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sabato 23 dicembre 2017

Pianeta orbita strana chioma curiosa

Fonte - ANSA - Pianeta dall'orbita strana la cui chioma risulta altretanto curiosa quello che è stato intercettato ad una distanza di 30 anni luce dal nostro sistema solare! 


Chioma curiosa ed un orbita quanto meno strana quella che il pianeta che è stato recentemente individuato ad una distanza di 30 anni luce:

Pianeta orbita strana chioma curiosa

a prima vista potrebbe essere anche scambiato per una cometa questo pianeta cosi distante da noi, perchè invece di orbitare rutoando alla propria stella principale, lo fa ai poli!

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Pianeta orbita strana chioma curiosa
Fig.1

Si chiama GJ436b questo pianeta cosi bizzaro che fu scoperto nel 2004 dagli astronomi che a causa della sua chioma, l'hanno subito battezzato con il termine di "pianeta con i capelli":

l'idea che hanno gli scopritori è che la stranezza della sua orbita, sia dovuta alla presenza di un misterioso pianeta, una nana rossa che si trova all'interno dello stesso sistema solare, distante da noi, ben 30 anni luce.

Pianeta orbita strana chioma curiosa
Fig.2

Ad avolgere il pianeta GJ436b, una nube molto fitta di gas, mentre per quel che concerne le sue dimensioni, si può paragonare a a Nettuno:

solo che la temperatura è più calda dal momento che è molto più vicino al proprio Sole di circa il 3% rispetto alla terra dal Sole!

"Il pianeta è sottoposto a enormi forze di marea per l'incredibile vicinanza con la stella GJ436", ha spiegato Bourrier.

Secondo gli astronomi l'aspetto esteriore cosi strano è da spiegare dal fatto che c'è questa presenza della chioma, ma in ogni caso non può bastare per dare una risposta concreta alla strana orbita che lo stesso compie ai poli. 

Piuttosto, potrebbe essere causata dalla presenza di un altro coinquilino per ora sconosciuto che abbia una massa maggiore che si troverebbe più distante dalla sua stella principale:

"Se questo fosse vero - ha aggiunto Hervé Beust, altro autore dello studio - si spiegherebbe perché GJ436b ha un'orbita così polare".

Il prossimo passo che gli astronomi faranno, sarà quello di individuare il misterioso corpo celeste che potrebbe aver turbato questo sistema planetario.

Fonte: ANSA

giovedì 14 dicembre 2017

Secondo astronauta europeo rimasto in orbita

Fonte - ANSA - Secondo astronauta europeo ad essere rimstao in orbita per più tempo, Paolo Nespoli è rimasto per 333 giorni, restando alle spalle di Thomas Reiter che ha effettuato ben 350 giorni! 


Paolo Nespoli con i suoi 333 giorni, è il secondo astronauta europeo ad essere rimasto per più tempo in orbita, attestandosi solitario alle spalle del tedesco Thomas Reiter fermo a 350 giorni:

Secondo astronauta europeo rimasto in orbita
Secondo astronauta europeo rimasto in orbita

per la precisione Nespoli è rimasto in orbita per 139 giorni nella missione Vita appena terminata, che si sommano alle precedenti Esperia del 2007 e MagISStra avvenuta nel 2010-2011! 

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Sono dati comunicati direttamente dall'Agenzia Spaziale Europea tramite un Tweet in cui viene fatto presente come:

Secondo astronauta europeo rimasto in orbita
Fig.1

"AstroPaolo" si sia avvicinato notevolmente al recordo detenuto da Reiter, nonostante la missione Vita a cura dell'Agenzia Spaziale Italiana non sia stata una delle più lunghe in assoluto. 

Fonte: ANSA

giovedì 23 marzo 2017

Stella nana orbita su buco nero del sistema X9

La stella che orbita pericolosamente vicino ad un buco nero distante circa 15.000 anni luce dalla Terra, per la precisione nel sistema denominato X9. 


Senza ombra di dubbio quello che compie la piccola ed impavida stella del sistema X9, è qualcosa di sensazionale, perchè orbitare nei pressi di un buco nero non è mai "consigliabile":

Stella orbita su buco nero del sistema X9
Stella orbita su buco nero del sistema X9
Quello che la stella del sistema X9 è di sfiorare addirittura il buco nero sul quale orbita, ad ogni passaggio e compiendo un giro completo in appena 28 minuti.
A vedere il più vicino oggetto mai osservato attorno a un buco nero sono stati i ricercatori dell'università canadese dell'Alberta e dell'università del Michigan, guidati da Arash Bahramian.
La ricerca è in via di pubblicazione sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.
La stella si trova a 15.000 anni luce dalla Terra, nell'ammasso globulare 47Tucanae e secondo i dati raccolti da ben tre diversi telescopi, l’Australia Telescope Compact Array e i due telescopi spaziali della Nasa Nustar e Chandra, sarebbe una nana bianca 'spogliata' quasi completamente dei suoi strati più esterni.
ammasso globulare 47Tucanae
ammasso globulare 47Tucanae
La piccola stella si troverebbe a una distanza dal buco nero di appena 2 volte e mezza quella fra la Terra e la Luna, “ma per sua fortuna ha detto Bahramian, la sua strada non è quella che la condurrà all’oblio:
pensiamo che continuerà a rimanere lì in orbita. 
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martedì 17 gennaio 2017

Lanci satelliti in orbita ripresi da SpaceX

Lanci dei satelliti in orbita, sono stati ripesi da SpaceX: tutta l'operazione è avvenuta ocn puntualità rispettando l'orario che era stato previsto le 18,54 ora italiana (9:54 locali), direttamente dalla base aerea di Vanderberg in California.


I lanci dei satelliti da mandare in orbita, sono stati ripresi da SpaceX, in perfetto orario, cosi come era previsto dal piano di lancio:

Lanci satelliti in orbita ripresi da SpaceX
Lanci satelliti in orbita ripresi da SpaceX
Dopo 2' 33'' secondi dopo il primo stadio si è distaccato dal secondo, che porta il carico 'pagante', rientrando con successo a terra, sulla piattaforma galleggiante predisposta nell'Oceano Pacifico, per essere riutilizzato in futuro.
Il secondo stadio ha messo in orbita, entro un'ora e 19 minuti dal lancio e a partire da un'altezza di 622 km, il primo gruppo dei 10 satelliti Next Iridium sui 70 totali, lanciati appunto a 10 alla volta con i Falcon 9, destinati a sostituire quelli utilizzati attualmente dall'unica rete cellulare satellitare che copre tutto il mondo.

La costellazione originale Iridium è stata messa in orbita tra il 1997 e il 2002. La nuova costellazione Iridium Next è realizzata dalla Thales Alenia Space (joint venture franco-italiana 67% Thales, 33% Leonardo) e comprende in tutto 81 satelliti.

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