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martedì 1 agosto 2017

Come scoprire perdite acquedotti e gasdotti

Fonte - ANSA - Come scoprire perdite dagli acquedotti e dai gasdotti è l'argomento che tratterò con voi in questo post, grazie ad un robot in grado di individuare eventuali perdite ed evitare pericolose fughe e disastri! 


Scoprire anticipatamente fughe di gas e di acqua da gasdotti ed acquedotti, potrebbe certamente rivestire un ruolo importante alfine di prevenire disastri e pericoli per l'essere umano:

Come scoprire perdite acquedotti e gasdotti
Come scoprire perdite acquedotti e gasdotti
Grazie ad un robot realizzato e messo a punto dal gruppo di ricercatori del Massachussets Institute of technology (Mit), sotto la guida di Kamal Youcef-Toumiin, in grado di individuare con largo anticipo eventuali fughe da acquedotti e gasdotti, è possibile farlo!

Il robot, veloce ed economico, è in grado di individare pure le perdite minime ed invisibili all'occhio umano che potrebbero verificaresi in acquedotti e gasdotti, prima che questi assumano le dimensioni di catastrofi immani.

Come scoprire perdite acquedotti e gasdotti
Fig.1
Il robot, dopo 9 anni di sperimentazioni, verrà presentato in maniera ufficiale in occasione della Conferenza Internazionale sui robot e sistemi intelligenti che si terrà a Vancouver.
Ad oggi è il 20% l'acqua che viene perduta nei sistemi di distribuzione, per via di perdite causate da falle e lesioni che danno luogo a problemi di varia natura, come il danneggiamento di strade e fondamenta di edifici.
Il robot per individuare le perdite di acqua e gas, fa uso di un apparato che assomiglia ad un volano del Badminton (Fig.1), una specie di proiettile di forma a cono che viene colpito durante gli incontri con delle racchette per potere essere lanciato verso l'altra parte del campo avversario.

Comunquesia. il dispositivo robotico viene introdotto all'interno delle tubature di qualsiasi idrante per spegnere gli incendi, muovendosi passivamente insieme all'acqua che fluisce, tenendo memoria della sua posizione ad ogni spostamento che fa:
ed è in questo momento che individua anche le più minime ed irrisorie variazioni di pressione, che tramite degli "strattoni" laterali al suo "ombrello" di gomma, riempie il diametro del tubo.
Il robot viene poi recuperato con una rete da un altro idrante, e i suoi dati analizzati, senza il bisogno di scavi e interruzioni dell'erogazione dell'acqua.

Fonte: ANSA

sabato 15 aprile 2017

Ipotesi causa esplosione al largo Isola di Montecristo

L'esplosione che è avvenuta al largo dell'Isola di Montecristo, pare abbia una causa che gli esperti Ingv ipotizzano: un vulcano di fango! 


Gli esperti Ingv dopo avere eseguito le prime analisi relative all'esplosione avvenuta al largo dell'isola di Montecristo, hanno dato una prima ipotesi:

Ipotesi causa esplosione al largo Isola di Montecristo
Ipotesi causa esplosione al largo Isola di Montecristo
La causa probabile pare sia stato un vulcano di fango, il quale ha dato vita a questa gigantesca esplosione di gas avenuta gioro 16 marzo 2017, la quale ha causato l'innalzamento di una colonna d'acqua di alcuni metri proprio sulla superficie del mare che si trova al largo delle isole di Montecristo e Pianosa.
Questo è quanto dopo le prime analisi che sono state fatte dagli esperti dell'Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) successivamente all'incarico che il Dipartimento della Protezione Civile gli ha conferito.

Isola di Montecristo
Isola di Montecristo
La Capitaneria di Porto ha dunque effettuato i primi sopralluoghi sorvolando la zona in cui è avvenuta l'esplosione e grazie all'ausilio di una telecamera termica hano potuto evidenziare:
che le emissioni gassose non sono associate a variazioni di temperatura localizzate.
''Le analisi chimiche dell'acqua di mare, svolte dal gruppo geochimico dell'Ingv di Napoli, hanno messo in evidenza un importante aumento della concentrazione di metano.

Rilievi con sonda termica
Rilievi con sonda termica
L'ispezione con mezzi sottomarini a controllo remoto, condotta dal personale Ingv di Portovenere, non ha individuato anomalie termiche localizzate''.
Appare evidente come da quanto si evince dai risultati sia da escludere il fatto che il degassamento potesse avere un'origine propriamente vulcanica.
''L'insieme degli elementi permette di restringere il campo delle ipotesi - spiegano gli esperti - indicando che si tratta di un fenomeno di tipo 'vulcano di fango' in cui grandi quantita' di metano fuoriescono in maniera vigorosa''.

Fonte: ANSA

lunedì 6 febbraio 2017

Flusso gas e polvere attratti da buco nero

Flusso gas e polvere occasionale, presto sarà attratto da un buco nero che si trova al centro della nostra Galassia, la Via Lattea!

Flusso gas e polvere formatosi occasionalmente, presto verrà attratto come fosse inghiottito da un buco nero che si trova al centro della nostra Galassia: la Via Lattea!

Flusso gas e polvere attratti da buco nero
Flusso gas e polvere attratti da buco nero
Fino ad oggi nessuno mai aveva avuto modo di assistere in dettaglio ad un incontro simile e, quindi, nessuno sa di preciso che cosa accadrà.
Per questo è una prospettiva tanto affascinante per gli astronomi.
I buchi neri, gli oggetti più enigmatici dell'Universo, si formano quando una stella collassa, cessando di esistere lo spazio e il tempo cosi come li conosciamo.

Al loro interno la gravità è cosi forte che nulla può sfuggire, neppure la luce, perciò gli astronomi non li possono osservare direttamente:
la loro sinistra presenza si rivela grazie agli effetti della loro gravità sui movimenti delle stelle vicine!
Probabilmente non capiremo mai completamente ciò che succede dentro i buchi neri, in fin dei conti entrarci sarebbe un viaggio di sola andata, ma possiamo sperare di afferrare meglio che cosa accade tutto attorno!
I buchi neri aumentano di massa ingoiando materia: a volte stelle intere, ma più spesso nubi di gas e polvere.
E la collisione tra la nube di gas e polvere ed il buco nero che si trova al centro della nostra Galassia, Sagittarius A*, è un'occasione ideale per osservare una di queste abbuffate frenetiche.

Ad appena 26mila anni luce dalla Terra, cioè 254mila miliardi di chilometri, Sagittarius A* è l'unico buco nero supermassiccio abbastanza vicino da potere osservare nel dettaglio.

E' un'occasione incredibile, ma gli astronomi stavano quasi per ignorarla, infatti la nube di gas e polvere che senza molta fantasia è stata chiamata G2, è stata individuata solo nel 2011 e nella sua scoperta ha avuto un ruolo importante la fortuna.

martedì 17 gennaio 2017

Pericolo risveglio supervulcano campi Flegrei

Pericolo probabile, relativo ad un possibile risveglio del supervulcano dei Campi Flegrei che a causa di un gas potrebbe dare segni di possibili eruzioni: per ora tutto tace!


Probabile pericolo di risveglio del supervulcano dei Campi Flegrei che a causa della presenza di un gas particolare potrebbe dare sengi di attività, anche se per adesso non esiste alcun pericolo imminente:

Pericolo risveglio supervulcano campi Flegrei
Pericolo risveglio supervulcano campi Flegrei
Ma la ricerca coordinata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e pubblicata sulla rivista Nature ha osservato che i gas rilasciati dal magma potrebbero raggiungere un livello di pressione critico, al punto da risvegliare il supervulcano,
Quello dei Campi Flegrei è uno dei supervulcani più pericolosi del mondo: strutture di questo tipo sono capaci di eruzioni catastrofiche ma per fortuna rarissime.
Si è formato 39.000 anni fa, nel corso della più grande eruzione avvenuta in Europa degli ultimi 200.000 anni.
Grazie a una simulazione basata sulle misure dei gas della solfatara di Pozzuoli, i ricercatori hanno visto che le rocce intorno al serbatoio di magma si stanno scaldando a causa del vapore rilasciato dal magma stesso.
Questo dimostra che il magma potrebbe raggiungere un livello di pressione critico.
''La ricerca è nata con l'obiettivo di comprendere i processi che avvengono nei vulcani quiescenti che presentano evidenze di risveglio ed è la prima volta che viene dimostrata l'esistenza di un valore critico di pressione'', spiega Giovanni Chiodini, che ha coordinato la ricerca.

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venerdì 13 gennaio 2017

Scontro gas particelle di luce: fascio luminoso avvolgeva Via Lattea

Scontro avvenuto in tempi lontani tra gas e particelle di luce, produsse un enorme alone luminoso che avvolse per intero la nostra Galassia, la Via Lattea. 


Viaggiando nel tempo all'interno dei meandri della nostra Galassia, la Via Lattea, nell'era in cui aloni giganteschi di luce l'avvolgevano:

Scontro gas particelle di luce: fascio luminoso avvolgeva Via Lattea
Scontro gas particelle di luce: fascio luminoso avvolgeva Via Lattea
Alcuni ricercatori, guidati da David Sobral dell'universita' britannica di Lancaster, e Jorryt Matthee, dell'universita' olandese di Leiden, hanno analizzato circa 1.000 Galassie similari alla nostra, confrrontandoli con quelli relativi ad un periodo in cui la stessa era più giovane.
I risultati hanno portato alla luce l'aspetto di quello che poteva rappresentare l'aspetto della Via Lattea in quel determinato periodo di tempo.

Certe Galassie, per lo più uguali alla Via Lattea, si presentano come avvolte da una particolare aura luminosa, dalla similitudini di un blob gelatinoso, le cui origini restano a tutt'oggi un vero e proprio mistero.

Analizzando un migliaio di queste galassie grazie al telescopio Newton che si trova nelle Isole Canarie, i ricercatori hanno ora compreso che il bagliore è dovuto a una 'lotta' continua tra le particelle di luce emesse dalle stelle (i fotoni) e gli atomi di idrogeno che circondano la galassia e che come una rete bloccano la loro fuga.

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