sabato 27 maggio 2017

Asm cattura primi atomi di antimateria cosmica

Primi atomi di antimateria cosmica sono stati catturati nello spazio dal cacciatore di antimateria Ams, direttamente dall’esterno della Stazione Spaziale Internazionale. 


Il cacciatore di antimateria Ams (Alpha Magnetic Spectrometer) ha catturato i primi in assoluto atomi di antimateria cosmica, trovandosi installato all'esterno della stazione Spaziale Internazionale:

Asm cattura primi atomi di antimateria cosmica
Asm cattura primi atomi di antimateria cosmica
A darne l'annuncio ufficialmente ci ha pensato il coordinatore di questo esperimento, ovvero sia Samuel Ting durante il Mit che è stato organizzato nell'Istituto di Tecnologia del Massachusetts.
Chiaramente lo scienziato premio Nobel Samuel Ting ha voluto cercare di avere più certezze al riguardo, prima di procedere alla pubblicazione della scoperta sulla rivista scientifica Science.

Asm cattura primi atomi di antimateria cosmica
Fig.1
Questa scoperta di particelle di antimateria, per essere più precisi si tratta di anti-elio, avrebbe tutti i requisiti affinchè si possa rivoluzionare il mondo della cosmologia:
Verrebbe infatti riscritta l'intera esistenza dell'Universo in isole di antimateria che sarebbero capaci di sopravvivere al Big Bang, altrimenti confermare l'esistenza di meccanismi del tutto sfuggenti al nostro sapere!
Lo strumento Ams, nato da una collaborazione internazionale in cui l'Italia è il secondo maggiore contribuente grazie alla partecipazione dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), aveva già dato finora risultati interessanti.

Fonte: ANSA

venerdì 26 maggio 2017

Come combattere invecchiamento del corpo umano

Come combattere l'invecchiamento del corpo umano, la ricerca scientifica pare abbia trovato la causa che invecchia le cellule dell'organismo e quindi anche una soluzione a tale deterioramento. 


Invecchiare non è mai stata una condizione che l'essere umano è riuscito ad accettare e come conseguenza da sempre ha cercato una soluzione per rallentarne quanto meno l'incedere:

Come combattere invecchiamento del corpo umano
Come combattere invecchiamento del corpo umano
La scienza in passato a cercato in ogni modo di sottolineare i principali fattori che causano l'invecchiamento del nostro corpo, e nonostante sia solo un illusione l'immortalità, sognarla non è proibito certamente!
Negli ultimi tempi dopo svariate ricerche e esperimenti sualla sindrome di Werner, una malattia genetica ereditaria che causa l'invecchiamento prematuro e quandi il decesso, si è giunti ad una conclusione che lascia ben sperare:
Proprio sul fatto di rallentare quanto meno la senescenza e le malattie che ne conseguono come tumori, diabete e morbo di Alzheimer.
Da recenti ricerche pare che si sia riuscito a capire che cosa provoca l'invecchiamento di alcune parti del DNA come ad esempio l'eterocromatina e quandi aiutare i ricercatori a dare vita a certi metodi affinchè si possano prevenire determinate malattie.
Uno dei maggiori autori di questa ricerca, Juan Carlos Izpisua Belmonte sostiene che è possibile prevenire ed addirittura invertire i danni all'eterocromatina.
Attraverso certe tecnologie moderne applicate alle cellule staminali ed editing genomico, si è potuto appurare come la sindrome di Werner sia da collegare ad un determinato cambiamento.

Il gene WRN, per motivi ancora sconosciuti, si modifica e produce una proteina speciale, la proteina WRN, che interrompe i consueti processi di replicazione e riparazione del DNA e di espressione dei geni.

Il gene WRN
Il gene WRN
Gli scienziati del Salk Institute hanno cercato di capire precisamente in che modo la proteina WRN mutata generi tanto disordine cellulare.
Ciò che hanno fatto per arrivare a questa conclusione è stato di ricreare un modello cellulare della sindrome di Werner, utilizzando una tecnologia all'avanguardia di modifica genetica per eliminare il gene WRN nelle cellule staminali umane.
Questo modello cellulare della malattia ha dato agli scienziati la possibilità senza precedenti di studiare l'invecchiamento cellulare in laboratorio.
Le cellule risultanti hanno imitato la mutazione genetica osservata nei pazienti con sindrome di Werner, così le cellule iniziano ad invecchiare più velocemente del normale.

Un esame più attento, ha condotto gli scienziati ad esaminare che la cancellazione del gene WRN porta inoltre a delle interruzioni della struttura dell'eterocromatina, il DNA raggruppato trovato nei nuclei delle cellule.

Mancano ancora tante risposte ma, in caso di esito positivo, saranno enormi i passi compiuti in fatto di benessere e qualità della vita.
La speranza è che i prossimi studi possano condurre a nuove importanti scoperte: forse l'umanità è destinata a futuri più rosei e duraturi con molti ultracentenari sparsi nel mondo.
Fonte: LSWN

giovedì 25 maggio 2017

Le comete respirano vicino al Sole

Le comete respirano, proprio cosi, nel momento in cui si trovano vicino al Sole, emettono ossigeno simulando di fatto l'effetto respiro! 


Respirano anche le comete, la recente scoperta che è stata fatta dagli astronomi i quali hanno notato come quest'ultime producano ossigeno esattamente come noi nel momento in cui respiriamo:

Le comete respirano vicino al Sole
Le comete respirano vicino al Sole
La respirazione delle comete avviene nel momento in cui queste passano vicino al Sole, e proprio in quel preciso istante viene prodotto ossigeno.
La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Nature Communications, e graie ai risultati si è potuto dare una spiegazione alternativa a quanto era stato osservato un paio dianni fa dalla missione Rosetta che esaminò da vicino la cometa 67P/Churyumov Gerasimenko.

la cometa 67P/Churyumov Gerasimenko
la cometa 67P/Churyumov Gerasimenko
Fu la prima volta che si era potuto arrivare ad osservare cosi da vicino l'ossigeno molecolare che venica rilasciato durante il suo passaggio rasente al Sole:
Ciò che ne derivò fu senz'altro ritenuto sufficiente per provare il fatto che l'ossugeno molecolare fosse presente nella nube primordiale che diede la vita al nostro Sistema Solare! 
Ad oggi, gli stessi identici dati assieme ad una simulazione, indicono a formulare una ipotesi nuova ed alternativa, che stabilirebbe l'ossigeno molecolare come prodotto in una cometa come fosse che stesse respirando.
Questa scoperta è stata fatta dal California Institute of Technology (Caltech) mentre l'ideatore dell'esperimento è stato l'ingegnere chimico Konstantinos P. Giapis, che solitamente si occupa di nuove tecniche per fabbricare microprocessori.
Giapis è statao ispirato nel momento in cui ha avuto modo di osservare le reazioni chimiche sulla cometa che erano molto simili a quelle che studiava in laboratorio da 20 anni nelle collisioni di atomi elettricamente carichi (ioni) sulle superfici dei materiali superconduttori.
Visto che lo scopo di questo esperimento è quello di mettere a punto memorie più elevate e chip più veloci per i computer, Giapis ha pensato di applicare le stesse tecniche di ricerca per studiare le comete.
Ecco dunque che il ricercatore ha potuto dimostrare, con una simulazione fatta in laboratorio, che nel momento in cui la cometa si avvicina al Sole libera vapore acqueo, le cui molecole diventano elettricamente cariche (si ionizzano) per effetto dei raggi ultravioletti.

Allo stesso tempo il flusso di particelle cariche che arrivano dal Sole attraverso il vento solare colpisce la superficie della cometa.
Quando questo accade la molecola di ossigeno presente nell'acqua si lega a un altro atomo di ossigeno, dando origine all'ossigeno molecolare.
Fonte: ANSA

mercoledì 24 maggio 2017

Nuovo Surface Pro di Microsoft: novità in arrivo

Nuovo Surface pro di Microsoft in dirittura d'arrivo, dopo quanto visto all'evento recente del "Learn What’s Next" svoltosi a New York. 


Novità in arrivo da casa Microsoft la quale dopo avere presentato il nuovo ultra sottile Surface Laptop ed il recente eco sistema Windows 10 S, ha deciso di lanciare sul mercato altre interessanti proposte:

Nuovo Surface Pro di Microsoft: novità in arrivo
Nuovo Surface Pro di Microsoft: novità in arrivo
L'evento sarà condotto da Panos Panay, Vice Presidente della divisione Surface di Microsoft, il che lascia la convizione nella maggior parete degli addetti ai lavori come i contenuti della conferenza siano inerenti proprio la linea di eccellenza di Microsoft.
Tra questi spicca il nuovissimo Surface Pro che verrà distribuito in ben 26 mercati tra cui anche quello italiano, le cui caratteristiche pare siano di altissimo livello:
per quanto concerne le performance, sono state migliorate del 20% grazie all'utilizzo del processore Intel® Core TM di settima generazione e una batteria in grado di garantire una continuità di funzionamento fino a 13,5 ore, ben il 50% in più rispetto al suo predecessore.
Ma tra tante novità presentate durante l'evento, trova spazio anche la nuova Surface Pen, che risulta essere due volte più precisa rispetto alla versione precedente:

Nuova Surface Pen
Nuova Surface Pen
Grazie all’introduzione del silicio nel PixelSense Accelerator, la nuova Surface Pen, con ben 4096 livelli di pressione (4 volte in più rispetto alla precedente versione).
Lo schermo touch PixelSense da 12,3” supporta i nuovi dispositivi Surface Pen e Surface Dial.

Fonte: MSN

martedì 23 maggio 2017

Cause caduta capelli uomini e donne

Cosa causa la fastidisosa caduta di capelli in particolar modo tra gli uomini ma anche le donne ne sono colpite pur se in mnaiera meno evidente. 


La caduta dei capelli è un problema che colpisce prevalentemente gli uomini, ma anche le donne ne sono vittime, anche se in mnaiera meno evidente e diffusa:

Cause caduta capelli uomini e donne
Cause caduta capelli uomini e donne
In questo articolo cercherò di evidenziare che cosa causa la fastidiosa caduta dei capelli sia negli uomini che nelle donne, cosi da chiarire ed eventualmente prendere le dovute precauzioni.
La calvizie negli uomini e nelle donne è la più comune perdita di capelli e tende a manifestarsi con l’avanzare dell’età, contrariamente all’alopecia che può colpire chiunque, aldilà dal sesso e dell'età:
la perdita può avvenire durante la notte.
La calvizie maschile è generalmente ereditaria e solitamente si manifesta in età adulta, ma in certi casi anche al compimento dei 20 anni:

Cause caduta capelli uomini e donne
Fig.1
Solitamente si inizia con una leggera stempiatura a partire dalla fronte, lasciando intatta una striscia di capelli laterale, la classica linea a ferro di cavallo.
Ma anche le donne ne sono soggette, anche se in maniera meno evidentela, la calvizie può essere ereditaria e tende a colpire le donne nel periodo della post-menopausa:
Spesso inizia con un diradamento dei capelli sulla sommità della testa.
A differenza della calvizie ereditaria, l'alopecia può verificarsi in qualsiasi momento dell’età adulta, o addirittura, nel caso di alopecia areata, in adolescenza:

alopecia
Alopecia
Colpisce sia uomini che donne.
La calvizie sia maschile che femminile è qualcosa che è legate all'età, e si calcola che quasi la metà di tutti gli uomini soffrano di qualche forma di perdita dei capelli dal momento in cui raggiungono i 50 anni.

L'alopecia areata si presume possa essere causata da un problema del sistema immunitario, anche se il 20% di quelli che vengono colpiti ha un parente che soffre della stessa malattia:
L’alopecia potrebbe in realtà essere dunque anche ereditaria.
Determinati tipi di alopecia si manifestano per altri motivi, come lo stress o l’uso di alcuni farmaci:
L’alopecia cicatriziale può invece essere causata da altri problemi di salute, come il lupus.
I trattamenti per la calvizie sono davvero numerosi, tra questi ci sono molti farmaci o prodotti cosmetici, fino al trapianto di capelli nei casi più estremi.

Il trattamento massimo per l'alopecia areata può essere prescritto, ma anche le iniezioni di steroidi o l’immunoterapia possono aiutare a stimolare la crescita dei capelli:
Con alcuni tipi di alopecia i capelli spesso ricrescono senza trattamento dopo pochi mesi.
Ogni giorno, in maniera del tutto naturale, si perdono dai 50 ai 100 capelli, ma se siete preoccupati provate a fare il 'test del rimorchiatore':
Tenete stretti tra le dita circa 15 o 20 capelli, tirate lentamente e con fermezza, se vengono via più di 6 capelli potreste avere un problema.
Fonte: PHOTOS

lunedì 22 maggio 2017

Piante alpine verso estinzione lenta: riscaldamento globale

Le piante alpine sono dirette verso una estinzione lenta, graduale ma inesorabile, almeno questo è quello che si evince dai risultati emersi da ricerche approfondite. 


Estinzione lenta ed inesorabile per le piante alpine, a causa del riscaldamento globale del pianeta, quanto emerge dall'osservazione eseguita con supercomputer dai ricercatori:

Piante alpine verso estinzione lenta
Piante alpine verso estinzione lenta
Alcuni osservatori dell'Università di Zurigo, hanno studiato possibili scenari futuri che potrebber evverarsi dal 2017 al 2090, tra cui l'estinzione lenta delle piante alpine, tutto grazie al riscaldamento globale del pianeta!
I risultati, illustrati sulla rivista Nature Communications, mettono in lunce come si necesario sviluppare metodi alternativi che possano effettuare un censimento più dettagliato e preciso affinchè si possa dare la giusta importanza alla questione.

Lo scenario più congeniale, che vorrebbe significare un aumento della temperatura pari ad un grado, mette il luce come la flora alpina sarebbe soggetta in qualche modo a riprendersi qualora il riscaldamento globale venisse rallentare dopo il 2090:
''Se il cambiamento climatico continuerà senza freni - spiega il coordinatore dello studio, Frédéric Guillaume - le piante avranno un grosso problema'', che però rischia di rimanere invisibile ad uno sguardo più superficiale.
Il punto è che le piante alpine hanno una duplice difficoltà nell'adattarsi ai cambiamenti climatici. Da un lato, sono vegetali molto longevi, e questo frena il rinnovamento generazionale:
Dall'altro lato, per sopravvivere le nuove piantine devono scalare verso altitudini maggiori, dove però la superficie di terreno disponibile è via via sempre minore.
Di conseguenza si determina un declino delle popolazioni che è molto più rapido della loro capacità di adattamento.

Fonte: ANSA

domenica 21 maggio 2017

Materiali elestici per messaggi olografici animati

Materiali elestici per messaggi olografici animati come si sono potuti ammirare nella serie fantascientifica di Star Wars, la nuova frontiera che la fisica sta per intraprendere. 


Messaggi olografici animati come nella serie Star Wars, grazie a materiali elastici che si stanno realizzando nei laboratori USA dell'università della Pennsylvania:

Materiali elestici per messaggi olografici animati
Si tratterebbe di materiali altamente elastici che assumerebbero forma e dimensioni più o meno tese, capaci di dare vita ad ologrammi multipli che cambierebbero forma con estrema facilità!
Il risultato, pubblicato sulla rivista Nano Letters, ed appare evidente come tale prospettiva possa avere un impatto notevole nella realtà virtuale in particolare sugli schermi piatti e le comunicazioni ottiche.

Materiali elestici per messaggi olografici animati
Fig.1
Per essere in grado di ottenere ologrammi animati, bisogna che si abbiano delle "metasuperfici", cioè quelle superfici piatte estremamente sottili, capaci di sostenere determinate strutture a livello dei milionesimi di millimetro, i cosi detti nanometri.
In passato queste metasuperfici, avevano trovato campo d'impiego per svviluppare ologrammi 3D multicolore, adesso invece lo stesso gruppo di ricerca della Pennsylvania coordinato da Ritesh Agarwal ne aveva prodotte alcune incorporando dei minuscoli bastoncelli d'oro all'interno di una pellicola elastica di polidimetilsilossano (Pdms).

Materiali elestici per messaggi olografici animati
Fig.2
Partendo da questo recente risultato, Agarwal ha cercato di trovare la risposta al fatto se fosse possibile riuscire a ottenere ologrammi capaci di cambiare forma attraverso il prolungamento della pellicola hi-tech che li genera.
Tramite esperimenti e modelli computazionali, i ricercatori sono riusciti a calcolare quanto possa essere in grado di allungarsi l'immagine olografica man mano che si tende la metasuperficie, e quanto il piano dell'immagine si sposta dalla sua posizione originale.

Fonte: ANSA