mercoledì 20 giugno 2018

Debutto radiodiffusioni Weather Channel

Fonte - ENGADGET - Ad aprile, Weather Channel ha annunciato che incorporerebbe contenuti di realtà mista e immersiva nelle sue trasmissioni che offriranno agli spettatori uno sguardo realistico sugli eventi meteorologici. 


Beh, è pronto per il debutto di quel contenuto e domattina, vedrai il meteorologo Jim Cantore seguire lo sviluppo di un tornado iperrealistico dalle sue prime fasi fino a diventare un distruttivo fantomatico EF5.

Debutto radiodiffusioni Weather Channel
Debutto radiodiffusioni Weather Channel

Cantore condividerà anche i modi in cui puoi stare al sicuro se ti trovi di fronte a eventi meteorologici avversi.

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La compagnia madre del canale The Weather Group ha collaborato con The Future Group per lo sviluppo della tecnologia, che è alimentata da Unreal Engine di Epic Games.

La trasmissione di realtà mista andrà in onda durante le 6:00, le 7:00 e le 8:00 ora orientale.

Fonte: ENGADGET

sabato 16 giugno 2018

Uso spropositato antibiotici in viaggio

Fonte - ANSA - Antibiotici in viaggio assunti in mnaiera sbagliata, questo emerge da uno studio effettuato da ricercatori finlandesi. 


Quando si è in viaggio, proprio come ci si appresta anche in questa stagione estiva, si tende ad assumere in maniera spropositata antibiotici:

Uso spropositato antibiotici in viaggio
Uso spropositato antibiotici in viaggio

basta soltanto una leggerea diarrea che immediatamente si fa ricorso all'uso di antibiotici, senza sapere a cosa si va incontro ed a quali effetti indesiderati!

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Sembrerebbe che l'uso di antibiotici spropositato ed incontrollato durante i viaggi che si fanno nel periodo delle vacenze estive sia quanto meno dannoso ed inutile:

questo è quanto emerge da uno studio dell'Università di Helsinki, dell'ospedale universitario di Helsinki e della Aava Travel Clinic.

Uso spropositato antibiotici in viaggio
Fig.1

Lo studio ha riguardato 316 persone che avevano contratto la diarrea del viaggiatore durante una vacanza ai tropici.

Tra questi, in 53 avevano portato antibiotici dalla Finlandia. La ragione più comune per l'uso di questi farmaci è stata la diarrea, la malattia più diffusa tra i viaggiatori ai tropici, seguita dalle infezioni respiratorie.

"Gli antibiotici dovrebbero essere usati per i pazienti con diarrea con febbre alta o con una malattia eccezionalmente grave o con condizioni di deterioramento, o se hanno una malattia sottostante che può aggravarsi - dice Anu Kantele, ricercatrice che ha condotto lo studio - In altre parole, gli antibiotici dovrebbero essere usati solo per il trattamento della diarrea grave, mentre per la terapia per la diarrea lieve e moderata i farmaci non antibiotici sono sufficienti.

Invece che la gravità della diarrea, il fattore che determinava il ricorso agli antibiotici era l'esperienza soggettiva dei viaggiatori sul disturbo delle attività quotidiane".

Fonte: ANSA

giovedì 14 giugno 2018

Come difendere acque dalla plastica

Come difendere le nostre acque, quelle del mar Mediterraneo, dall'inquinamento causato dalla presenza di materiale plastico, l'argomento che vorrei trattare con voi oggi. 


Il mar Mediterraneo ad oggi è inquinato da 115.000 particelle di plastica per chilometro quadrato, cosi attraverso un esperimento, messo a punto dalla Stazione Zoologica 'Anton Dohrn' di Napoli, si è pensato di realizzare degli acquari speciali:

Come difendere acque dalla plastica
Come difendere acque dalla plastica
acquari che dovranno "ricordare l'importanza di comprendere e valorizzare la risorsa mare, che fornisce beni e servizi gratis all'uomo, come metà dell'ossigeno che respiriamo, ma che rischia di essere messa in crisi per l'uso maldestro".

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A parlare è il presidente, Roberto Danovaro in occasione del convegno organizzato dall'ente di ricerca per la Giornata mondiale degli Oceani, l'8 giugno.

Uno dei problemi maggiori del mare, compreso il Mediterraneo, è l'inquinamento da plastica:

"Secondo gli ultimi dati del progetto Tara, a cui abbiamo partecipato - ha detto Danovaro - nel Mediterraneo vi sono 115 mila particelle di plastica per chilometro quadrato", che si accumulano perché è un bacino semichiuso e anche molto trafficato.

"La sua superficie - ha aggiunto - rappresenta l'1% degli oceani globali, ma il traffico marittimo supera in alcuni casi il 30% di quello globale".

 Inoltre le plastiche sono anche in via di progressiva frammentazione.

"Man mano che andiamo a studiare le componenti microscopiche ne troviamo sempre di più, quindi è difficile dare un numero assoluto", ha spiegato Danovaro.

Per 'bonificare' mari e oceani da queste particelle un aiuto potrebbe arrivare dagli stessi microrganismi marini.

Come difendere acque dalla plastica
Fig.1

"Si sta lavorando - ha continuato - alla selezione di batteri in grado di decomporre la plastica e trasformarla in elementi inerti, ma la ricerca è a livelli ancora sperimentali e l'applicazione richiederà del tempo".

Intanto la Stazione Zoologica, ha concluso il presidente, si sta occupando di una serie di sperimentazioni per valutare l'effetto delle microplastiche, per la prima volta in campo.

A questo scopo, conclude Danovaro,

"si lasceranno in mare enormi acquari per vedere l'impatto delle microplastiche sulle componenti del plancton poiché il rischio è che i frammenti vengano ingeriti e accumulati dagli organismi, dai più piccoli ai più grandi e alla fine possano essere trasferiti all'uomo, con danni che ancora non sappiamo ben quantificare". 

Fonte: ANSA

martedì 12 giugno 2018

Occhiali potenti cercano materia oscura

Fonte - ANSA - Materia oscura, la cui presenza nell'universo e predominante, verrà cercata con occhiali molto più potenti sperimentati nei laboratori del Gran Sasso. 


Si tratta dell'esperimento XENON1T quello che si è svolto nei laboratori del Gran Sasso che ha permesso d i realizzare occhiali molto più potenti per andare alla ricerca della materia oscura:

Occhiali potenti cercano materia oscura
Occhiali potenti cercano materia oscura

l'esperimento consiste nel provocare scintille in grado di generare, attraverso lo scontro con la materia ordinaria, dei rilevatori di materia oscura!

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A indicarlo sono i dati raccolti in un anno di osservazioni da XENON1T, l'esperimento per la ricerca diretta di materia oscura nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Occhiali potenti cercano materia oscura
Fig.1

I risultati, sottomessi alla rivista Physics Review Letters, dimostrano come il rivelatore sia il più grande e sensibile al mondo, pronto ad essere superato solo dall'erede XENONnT, atteso nel 2019.

XENON1T è un rivelatore cilindrico, di circa un metro di diametro e altezza, riempito con 3.300 chili di xenon liquido alla temperatura di 95 gradi sotto zero, con una densità tre volte maggiore di quella dell'acqua.

Quello che cerca è la prova dell'interazione di una ipotetica particella di materia oscura (Wimp) con un nucleo di xenon, data da un debole lampo di luce accompagnato da una 'manciata' di elettroni, a loro volta convertiti in un lampo di luce.

Entrambi i segnali luminosi verrebbero registrati da fotosensori ultrasensibili, ottenendo l'informazione sulla posizione 3D e l'energia evento per evento.

Occhiali potenti cercano materia oscura
Fig.2

I dati raccolti in un anno di lavoro non hanno ancora svelato la prova che tutti cercano, ma dimostrano che XENON1T ha il più basso 'rumore di fondo' mai ottenuto, con soli 630 eventi (in una tonnellata di xenon in un anno) provocati da altri fenomeni, come la radioattività dei materiali o i raggi cosmici.

"Se ci sono davvero queste particelle massive di materia oscura, chiamate Wimps, che interagiscono con gli atomi di xenon - afferma Elena Aprile, fisica della Columbia University a capo della collaborazione XENON - ci aspettiamo di individuare un paio di eventi in un anno in una tonnellata di xenon, un vero ago nel pagliaio. Questo ci dà un'ulteriore spinta a realizzare un rivelatore ancora più grande con 8.000 chili di xenon, come quello che abbiamo in programma per il 2019".

Fonte: ANSA

lunedì 11 giugno 2018

Scoperta incredibile: gene anti tumori

Fonte - ANSA - Scoperta incredibile quela che ha portato alla luce un gene in grado di contrastare i tumori ed i suoi alleati! 


 La incredibile scoperta che ha riguardato la lotta contro i tumori, riguarda un gene particolare chiamato P53, il quale ha dato prova di contrastaer il proliferare di tumori:

Scoperta incredibile: gene anti tumori
Scoperta incredibile: gene anti tumori

pensate soltato che esiste al mondo ben metà dei tumori che è strettamente connessa ad una anomalia proprio del gene P53!

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Recentemente, grazie ad una ricerca speciale si è riusciti a trovare la risposta a questa anomalia genetica, tramite una interconnessione genetica di riparare il guasto nel Dna!

Pubblicato sulla rivista Nature Medicine, il risultato si deve al gruppo dell'Università australiana di Melbourne coordinato da Andreas Strasser e del quale fanno parte Marco Herold e Ana Janic.
Scoperta incredibile: gene anti tumori
Fig.1

Al momento è stato individuato il primo di questi alleati, chiamato MLH1, che ha permesso di bloccare l'avanzata di alcune forme di linfomi e leucemie, ma i risultati potranno riguardare altre forme di tumore, come quelli di pancreas e colon.

Conoscere i geni alleati del 'nemico' dei tumori potrà inoltre aiutare nella diagnosi, identificando gli individui che sono a rischio di sviluppare certe forme di tumore, e sarà anche utile per mettere a punto terapie più efficienti. 

Scoperto nel 1979, il gene P53 è da allora uno dei più studiati dai ricercatori di tutto il mondo, ma solo adesso i ricercatori hanno visto che quando il gene MLH1 manca il P53 non funziona più correttamente:

Scoperta incredibile: gene anti tumori
Fig.2

le difese si abbassano e il linfoma ha via libera.

E' stata una scoperta "entusiasmante e senza precedenti", ha detto Janic, ciò significa infatti che le persone con un tumore nelle quali il gene MLH1 è attivo possono ricevere una diagnosi più precocemente e terapie più mirate sulle caratteristiche della loro malattia.

"Per esempio - ha proseguito Janic - se un linfoma ha una mutazione che disabilita la capacità del Dna di ripararsi, sarà opportuno evitare terapie che danneggino ulteriormente il Dna, come la chemioterapia, perché queste renderebbero il tumore più aggressivo".

E' già chiaro che è appena l'inizio di una nuova pagina della ricerca contro i tumori, tanto promettente quanto lunga.

Il prossimo obiettivo della ricerca è infatti individuare altri geni alleati del P53 e al momento i possibili candidati sono più di 300.

L'obiettivo è avere a disposizione una sorta di catalogo di tutti i geni alleati del P53 e che lo aiutano nel contrastare la comparsa dei tumori.

Fonte: ANSA

domenica 10 giugno 2018

Sonda New Horizons verso mondo più lontano Sistema Solare

Fonte - Science - Dopo cinque mesi e mezzo di letargo ai confini del Sistema solare, si è risvegliata in grande forma la sonda New Horizons della Nasa, ed è pronta per raggiungere l'Ultima Thule. 


Come è stato chiamato il suo prossimo obiettivo, il picccolo e misterioso corpo celeste che si trova ai confini del Sistema Solare e che diventerà il mondo più lontano mai visitato da un veicolo costruito dall'uomo.

Sonda New Horizons verso mondo più lontano Sistema Solare
Sonda New Horizons verso mondo più lontano Sistema Solare

L'incontro è previsto per il capodanno 2019 e la sonda si prepara così a un nuovo primato, dopo essere stata la prima ad aver sorvolato Plutone e le sue lune nel 2015.

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A raccontare queste fasi di intenso lavoro è il responsabile della missione Alan Stern, del Southwest Research Institute a Boulder in Colorado, insieme alla responsabile delle operazioni Alice Bowman, che lavora alla Johns Hopkins University nel Maryland.

Sonda New Horizons verso mondo più lontano Sistema Solare
Fig.1

Al momento New Horizons sta viaggiando nella fascia di Kuiper, la regione ai confini del Sistema Solare popolata da asteroidi e pianeti nani.

La sonda si trova a più di 6 miliardi di chilometri dalla Terra (oltre 40 volte la distanza che ci separa dal Sole):

Sonda New Horizons verso mondo più lontano Sistema Solare
Fig.2

per questo motivo il segnale radio lanciato dopo il suo risveglio ha impiegato ben 5 ore e 40 minuti per arrivare al Johns Hopkins Applied Physics Laboratory nel Maryland, rassicurando i tecnici della Nasa sul perfetto funzionamento di tutti i sistemi.

Nelle prossime ore la sonda riceverà il primo dei comandi necessari a organizzare il sorvolo di Ultima Thule:

la preparazione richiederà circa due mesi, dopo di che New Horizons inizierà a osservare a distanza il misterioso corpo celeste per meglio definire la rotta di avvicinamento.

La sonda si trova ora a circa 260 milioni di chilometri da Ultima Thule e si sta avvicinando di oltre un milione di chilometri al giorno.

Dopo lo storico sorvolo previsto per il Capodanno 2019, New Horizons resterà attiva fino alla fine del 2020, in modo da trasmettere a Terra tutti i dati raccolti e completare le osservazioni scientifiche della fascia di Kuiper.

Fonte: Science

mercoledì 6 giugno 2018

Ricercatori alimentano dispositivo medico a distanza

Fonte - ENGADGET - Il dispositivo potrebbe essere utilizzato per fornire farmaci o curare malattie. 


I ricercatori del MIT stanno lavorando su piccoli dispositivi impiantabili in grado di comunicare ed essere alimentati in modalità wireless.

Ricercatori alimentano dispositivo medico a distanza
Ricercatori alimentano dispositivo medico a distanza

In futuro, potrebbero essere utilizzati per somministrare farmaci, curare malattie o monitorare le condizioni all'interno di un corpo umano.

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Poiché i dispositivi non richiedono una batteria, possono essere piuttosto piccoli e il prototipo con cui il team di ricerca ha lavorato ha le dimensioni di un chicco di riso.

Ma i ricercatori pensano di poter ottenere che i dispositivi siano ancora più piccoli di così.

Pelle auto-riparante Terminator come cyborg
Fig.1

Tradizionalmente, usare le onde radio per comunicare con un dispositivo all'interno di un corpo umano è stato difficile perché le onde si espandono mentre passano attraverso il tessuto umano.

Ma i ricercatori del MIT, lavorando con scienziati a Brigham e Women's Hospital, hanno creato un nuovo tipo di sistema di antenne che supera questo problema e ha permesso loro di comunicare e alimentare i loro dispositivi impiantabili da una distanza significativa.

Quando il dispositivo è stato incorporato a 10 centimetri di profondità all'interno di un maiale, i ricercatori potrebbero inviare energia ad esso fino a un metro di distanza.

Quando il dispositivo era appena sotto la superficie della pelle, era in grado di essere alimentato fino a 38 metri di distanza.

"C'è attualmente un compromesso tra quanto in profondità si può andare e quanto lontano si può andare fuori dal corpo", ha detto in un comunicato Fadel Adib, un assistente professore del Media Lab del MIT.

"Anche se questi piccoli dispositivi impiantabili non hanno batterie, ora possiamo comunicare con loro da una distanza esterna al corpo", ha aggiunto.

"Questo apre completamente nuovi tipi di applicazioni mediche".

Gli scienziati stanno ora lavorando per migliorare l'efficienza del sistema ed espandere le distanze da cui possono comunicare con i dispositivi.

Il loro lavoro sarà presentato in occasione del convegno annuale dell'Associazione per il computer specializzato in comunicazioni di dati sulla comunicazione annuale di agosto.

Fonte: ENGADGET