

missioni spaziali che le sonde europee Bepi Colombo e Solar Orbiter
missioni spaziali che le sonde europee Bepi Colombo e Solar Orbiter

ovvero sia orbitare attorno al Sole per eseguire analisi e test che darebbero risposte e permetterebbero di capire meglio cosa accade al suo interno!

Uno dei tanti test di laboratorio è stato eseguito in Olanda al centro tecnologico Esa, precisamente nella località di Noordwijk:

centro tecnologico Esa di Noordwijk
centro tecnologico Esa di Noordwijk

"E' il più grande centro europeo per la tecnologia spaziale", afferma Franco Ongaro a cui è stata data la conduzione e la direzione dell'Esa per la Tecnologia, l'Ingegneria e la Qualità.

Proprio in questo centro all'interno dei suoi 24 laboratori, sono effettuati prove e test che riguardano la pserimentazione di tecnoligie futuristiche che vanno dalla stampa 3D alle prima basi che permetterebbero di fondare le prime colonie sulla Luna e su Marte:

Al suo interno si può ammirare anche una sorta di paesaggio marziano con tanto di 'lander' e 'rover', oltre che uno strano laboratorio rivestito di tantissimi coni azzurri realizzati con una sostanza porosa simile ad una spugna imbevuta di un materiale a base di grafite è fondamentale per verificare se le antenne dei satelliti funzionano correttamente.

Proprio in questi pressi si trova il Sole artificiale, la cui zona risulta essere vietata a chiunque, tranne al personale autorizzato:

pensate che la luce che emette è cosi potente che potrebbe essere mortale per qualsiasi essere umano!

Il simulatore del Sole è formato da 19 lampade, ogniuna della potenza di 26 kilowatt e del costo di 8.000 euro, che colpiscono uno specchio dal diametro di circa 11 metri a sua volta formato da 131 tessere esagonali:

Bepi Colombo e Solar Orbiter
Bepi Colombo e Solar Orbiter

"E' un simulatore unico al mondo, studiato per missioni che pongono nuove sfide, come Solar Orbiter e Bepi Colombo, nelle quali i classici metodi di test non funzionano più", fa notare Ghidini.
"In missioni di questo genere, andiamo oltre le condizioni conosciute e per questo abbiamo dovuto costruire e testare una macchina che simula le condizioni che Solar Orbiter e Bepi Colombo incontreranno avvicinandosi al Sole".

Fonte: ANSA

venerdì 13 ottobre 2017

Primo assegno digitale Plick: come funziona

Fonte - ITespresso.it - Il primo assegno dell'era digitale si chiama Plick, la nuova frontiera per i pagamenti online che da l'inizio ad una rivoluzione senza precedenti! 


Il sistema dei pagamenti sta per vivere una rivoluzione fin'ora mai vista ne tanto meno s'ipotizzata potesse avere luogo con l'introduzione del primo assegno digitale:

Primo assegno digitale Plick: come funziona
Primo assegno digitale Plick: come funziona

Plick è il suo nome ed è il primo assegno digitale che darà il via ad una potenzialità senza precedenti per quel che concerne il sistema dei pagamenti che andrà a prendere il posto del vecchio cartaceo!

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Pensate che stiamo vivendo nell'era in cui il contante viene sostituito dalle applicaizone che realizate appositamente si collegano al proprio conto corrente, dopo che sono state opportunamente scaricate ed installate sullo smartphone:

Primo assegno digitale Plick: come funziona

ricariche per cellulari, pagamenti posteggi, pedaggi autostradali, acquisti in generale, sono solo alcune delle possibilità che il digitale offre, rendendo molto più faciule e sopratutto sicuro il pagamento di quanto viene acquistato.

L'idea di realizzare il primo assegno digitale è venuta da una startup italiana, da poco affacciatasi nel settore dei pagamenti, PayDo che ha pensato bene di dare vita a questa rivoluzione globale che interesserà il commercio mondiale:

Startup PayDo
Startup PayDo

Plick è un servizio che viene fornito all'utente tramite autorizzazione degli istituti bancari di credito che vorranno prenderne parte, mettendo in condizione i propri clienti di eseguire pagamenti in totale libertà ovunque si trovino, senza alcuna limitazione.

Come funziona Plick in pratica digitalizza il contenuto dell'assegno carteceo, senza però rinunciare ai vantaggi di efettuare pagamenti anche di somme elevate ed anche in modo rapido e sicuro:

Primo assegno digitale Plick: come funziona
Plick in pratica digitalizza il contenuto dell'assegno carteceo

sostanzialmente la startup PayDol è stata in grado di fare in modo che l'assegno digitale possa essere visto come uno strumento che contrariamente alle tradizionali carte di credito e le app, viene utilizzato molto più spesso perchè più versatile e comodo.

Tutti coloro che sono in possesso di un conto corrente europeo in area SEPA può ricevere il pagamento effettuato con Plick, senza alcun bisogno di registrarsi a nessun genere di servizio o affini.

Paesi membri SEPA
Paesi membri SEPA

Oltretutto chi da seguito al pagamento tramite Plck può avere a propria disposizione il numero di cellulare o la mail di chi dovrà rivìcevere il pagamento:

perchè il beneficiario prima di incassare dovrà confermare con il proprio IBAN bancario, in modo tale che chi paga possa accreditare i fondi con un Sepa Credit Transfer e Plick rinotifica l’esito sia al pagatore sia a chi è stato pagato.

Infine una nota importante riguardo Plick che bisogna fare, perchè non si tratta di un’app da scaricare e utilizzare in maniera presonale, bensì per averlo attivato, bisognerà che sia la propria banca ad autorizzare ad attivare il servizio:

tale attivazione avverrà con la tecnologia di PayDo nella propria applicazione di home banking, avendo la certezza che per quel che concerne la sicurezza ci sarà un OTP ed un PIN sia per il pagante che per il beneficiario. 

Fonte: ITespresso.it