giovedì 20 luglio 2017

Fare sesso con robot: presto possibili relazioni

Fonte - ANSA - Fare sesso con i robot, sia di genere maschile che femminile, sarà una possibilità che in futuro potrebbe trovare ampio spazio tra il genere umano e quello dei robot! 


Sesso con individui robot, femmine o maschi, proprio come nel celebre film di fantascienza Blade Runner in cui venivano progettati dei robot donna o uomo con i quali era possibile interagire ed instaurare una relazione:

Fare sesso con robot: presto possibili relazioni
Fare sesso con robot: presto possibili relazioni
I primi esemplari di robot con cui sarà possibile anche fare sesso, sono già in commercio nel continente asiatico, dove si potrà inaugurare questa nuova frontiera che legherà ancor più in maniera intrinseca il genere umano a quello robotico!
Per quel che concerne il "Vecchio Continente" e l'Occidente in generale, siamo ancora in fase di dibattimento su questioni che hanno a che vedere l'etica e la regolamentazione riguardo l'utilizzo dei robot in senso lato del termine:
il futuro dunque potrebbe riservarci una impesata sorpresa riguardo le relazioni tra uomo e robot che potrà andare anche andare oltre che la normale collaborazione profesionale e lavorativa!
Si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione che abbatterebbe anche quest'ultimo tabù, cosi come è stato pubblicato nel Regno Unito dalla Fondazione per la Robotica Responsabile.

Roxxxy bambola robot umanoide
Roxxxy bambola robot umanoide
Il rapporto dal titolo "Il nostro futuro sessuale con i robot" è stato pubblicato dalla rivista Nature con lo scopo di chiarire e accompagnare il dibattito riguardo i possibili scenari che si verificherebbero:
si tratterebbe di qualcosa ipotizzabile nell'arco di 10/15 anni, almeno da quanto si sta verificando in Asia dove sono già disponibili bambole-robot dalle parvenze umane femminili prodotte per fare sesso.
Siamo ancora agli albori di una nuova frontiera e per tale motivo non esistono studi al riguardo, sia dal punto di vista legale, sociale o etico/morale, anche perchè fare sesso con dei robot è una pratica che sarebbe ritenuta volgare e fuori da ogni principio etico/morale nell'universo accademico.

Bambole robot per fare sesso
Bambole robot per fare sesso
A dispetto dell'evidente imbarazzo che il tema ha suscitato, la ricerca al riguardo ha tanto lavoro e molto ancora da esaminare:
le interazioni tra genere uman e robot, potrebbe anche essere oggetto importante anche per quel che riguarda la privacy, perché alcuni giocattoli sessuali 'intelligenti' potrebbero essere hackerati allo scopo di raccogliere dati e informazioni sui loro utilizzatori.
Fonte: ANSA

mercoledì 19 luglio 2017

Come curare ipotiroidismo: 1 su 5 sottovaluta effetti

Fonte - Sanihelp - Come curare l'ipotiroidismo è un dovere a cui 1 malato su 5 non ottempera, sottovalutando la gravità e gli effetti che questa malattia provoca nei soggetti che ne sono affetti! 


Curare l'ipotiroidismo è qualcosa che tutti coloro che ne sono affetti dovrebbero fare per non subire gli effetti e i disagi che ne deriverebbero:

Come curare ipotiroidismo: 1 su 5 sottovaluta effetti
Come curare ipotiroidismo: 1 su 5 sottovaluta effetti
Da alcune indagini, pare che 1 malato di ipotiroidismo su 5 non tenga nella dovuta considerazione questa malattia che è più grave di quanto possa sembrare.
Nel 2013 la levotiroxina è stato il farmaco più prescritto negli USA ed in Italia, primeggiando in questa speciale classsifica con le statine per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo ed i farmaci gastro-protettori.

Come curare ipotiroidismo: 1 su 5 sottovaluta effetti
Fig.1
Il 20% di coloro che sono affetti da ipotiroidismo affligge il genere femminile che ne è largamente più affetto rispetto a quello maschile:
si tratta di una precentuale che solo quella del diabete riesce a tenere testa come patologia più diffusa in Italia!
Grazie alle recenti scoperte con farmaci migliori e più efficaci, questa precentuale si è notevolemte abbassata, risultando di gran lunga migliore la vita che conducono coloro che ne sono affetti, i quali assumendo i farmaci opportunamente prescritti e seguendo le modalità dettate dal proprio medico, sono in grado di mantere sotto controllo i disturbi che ne derivano.

Come curare ipotiroidismo: 1 su 5 sottovaluta effetti
Fig.2
Le nuove formulazioni di farmaci in forma liquida e softgel si sono rivelate utili e preziose anche per coloro che soffrendo di patologie particolari come gastriti croniche, celiachia e malattie infiammatorie gastro-intestinali, soffronano di problemi di cattivo assorbimento.
Migliorando l'assorbimento migliora seppur di poco il fabbisogno di levo-tiroxina.
Per evitare rischi di sovra o sotto dosaggio è sempre bene effettuare periodici controlli e ritarare eventualmente il dosaggio in atto in base ai valori di TSH e di FT4, ormoni marker dell'omeostasi tiroidea farmacologica.

Fonte: SANIHELP

martedì 18 luglio 2017

Come saranno le estati in futuro: più calde e secche

Fonte - ANSA - Come saranno le estati in futuro, quali condizioni ci aspettano a causa di questo dissesto geologico ed atmosferico che l'essere umano sta perpetrando: saranno sempre più calde e secche! 


Sempre più calde e secche saranno le estati che ci accompagneranno nel prssimo futuro, almeno cinque volte di più rispetto a quanto non lo siano adesso:

Come saranno le estati in futuro: più calde e secche
Come saranno le estati in futuro: più calde e secche
A lanciare l'allarme una prima analisi statistica che è stata condotta dallo studio del Politecnico di Zurigo, coordinata da Jakob Zscheischler e Sonia Seneviratn, pubblicandone i risultati sulla rivista Science Advances.
Estati sempre più calde e secche di quanto non lo siano state fino ad oggi, addirittura si parla di temperature fino a cinque volte più elevate:
appare evidente come tutti gli studi che erano stati condotti fino ad oggi siano risultati sottostimati, e come siano a serio rischio settori come agricoltura, economia e società.
In base alle statistiche che sono emerse da questa analisi. le estati che verranno in futuro saranno molto calde e secche, come quelle che hanno colpito il vecchio continente nel 2003 e nel 2015.

Come saranno le estati in futuro: più calde e secche
Fig.1
Il fenomeno pare abbia una cadenza di ogni 100 anni circa, se non fosse che a causa del riscaldamento globale si stia verificando un'innalzamento delle temperatire ben al di sopra della media stagionale!
Ad oggi i ricercatori si sono sempre concetrati a studiare le ondate di caldo e siccità in maniera separata, ma nel momento in cui questi fenomeni causano effetti collaterali contemperaneamente gli studiosi hanno capito il loro errore:
disidratazione e problemi di salute per le fasce di popolazione più giovani e più anziane, raccolti rovinati, costi di irrigazione dei campi troppo elevati e incendi più frequenti, come quello violentissimo che ha colpito recentemente i boschi del Portogallo.
La ricerca del Politecnico di Zurigo ha ora analizzato la combinazione degli eventi climatici estremi, scoprendo che ondate di calore e siccità hanno una probabilità di giungere insieme, in media, da due a quattro volte più elevata di quanto si pensasse, con picchi di cinque volte in alcune aree.

Fonte: ANSA

lunedì 17 luglio 2017

Cosa unisce la materia: scoperta al Cern particella Xi

Fonte - ANSA - Cosa unisce la materia, un interrogativo che i fisici di tutto il mondo si sono sempre posti a cui hanno dedicato anni di studi e ricerche: finalmente al Cern di Ginevra è stata scoperta la particella Xi, responsabile del collante che tiene unita la materia! 


Il collante che tiene uita l materia è la particella Xi, scoperta recentemente al Cern di Ginevra, la quale era stata oggetto di ricerca e studi da decenni da parte degli scienziati di tutto il mondo:

Cosa unisce la materia: scoperta al Cern particella Xi
Cosa unisce la materia: scoperta al Cern particella Xi
Scoperta la particella Xi che tiene unita la materia, adesso si potrà andare oltre, cercando di concentrarsi su come trovare una spiegazione ad una delle quattro forze fondamentali della natura! 

L'annuncio della scoperta è stato fatto in occasione della conferenza della Società Europea di Fisica in corso a Venezia e in via di pubblicazione sulla rivista Physical Review Letters, grazie all'accelleratore più grande del mondo, il Large Hadron Cllider (Lhc).

Cosa unisce la materia: scoperta al Cern particella Xi
Fig.1
La particella Xi appartiene alla famiglia dei barioni, la stessa a cui fanno parte sia i protoni che i neutroni, costituendo la materia invisibile:

Cosa unisce la materia: scoperta al Cern particella Xi
Fig.2
cosi come tutti i barioni, anche la particella Xi è fomata da tre quark, rispettando quanto vuole la teoria di riferimento della fisica Modello Standard.
Ciononostante nei barioni che conosciamo, si trova un solo quark pesante, mentre nella particella Xi c'è ne sono due:

Cosa unisce la materia: scoperta al Cern particella Xi
Fig.3
"E' la prima volta che si osserva una particella simile, un barione con due quark pesanti", ha detto Donatella Lucchesi, ricercatrice dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e dell'università di Padova e membro della collaborazione Lhcb.
"Osservare una particella del genere - ha detto ancora Donatella Lucchesi - è stato possibile grazie alla grandissima quantità di dati che sta producendo l'acceleratore Lhc permettendo di raggiungere un obiettivo non facile, come è riuscire a riprodurre la materia in tutti i suoi stati possibili".

Ma le sorprese che la particella Xi scoperta al Cern, non finiscono qui, infatti i cosidetti mattoni della materia di cui è composta, i quark, pare che si comportino come fossero un sistema planetario in miniatura:
i due quark pesanti, l'elemento distintivo della nuova particella, infatti avrebbero movimenti più lenti rispetto a quelli dei quark leggeri che si trovano nei protoni e nei neutroni!
La particella Xi ha dunque tutte la potenzialità affinchè si possa trovare e svelare i segreti che tengono unita la materia, capendone il comportamento delle forze che agiscono nel mondo dell'infinitamente piccolo.

Fonte: ANSA

domenica 16 luglio 2017

Cosa causa anoressia: trovate spie nel cervello

Fonte - ANSA - Cosa causa l'anoressia in un essere umano, una patologia che affligge molti individui e che nonostante le campagne di informazione, dilaga con costante aumento: trovate le spie nel cervello! 


Una recente ricerca ha permesso di individuare in determinate aree del cervello le spie che provocano l'anoressia in un individuo, alterandone la comunicazione fra aree diverse e la percezione del corpo:

Cosa causa anoressia: trovate spie nel cervello
Cosa causa anoressia: trovate spie nel cervello
Stanno nel cervello le spie che darebbero modo di intercettare i primi sintomi dell'anoressia, sin dalle prime fasi di coloro che ne sono affetti.
La recente scoperta è stata effettuata da un gruppo di ricercartori italiani coordinati da Santino Gaudio, visiting reasercher presso il dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Upsala University:
i risultati dello studio sono poi stati pubblicati sulla rivista scientifica Psychiatry research Neuroimaging.
La ricerca che ha portato ad individuare le spie che darebbero luogo al disturbo anoressico, è stata condotta a Roma nel centro clinico per i disturbi alimentari "La cura del girasole" Onlus e nei pressi dell'unità di ricerca di diagnostica per immagini dell'Università Campus Bio-Medico.

Ciò che i ricarcatori hanno potuto osservare è che il disturbo anoressico altera le strutture comunicative di determinate aree del cervello che riguardano il controllo cognitivo e la percezione dell'immagine del proprio fisico:

Cosa causa anoressia: trovate spie nel cervello
Fig.1
Ecco dunque il perchè i soggetti che sono afflitti da anoressia credono fermamente che il loro corpo sia imperfetto e sproporzionato rispetto a come dovrebbe essere secondo loro!
Fonte: ANSA

sabato 15 luglio 2017

Esplosione supernova rilascia molecole di vita

Fonte - ANSA - Supernova che esplode rilascia alcune molecole di vita, da cui potrebbe nascere una nuova stella ad illuminare l'universo sconfinato! 


L'incredibile spettacolare evento esplosivo di una supernova ha regalato tracce di molecole di vita da cui presto potrebbe nascere una nuova stella tra i corpi luminosi dell'universo:

Esplosione supernova rilascia molecole di vita
Esplosione supernova rilascia molecole di vita
Si tratterebbero di molecole che mai erano state trovate prima d'ora quelli che la supernova 1987A, esplodendo, ha rilasciato come eredità all'universo.
Questa recente scoperta è stata condotta e pubblicata sulla rivista scientifica Monthly Notice of the Royal Astronomical Society dall'Università britannica di Cardiff, che di fatto sconfessa la teoria che voorrebbe solo morte e distruzione dall'esplosione di una supernova!

Esplosione supernova rilascia molecole di vita
Fig.1
La supernova 1987A che è esplosa, si trovava distante dal nostro sistema solare circa 163.000 anni luce, e fu oggetto di studio di astronomi di tutto il mondo sin da quando fu indivituta per la prima volta:
studi che fino ad oggi non avevano mai prodotto risultati tali da permettere uno studio relativo al nucleo centrale con assoluta precisione.
Il team di ricercatori che ha preso parte alla scoperta, è stato coordinato da Mikako Matsuura, e per esaminare con precisione quanto rilasciato dall'esplosione dalla supernova 1987A hanno fatto uso del telescopio Alma posizionato sulle cime delle Ande in Cile.

Esplosione supernova rilascia molecole di vita
Fig.2
La scoperta di queste molecole aventi vita in se, è stata del tutto inaspettata, a maggior ragione che dopo l'esplosione non si sarebbe mai pensato che potesse sopravvivere alcun resto:
tali resti di vita, potrebbero dare origine a nubi di molecole e polvere con temperature molto al di sotto dello zero, ovvero sia temperature tipiche delle protostelle!
A conferma di quanto si è potuto scoprire il team di ricercatori per voce del suo coordinatore Matsuura ha dichiarato:
"I nostri risultati mostrano che, quando il gas lasciato da una supernova comincia a raffreddarsi scendendo a meno 200 gradi centigradi, gli elementi più pesanti si aggregano per formare molecole e polvere".
Fonte: ANSA

venerdì 14 luglio 2017

Comporre musica con compositore musicale IA

Comporre musica, ovvero sia la nuova frontiera che si è aperta all' IA (Intelligenza Artificiale) la quale è riuscita ad imparare a comporre musica. 


Composizione di brani musicali, da sempre oggetto di croci e delizie di autori e compositori, cantanti e cantautori i quali si sono ssmpre contrariati per presunti plagi e imitazioni perpetrati nei loro confronti:

Comporre musica con compositore musicale IA
Comporre musica con compositore musicale IA
Ciò che IA (Intelligenza Artificiale) è riuscita ad imparare è di comporre brani di musica senza imitare e plagiare alcun brano o canzone esistente!
Si tratta di un prototipo di "compositore artificiale" che è stato costruito dal Politecnico di Losanna in Svizzera che ha tute le potenzialità di diventare il primogenito di una categoria di compositori di brani musicali in tempo reale:
Brani di una certa durata come ad esempio per videogiochi o video trailer di film e cartoni animati!
Il risultato ottenuto è stato presentato nella capitale olandense in occazione della Conferenza Internazionale sull'Intelligenza Artificiale Evosta.

Il compositore di musica ad Intelligenza Artificiale ad oggi è in grado di eseguire la scrittura di musica popolare irlandese e il Klezmer di origini ebraiche, ma comunque sia è anche in grado di:
imitare lo stile di qualsiasi altro genere musicale, producendo melodie musicale complete dall'inizio alla fine, cosi come afferma uno degli autori del progetto, Florian Colombo.
L'algoritmo che è alla base del compositore artificiale si basa sulla rete neurale artificiale, chiamata '' memoria a lungo/breve termine'' utilizzata per il riconoscimento vocale anche da Google, Apple e Microsoft.

Fonte: ANSA