sabato 19 agosto 2017

Cambiamenti climatici hanno favorito evoluzione animale

Fonte - ANSA - Cambiamenti climatici, la causa scatenante dell'evoluzione che ha fatto apparire i primi esemplari di animali sulla faccia della Terra! 


I primi animali che sono apparsi sulla Terra pare che siano stati il frutto di una evoluzione accellerata dai forti cambiamenti climatici che hanno investito il pianeta:

Cambiamenti climatici hanno favorito evoluzione animale
Cambiamenti climatici hanno favorito evoluzione animale
per la precisione stiamo parlando di circa 650 milioni di anni fa, questo il periodo trascorso che ha portato l'apparizione dei primi animali sulla Terra, grazie allo sciolgimento dei ghiacciai che avrebbero generato grandi quantità di sostanze alimentari e nutrienti per le alghe!
Ad affermare questo concetto ci sono alcuni sedimenti di rocce che sono state rinvenute da geologi dell'Università Nazionale dell'Australia, che hanno pubblicato i risultati sulla rivista scientifica Nature.

Ciò che hanno fatto registrare questa considerazione sono i sedimenti antichi che provengono dall'Australia centrale, all'interno dell'ecosistema marino tra un miliardi e 541 milioni di anni addietro:
Infatti avendo incamerato al proprio interno delle molecole facenti parte di alghe e batteri hanno consentito un'analisi di fossili molecolari da parte dei ricercatori che hanno preso parte allo studio.
"Prima che tutto questo accadesse, ci fu un evento sconvolgente, ovvero sia quello che investi la Terra congelandola per 50 milioni di anni", come sostenuto dalla teoria della Terra a palla di neve.


Terra a palla di neve

Terra a palla di neve
Si sarebbe trattato del periodo antecedente il successivo riscaldamento, il quale avrebbe dato il via allo scioglimento di neve e ghiacciai per riversare nei mari enormi quantità di nutrienti:
Tali sostanze sarebbero risultate oltremodo favorevoli per lo sviluppo delle alghe e la transizione da un mondo popolato da batteri ad uno dominato dagli animali.
Fonte: ANSA

giovedì 17 agosto 2017

Ottenuta prima impronta HD particella antimateria

Fonte - ANSA - Ottenuta al Cern di Ginevra la prima impronta in HD di una particella di antimateria, che rappresenta il primo passaggio dalla fisica attuale a quella del futuro. 


Prima impronta in HD quella che è stata ottneuta al Cern, la quale rappresenta la via di migrazione verso la fisica del futuro, rispetto a quella attuale che ormai pare destinata ad andare in archivio:

Ottenuta prima impronta HD particella antimateria
Ottenuta prima impronta HD particella antimateria
Si tratta di un vero e proprio passo in avanti quello rappresetanto dalla scoperta effettuata dai ricecatori del Cern di Ginevra in merito all'esperimento denominato Alpha: la prima impronta in HD di una particella di antimateria!
Grazie a questi nuovi dati ottenuti, si è potuto incrementare ulteriormente la scheda identificativa di questa misteriosa particella antimateria che fu trovata per la prima volta in assoluto lo scorso 2016.

In merito ai nuovi dati che sono stati pubblicati sulla rivista Nature, si può afermare con assoluta certezza che siamo di fronte ad una nuova era che apre le parte alla fisica moderna:
capire la differenza sostanziale tra una particella di materia ed una di antimateria è uno step da cui non si può prescindere dal momento che è l'unica strada che permetterebbe di capire il perchè l'una ha avuto il sopravvento sul'altra.
Tornando alla scoperta della prima impronta in HD di questa particella antimateria, va detto che è stata ottenuta grazie ad una irradiazione con microonde tipo quelle che sono usate per mettersi in comunacazione con i satelliti:
dopo avere colpito l'anti-atomo, si è scoperta la sua vera struttura identificativa, che emettendo energia a frequenze alquanto specifiche, si è potuto ottenere uno spettro assomigliante ad una impronta digitale, ovvero sia quella che è unica ed irripetibile per ogni elemento!
Fondamentalmente, materia ed antimateria, avrebbero tutte le specificità per essere una rarità che sfugge a qualsiasi regola, insomma, una eccezione!

Ottenuta prima impronta HD particella antimateria
Fig.1
Entrambe le cellule sono speculari e dunque avrebbero le stesse linee delo spettro sostanzialmente sovrapponibili:
ma per poterne verificare la fattibilità i ricercatori del Cern in passato avevano tentato di realizzare lo spettro dell'antidrogeno, ottenendo una impronta fin troppo approssimativa, ed improponibile per essere messa a confronto con quella dell'idrogeno.
I fisici perciò hanno deciso di riprovarci, cercadno di migliorare il risultato attraveso dei correttivi e delle modifiche:
"Una delle sfide che abbiamo dovuto affrontare - sottolinea la ricercatrice Justine Munich - è il fatto che materia e antimateria si annichiliscono quando entrano in contatto, quindi abbiamo dovuto tenerle separate. Non è possibile mettere gli anti-atomi in un contenitore ordinario: devono essere intrappolati o trattenuti in una speciale bottiglia magnetica".
Terminato l'esperimento, i ricercatori hanno avuto modo di osservare le linee dello spettro dell'antidrogeno in modo molto più dettagliato, scoprendo che ricalca quasi perfettamente quello dell'idrogeno.

Fonte: ANSA

martedì 15 agosto 2017

Cellule cardiache studiate tramite le rocce

Fonte - LSWN.IT - Cellule cardiache studiate per la prima volta con un metodo a dir poco incredibile: tramite le rocce, il nuovo studio che ha permesso di misurarne le proprietà elettriche. 


L'argomento che oggi tratterò con vio riguarderà lo studio che è stato effettuato sulle cellule cardiache da parte dei ricercatori dell’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (INO-CNR) con la collaborazione di quelli del Laboratorio Europeo di Spettroscopie Non-lineari (LENS), dell’Università degli Studi di Firenze e dell’Università di Friburgo in Brisgovia (Germania):

Cellule cardiache studiate tramite le rocce
Cellule cardiache studiate tramite le rocce
tale studio a permesso per la prima volta in assoluto di misurarne alcune delle prorpietà elettriche che le cellule cardiache hanno, meglio note con il termine di cardiomiciti!
Lo studio ha dell'incredibile, perchè in sostanza si è basato sull'analogia che esiste tra la conducibilità elettrica ed il trasporto di materia.
Recentemente la studio è stato pubblicato sulla rivista the Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (Pnas).
La ricerca condotta si è potuta ispirare su quanto fu scoperto nel “Analogy between diffusion and electrical conductivity in porous rocks” condotto da L. J. Klinkenberg e pubblicato su Geological Society of America Bulletin nel 1951.

Cellule cardiache studiate tramite le rocce
Fig.1
Infatti in questa ricerca si trovò la misura della velocità di diffusione dell’acqua dentro le rocce porose tramite la misura della conducibilità elettrica delle rocce stesse.
Per quel che concerne il punto di vista tecnico dell’analisi sperimentale riguardo le proprietà elettriche delle membrane a livello sub cellulare, è assolutamente complesso trovare nuovi appigli:
per questo motivo i ricercatori hanno divuto applicare il principio contrario a quello che fu adottato da Klinkenberg, ovvero sia cercando la risposta sulle proprietà di diffusione delle sonde fluorescenti dentro la rete tubolare per poterne avere ulteriori dettagli ed informazioni di tipo elettrico.
Facendo in modo di comparare la rete dei tubuli che si trovano all'interno delle cellule cardiache con la struttura porosa di una roccia, i ricercatori sono stati in grado di avere le informazioni relative alla propagazione elettrica:
a partire dalle loro caratteristiche diffusive, analizzate attraverso un metodo avanzato denominato FRAP (Fluorescence Recovery After Photobleaching).
Fonte: LSWN.IT

lunedì 14 agosto 2017

Nuove stelle nascono in galassie lontanissime

Fonte - ANSA - Nuove stelle nascono a ritmi incredibili in galassie molto lontane dalla nostra, tra le più luminose che siano mai state scoperte fino ad oggi! 


Recentemente sono state scoperte 16 lontanissime galassie tra le più limunose mai viste fin'ora, che generano ad un ritmo incredibile fino a 4000 stelle simili al nostro Sole ogni anno:

Nuove stelle nascono in galassie lontanissime
Nuove stelle nascono in galassie lontanissime
pensate soltanto che nella Via Lattea, la nostra galassia, quella che ci ospita, nasce appena una stella simile al Sole ogni anno!
La scoperta è stata fatta dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) che ha poi pubblicato sulla rivista scientifica lo studio che è ha portato a tale incredibile scoperta:
pare si tratti di galassie appartenenti alle cosidette quasar ultra luminose, dotate di un nucleo molto luminescente ed una intesità elevata di emissione radio.
Sembra che le radiazioni che vengono emsse da queste galassie sia originata dalla presenza di buchi neri enormi che si trovano al loro centro, aventi masse comprese tra i 3 ed i 60 miliardi di volte quelle del Sole.

Chiaramente stiamo parlando di galassie molto lontane dalla nostra, una distanza siderale, come quella che riuslta essere dalla più lontana delle 16 ditante dalla nostra ben 12,5 miliardi di anni luce:
Significa che la loro luce fu emanata quando l'universo aveva compiuto appena un miliardo di anni!
Durante la ricerca si è fatto in modo di concentrarsi sull'emissione dell'infrarosso che queste galassie scelte dal catalogo Wissh che è basato sui dati ricevuti dalle missioni spaziali Nasa ed Herschel, dell'Agenzia Spaziale Europea.

Fonte: ANSA

domenica 13 agosto 2017

Consegnare pasti caldi più velocemente con i droni

Fonte - ANSA - Consegnare più velocemente i pasti caldi grazie all'ausilio dei droni, la nuova idea tecnologica che è stata provata da una start up portoghese. 


Veloce ed economica la consegna dei pasti caldi con l'ausilio dei droni, l'idea che ha avuto una start up portoghese mentre era ospitata dall'Esa (Agenzia Spaziale Europea):

Consegnare pasti caldi più velocemente con i droni
Consegnare pasti caldi più velocemente con i droni
l'utilizzo dei droni per inviare a destinazione pasti caldi in zone irragiungibili e lontane dalla portata dei mezzi di trasporto convenzionali.
Il trasporto di pasti caldi verso Joachim Reis, un piccolo e remoto villaggio del Portogallo situato a Podentinhos, bisogna impiegare più di trenta minuti ad andare e tornare, perchè il tragitto è formato da una strada angusta e parecchio dissestata:
al contrario, usando un drone, si è impiegato soltanto 3 minuti, pergiunta senza l'uso di nessun pilota, dichiara Raphael Stanzani, fondeur della start up Connect Robotics.
"Un solo operatore - prosegue - può gestire sei dei droni contemporaneamente, ogni apparecchio decolla da solo, fa attenzione al tempo, altitudine e itinerario di volo, e dopo aver consegnato il pacco, ritorna automaticamente".

Stanzani ha fondato l'azienda nel 2015, assieme ad Eduardo Mendes con lo scopo di trasportare cibo alle popolazioni bisognose attraverso l'utilizzo dei droni:
tutte persone in pericolo che vivono nel più totale isolamento a causa delle aree remote nel cosiddetto mercato delle consegne 'dell'ultimo chilometro', servizio che interessa distributori medici, servizi postali e rivenditori.
"Possiamo ridurre i costi del 40-60% rispetto ai corrieri tradizionali, portando i prodotti più velocemente", prosegue Stanzani.
Le consegne 'dell'ultimo chilometro' possono avvenire nell'arco di 30 minuti dall'acquisto, dal momento che i droni non restano bloccati dal traffico, lavori stradali o barriere naturali.
Fonte: ANSA

sabato 12 agosto 2017

Come usare pianta di aloe: consigli e modalità d'uso

Fonte - DeAbyDay - Come usare al meglio la pianta di aloe, una vera e propria fonte naturale di benessere e positive azioni che svolge in tutto il nostro corpo. 


La pianta di aloe è uno dei tanti miracoli che Madre Natura ci regala in cui potere trovare ogni fonte di benessere e rimedio per svariati malesseri che possono affligerci durante la nostra giornata:

Come usare pianta di aloe: consigli e modalità d'uso
Come usare pianta di aloe: consigli e modalità d'uso
Antinfiammatoria e cicatrizzante, l'aloe è stata per secoli una vera e propria panacea per l'essere umano verso svariati malanni!
L'aloe tra le tante possibilità in cui trova impiego senz'altro c'è quello di essere usata come crema da passare sul viso, perchè grazie alle sue particolari proprietà antinfiammatorie può essere splamata direttamente sulla pelle:
utile contro le scottature, sotto forma di gel si dimostra un ottimo refrigerio per la parte del corpo scottata oltre che un rigenerante per la pelle.
Ma non soltanto sulla pelle può essere applicata, infatti l'aloe è anche un eccellente rimedio per capelli spenti e strassati da phon, lacca e inquinamento:
basta soltanto una applicazione sui capelli leggermente inumiditi e lasciarli asciugare per una mezz'oretta prima di farvi lo shampoo!
Anche come antidolorifico, l'aloe è un perfetto antinfiammatorio da applicare, strofinando il gel nella parte infiammata:
grazie alle sue speciali proprietà sfiammanti, presto potrete sentire un grande refrigerio ed il dolore verrà assorbito senza che ve ne rendiate conto!
Ma l'aloe trova anche modo di essere impegata in accasione di arrossamenti della pelle a seguito depilazione, che inevitabilmente lasciano delle micro lacerazioni che potranno essere ricicatrizzate:
infatti accellererà il processo cicatrizzante, soltanto strofinando leggermente nelle parti del corpo interessate, mentre solo negli uomini vi consiglio di usarla come dopo barba sentirete un refrigerio mai sentito prima!
Infine potrete usare l'aloe anche come rimedio rilassante la sera, quando dopo una gironata stressante e spossante vi ritroverete con i piedi gonfi e stanchi:
niente di meglio che un massaggio benefico e defaticante con della polpa di aloe sminuzzata e qualche goccia di olio essenziale alla lavanda. 

Fonte: DeAbyDay

venerdì 11 agosto 2017

Ricrescita vegetazione a Castel Fusano: vista dai satelliti

Fonte - ANSA - La ricrescita della vegetazione nella zona di Castel Fusano devastata dagli incendi è sotto osservazione direttamente dai satelliti che monitorano l'evolversi. 


Il danno che la vegetazione nella zona di castel Fusano, causato dagli incendi sta rientrando, e la ricrescita del verde è stata osservata dai satelliti con alcuni scatti che ne danno la giusta dimensione:

Ricrescita vegetazione a Castel Fusano: vista dai satelliti
Si tratta di fotografie che sono state scattate dai satelliti sul litorale capitolino nei giorni del 17 e 21 luglio 2017, che sono state analizzate dall'Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia italiano.
I danni che il litorale ha subito sono al momento sotto osservazione da parte degli specialisti dell'Ingv i quali stanno valutando l'effettiva gravità causata dagli incendi sulla vegetazione laziale.

Ricrescita vegetazione a Castel Fusano: vista dai satelliti
Fig.1
Per fotografare la zona, i ricecartori hanno fatto uso delle immagini con risoluzione spaziale di 20 metri che erano state effettuate dal satellite europeo Sentinel 2A, facente parte del programma Copernicus, la cui gestione è a cura dell'Agenzia Spaziale Europea e dalla Commissione Ue.

Ricrescita vegetazione a Castel Fusano: vista dai satelliti
Fig.2
Il danno ha riguardato ben 200 ettari di terreno che fino a poco tempo prima era popolato da pini e macchia mediterranea!
Ricrescita vegetazione a Castel Fusano: vista dai satelliti
Fig.3
Grazie all'uso delle immagini di cui sopra, si è potuto circoscrivere e misurare l'area colpita, spiega Stefania Amici, ricercatrice dell'Ingv:
"Quando si verificano numerosi incendi, come nel caso di questa estate 2017, la caratterizzazione dei perimetri con dato satellitare - ha rilevato la ricercatrice - può essere fornita alle amministrazioni per varie applicazioni, incluso il supporto ai piani di recupero".
L'analisi dell'Ingv ha oltretutto consentito di porre la basi affinchè si potesse organizzare le prossime attività di controllo riguardante la ricrescita della vegetazione romana.

Fonte: ANSA