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domenica 1 aprile 2018

Come potrebbe finire il mondo: cosa possiamo fare

Fonte - Science - Come potrebbe finire il mondo, quali scenari si prospettano e cosa possiamo fare al riguardo per evitare che accada. 


Il mondo cosi come sta andando, è destinato a finire, con scenari che si prospettano dal carattere apocalittico, con famiglie che sarebbero ridotte a vivere gli ultimi istanti di vita in maniera miserevole:

Come potrebbe finire il mondo: cosa possiamo fare
Come potrebbe finire il mondo: cosa possiamo fare

uno squallido condominio, isolato da strati di tappeti sospesi, attorno a un fuoco, sciogliendo una pentola di ossigeno.

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Strappato dal calore del sole da una stella oscura canaglia, il pianeta è stato esiliato nelle fredde zone esterne del sistema solare.

Come potrebbe finire il mondo: cosa possiamo fare
Fig.1

Il clan solitario dei sopravvissuti deve avventurarsi nell'infinita notte per raccogliere gas atmosferici ghiacciati che si sono accumulati come neve.

Come scenari di fine dell'umanità, la visione del racconto di Fritz Leiber del 1951 "A Pail of Air" è una possibilità abbastanza remota.

Gli studiosi che meditano su queste cose pensano che una catastrofe auto-indotta come la guerra nucleare o una pandemia bioingegnerizzata sia più probabile che ci facciano entrare. 

Tuttavia, un certo numero di altri pericoli naturali estremi - comprese le minacce provenienti dallo spazio e dagli sconvolgimenti geologici qui sulla Terra - potrebbe ancora deraglia la vita come la conosciamo, distruggendo la civiltà avanzata, spazzando via miliardi di persone o addirittura sterminando la nostra specie.

Come potrebbe finire il mondo: cosa possiamo fare
Fig.2


Eppure c'è stata sorprendentemente poca ricerca sull'argomento, dice Anders Sandberg, un ricercatore catastrofico presso il Future of Humanity Institute dell'Università di Oxford nel Regno Unito.

Alla fine ha controllato, "ci sono più documenti sulla riproduzione degli scarabei stercorari che sull'estinzione umana", dice. "Potremmo avere le nostre priorità leggermente sbagliate".

Disastri frequenti e moderatamente gravi come i terremoti attirano molti più finanziamenti di quelli apocalittici a bassa probabilità. Il pregiudizio può anche essere al lavoro;

per esempio, gli scienziati che hanno aperto la strada agli studi sull'impatto di asteroidi e comete si sono lamentati di fronte a un pervasivo "fattore di risonanza".

Come potrebbe finire il mondo: cosa possiamo fare
Fig.3

Consapevolmente o inconsciamente, afferma Sandberg, molti ricercatori considerano i rischi catastrofici come la fantascienza o la fantasia, non una scienza seria.

Una manciata di ricercatori, tuttavia, persiste nel pensare l'impensabile.

Con una sufficiente conoscenza e una corretta pianificazione, dicono, è possibile preparare, o in alcuni casi prevenire, rari ma devastanti disastri naturali.

Risatine tutto ciò che vuoi, ma la sopravvivenza della civiltà umana potrebbe essere in gioco.

Fonte: Science

mercoledì 12 aprile 2017

Metodi e strategie del mondo vegetale

Metodi e strategie del mondo vegetale che si sono evoluti in una grande varietà di forme e colori da attirare l'attenzione della ricerca scientifica.


Metodi strategie e comportamenti delle piante che nel corso dei secoli si sono evoluti in svariate forme e colorazioni cosi intriganti che hanno suscitato l'interesse e la curiosità della ricerca scientifica.

Metodi strategie del mondo vegetale
Metodi strategie del mondo vegetale
Può capitare di pensare alle piante e considerarle solamente come quella parte biologica, un poco nebulosa e astratta, che ci regala l'ossigeno o come una bella e colorata cornice verde.
Ma il regno vegetale non è solo, si fa per dire, il polmone della Terra o l'aiuola curata del giardino!
Il regno vegetale è un mondo sensibile fatto di migliaia di specie che interagiscono tra loro e comunicano con gli animali, con l'ambiente che le circonda e con noi esseri umani.

Le piante sono esseri "intelligenti" al punto tale che sono in grado di adottare metodi, strategie da fare impallidire un esperto in tattiche belliche, cosi perfette da venir copiate dagli ingegneri che creano nuovi materiali e a tal punto perpiscaci da riconoscere i propri parenti più stretti.
E di segreti, che si sono evoluti in milioni di anni, se ne devono ancora scoprire molti!
Pensate ad una pianta di fronte alle fauci di un animale erbivoro: credete che se ne stiano inermi a rassegnate a soccombere?

Niente affatto, infatti molte piante per proteggersi dall'attacco di animali che se ne cibano non restano a guardare ma mettono in atto metodi, strategie di difesa molto efficaci e per evitare inutili spargimenti di linfa, sono anche in grado di avvertire le conspecifiche vicine che un nemico sta per avvicinarsi.

Uno dei primi casi, scoperto da Wounter Van Hoven, zoologo dell'Università di Pretoria negli anni novanta, riguarda l'acacia del Sud Africa.
Questa pianta quando viene attaccata dall'antilope kudu, aumenta la concentrazione di tannino nei suoi tessuti.
Il tannino è tossico e rende molto difficile la digestione degli erbivori che vengono cosi scoraggiati dal continuare a mangiare le foglie dell'acacia.

Fonte: Science