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martedì 27 giugno 2017

Forme agricoltura sostenibile come quelle naturali

Forme e figure geometriche come quelle della natura, sono le parvenze dell'agricoltura sostenibile che si può ammirare nelle coloratissime risai di Bali. 


La natura fonte di ispirazione anche per l'agricoltura sostenibile la quale assume forme e geometrie simili, come è possibile ammirare nelle variopinte risaie che si trovano a Bali:

Forme agricoltura sostenibile come quelle naturali
Forme agricoltura sostenibile come quelle naturali
Una dimostrzione inconfutabile quella che viene fornita da questo meraviglioso paesaggio dalle parvenze e colori fiabeschi, dove vengono riprodotte forme simili e ripetute che solitamene si trovano nella vegetazione naturale!
Tale condizione è stato appurato che genera raccolti più copiosi a fronte di un uso inferiore di pesticidi, come viene dimostrato dallo studio che è stato condotto dal Santa Fe Institute pubblicato sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze (Pnas).

La condizione che determinano una situazione tale va aldilà di una programmazione preventiva ma bensì è influenzata da due fattori:
l'acqua razionata, che nonostante sia sempre disponibile a monte non altrettanto capita a valle, e i parassiti, che annegano e calano nel momento in cui i campi vengono coltivati contemporaneamente.
Succede dunque che i contadini che si trovano a monte vengano spronati a condividere l'acqua per piantare il riso in modo sincrono, invece la poca disponibilità in alcuni appezzamenti spinge a decidere i tempi diversi disegnando curiose geometrie che si rivelano molto produttive.

Un paessaggio simile veduto dall'alto ricorda molto da vicino i frattali, ovvero sia le forme geometriche che si ripetono sempre uguali a se stesse su scale diverse:
cosi come si possono ammirare negli ecosistemi naturali che si autoregolano grazie all'interazione fra gli organismi viventi e l'ambiente, rivelandosi come una possibile soluzione per un'agricoltura più sostenibile che deve fare i conti con risorse naturali sempre più scarse.
Fonte: ANSA

giovedì 2 febbraio 2017

Generi di Pianeti: forme e dimensioni

Generi di Pianeti, forme e dimensioni sono alcuni degli elementi fandamentali che rendono gli stessi idonei ad ospitare una possibile vita oppure no!

Generi di Pianeti, criteri di valutazione secondo cui ad esempio il pianeta extrasolare Kepler-IOB, individuato nel gennaio 2011, è stato il primo pianeta di tipo terrestre scoperto dal telescopio spaziale Kepler della NASA.

Generi di Pianeti: forme e dimensioni
Generi di Pianeti: forme e dimensioni
È solo il 40 per cento più grande del nostro Pianeta e dalla sua elevata densità gli astronomi deducono una composizione metallo/roccia.
Ma trovandosi ad appena 2,5 milioni di chilometri dalla sua stella simile al Sole il corpo celeste dev'essere rovente, a una temperatura sui 1550 °C, e la sua superficie infernale è probabilmente un oceano ribollente di lava fusa.

GJ1214B è un esopianeta grande quasi tre volte la Terra, ma molto meno denso, con una densità media di meno di 2 g/cm3, è quasi certamente un mondo d'acqua.

Probabilmente ha un nucleo roccioso relativamente piccolo circondato da uno spesso mantello d'acqua e da un'atmosfera di vapore altrettanto spessa.

esopianeta GJ1214B
esopianeta GJ1214B
Nonostante la sua elevata temperatura superficiale di circa 200 °C, questo spoglio "mini-Nettuno" potrebbe ospitare semplici forme di vita acquatiche.
L'esopianeta HD189733B è un "Giove caldo" che completa un'orbita attorno alla sua luminosa stella ogni 2,2 giorni, uno degli esopianeti più promettenti studiati finora:

esopianeta HD189733B
esopianeta HD189733B
gli astronomi hanno rilevato nella sua atmosfera vapor acqueo, ossigeno, metano e monossido di carbonio.
Recenti osservazioni di Hubble hanno suggerito che il pianeta è azzurro, grazie alle proprietà di diffusione della luce delle particelle di silicati nella sua atmosfera.

Nel frattempo, la potente radiazione della stella sta facendo lentamente evaporare il pianeta gigante:
ogni secondo perde nello Spazio circa l0mila tonnellate di gas.
PSR B1257+12A è uno dei tre pianeti che orbitano attorno a una pulsar, il piccolo cadavere compatto di una stella massiccia diventata una supernova.

esopianeta PSRB1257+12A
esopianeta PSRB1257+12A
Il corpo celeste ha appena il doppio della massa della nostra Luna e quasi certamente è composto di roccia, mentre i pianeti della pulsar potrebbero essersi formati in seguito all'esplosione della supernova.
Sono costantemente percossi dai raggi X ad alta energia della pulsar: a questo tormento cosmico non può sopravvivere nessuna cellula vivente e quindi non c'è speranza che ospiti la vita come la conosciamo.

Fonte: Science