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lunedì 30 aprile 2018

Nuova mappa galattica mostra posizioni e luminosità miliardi di stelle

Fonte - The Verge - Il 25 Aprile 2018, l'Agenzia spaziale europea ha presentato una nuova mappa del cielo molto dettagliata della galassia della Via Lattea che mostra la luminosità e le posizioni di quasi 1,7 miliardi di stelle. 


È il catalogo più completo di stelle fino ad oggi e include dettagli precisi su molte distanze, movimenti e colori delle stelle.

Nuova mappa galattica mostra posizioni e luminosità miliardi di stelle
Nuova mappa galattica mostra posizioni e luminosità miliardi di stelle

Con il rilascio della mappa, gli astronomi sperano di usare queste informazioni per saperne di più sulla struttura della nostra casa galattica e su come si è formata per la prima volta miliardi di anni fa.

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La mappa si è unita ai dati della sonda spaziale Gaia dell'ESA. Lanciato nel 2013, il veicolo spaziale si trova a circa 1 milione di miglia dalla Terra, ed è in continua scansione del cielo con due telescopi.

Nuova mappa galattica mostra posizioni e luminosità miliardi di stelle
Fig.1

Per avere una visione completa delle stelle della galassia, il veicolo ruota una volta ogni sei ore, mappando un grande cerchio del cielo.

Il team di missione di Gaia cambia anche la posizione dell'asse del veicolo spaziale, consentendo al veicolo di coprire l'intero cielo con incrementi di due mesi.

Nuova mappa galattica mostra posizioni e luminosità miliardi di stelle
Fig.2

Effettuando più scansioni dell'intero cielo, l'ESA ottiene ripetute misurazioni delle stesse stelle ancora e ancora.

L'ESA ha rilasciato una mappa preliminare dei dati di Gaia nel 2016 sulla base di 14 mesi di scansione.

Quella mostrava le posizioni precise di oltre 1,1 miliardi di stelle.

Ma la mappa di oggi sta traboccando di ancora più informazioni, grazie ai dati raccolti nel corso di 22 mesi.

Il grafico mostra le distanze e i movimenti fino a 1,3 miliardi di stelle, oltre alle posizioni e alla luminosità.

Gli astronomi sono stati in grado di misurare anche i colori di 1,3 miliardi di stelle, che è una caratteristica che fornisce molte informazioni su ciò che le stelle sono fatte e quanti anni hanno.

Fonte: The Verge

giovedì 31 agosto 2017

Perchè l'universo è magnetico: risposta nella galassia lontana

Fonte - ANSA - Perchè l'universo che ci circonda ed ospita è magnetico pare stia in una galassia lontana la quale è avvolta dallo stesso campo magnetico che avvolge la Via Lattea. 


Il nostro universo, quello in particolare della nostra galassia, La Via Lattea, è magnetico, e la risposta al prechè lo sia pare essere in una lontana galassia:

Perchè l'universo è magnetico: risposta nella galassia lontana
Si tratta di una galassia lontana dalla nostra svariati anni luce, cinque miliardi per la precisione, ma che al pari della nostra è avvolta da un campo magnetico simile.
A scoprire questa galassia giovane è stata fatta da un gruppo di ricerca coordinato da Sui Ann Mao, dell'Istituto Max Planck per la radio astronomia a Bonn.

La scoperta è stata successivamente pubblicata sulla rivista scientifica Nature Astronomy, in cui viene descritto come tale scoperta possa essere in grado di fornire la risposta al perchè del magnatismo che avvolge l'universo:
''La scoperta è entusiasmante'', ha tenuto a sottolineare Mao, ''è la galassia più lontana per la quale abbiamo queste informazioni sul campo magnetico'', ha aggiunto.
Essere stati in condizioni di osservare un campo magnetico di una forza e una configurazione molto vicini a quello che circonda la Via Lattea in una galassia molto giovane è:
la dimostrazione che i campi magnetici galattici si formano presto nella vita di una galassia e rimangono relativamente stabili.
Le teorie tradizionali sul campo magnetico di una giovane galassia contrariamente a quanto dichiarato da Mao, sarebbero all'inizio molto debole e intricato, aumentando soltanto durante il corso degli anni e del tempo.

Fonte: ANSA

lunedì 14 agosto 2017

Nuove stelle nascono in galassie lontanissime

Fonte - ANSA - Nuove stelle nascono a ritmi incredibili in galassie molto lontane dalla nostra, tra le più luminose che siano mai state scoperte fino ad oggi! 


Recentemente sono state scoperte 16 lontanissime galassie tra le più limunose mai viste fin'ora, che generano ad un ritmo incredibile fino a 4000 stelle simili al nostro Sole ogni anno:

Nuove stelle nascono in galassie lontanissime
Nuove stelle nascono in galassie lontanissime
pensate soltanto che nella Via Lattea, la nostra galassia, quella che ci ospita, nasce appena una stella simile al Sole ogni anno!
La scoperta è stata fatta dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) che ha poi pubblicato sulla rivista scientifica lo studio che è ha portato a tale incredibile scoperta:
pare si tratti di galassie appartenenti alle cosidette quasar ultra luminose, dotate di un nucleo molto luminescente ed una intesità elevata di emissione radio.
Sembra che le radiazioni che vengono emsse da queste galassie sia originata dalla presenza di buchi neri enormi che si trovano al loro centro, aventi masse comprese tra i 3 ed i 60 miliardi di volte quelle del Sole.

Chiaramente stiamo parlando di galassie molto lontane dalla nostra, una distanza siderale, come quella che riuslta essere dalla più lontana delle 16 ditante dalla nostra ben 12,5 miliardi di anni luce:
Significa che la loro luce fu emanata quando l'universo aveva compiuto appena un miliardo di anni!
Durante la ricerca si è fatto in modo di concentrarsi sull'emissione dell'infrarosso che queste galassie scelte dal catalogo Wissh che è basato sui dati ricevuti dalle missioni spaziali Nasa ed Herschel, dell'Agenzia Spaziale Europea.

Fonte: ANSA

mercoledì 2 agosto 2017

Scoperte galassie primordiali nate dopo Big Bang

Fonte - ANSA - Scoperte le galassie primordiali, nate appena dopo il Big Bang, esattamente 800 milioni dopo l'evento che diede vita all'universo cosi come lo conosciamo oggi! 


Le galassie che sono state recentemente scoperte sono quelle nate appena dopo il Big Bang, per la precisione 800 milioni di anni dopo l'evento che diede vita all'universo cosi come appare oggi:

Scoperte galassie primordiali nate dopo Big Bang
Scoperte galassie primordiali nate dopo Big Bang
Si tratta di 23 galassie tra le più antiche che esistano in tutto l'universo, essendo nate esattamente appena si ebbe traccia di quest'ultimo!
Al riguardo gli astronomi sono stati in grado di osservare queste galassie proprio come si presentavano circa 800 milioni di anni fa, subito dopo il Big Bang:
Questa scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica Astrophysical Journal, dai ricercatori della Arizona State University la cui conduzione è stata affidata a Sangeeta Malhotra e James Rhoads, con la partecipazione di alcuni gruppi arrivati dal Cile e dalla Cina.
Circa 300.000 di anni successivamante al Big Bang, il buio era ciò che dominava in tutto l'universo, erano assenti stelle e galassie, che iniziarono ad apparire soltanto mezzo miliardo di anni dopo:
fu cosi che l'univewrso iniziò ad avere luce e si ebbe l'inizio del cosmo, una mutazione tanto importante quanto improvvisa, avvennuta tra i 300 milioni di anni ed un miliardo di anni dopo l'alba di tutto ciò che vediamo oggi!
La ricerca che sta avendo luogo sarà un valido aiuto per gli astronomi per cercare di stabilire con maggiore precisione il momento esatto in cui avvenne il passaggio dall'oscurità e la luce nell'universo.

Grazie ad un nuovo strumento astronomico, una sorta di macchina fotografica per l'energia oscura, il gruppo di ricerca è stato in grado di scoprire le 23 galassie primordiali:

DECam (Dark Energy Camera)
DECam (Dark Energy Camera)
DECam (Dark Energy Camera) è il suo nome, e si trova installata sul telescopio Blanco dell’Osservatorio Interamericano del Cerro Tololo (Ctio), ad un’altitudine di 7.200 metri nel nord del Cile.
La DECam è in grado di coprire con una singola immagine un’area di cielo grande 15 volte l’ampiezza della luna piena.

Fonte: ANSA

domenica 9 luglio 2017

Anomalie galassia antica senza vita: scoperta incredibile

Anomalie incredibili sono state scoperte all'interno di una galassia molto antica ormai priva di qualsiasi attività vitale. 


Si tratta di una galassia dalle origini molto antiche che si perdono nel tempo, la sua forma assomiglia molto a quella della nostra Via Lattea e le sue rotazioni sono molto veloci e repentine:

Anomalie galassia antica senza vita: scoperta incredibile
Anomalie galassia antica senza vita: scoperta incredibile
La scoperta di questi strani eventi all'interno di questa galassia massiccia e agli inizi anche se già priva di qualsiasi forma di vita, riguarderebbe le sue origini che risalgono ad un epoca molto antica quando l'universo produceva con ritmo vertiginoso le stelle che lo popolano (Fig.1).
La scoperta di questa galassia, seppur giovane ma priva ormai di vita, è stata fatta da un gruppo internazionale di ricercatori a cui capo c'è l' Università di Copenaghen di cui fa parte Anna Gallazzi e stafano Zibetti facenti parte dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di Firenze.

Anomalie galassia antica senza vita: scoperta incredibile
Fig.1
Il nome identificativo di questa galssia è MACS2129-1 e la sua posizione non è certamente da considerarsi a portata di mano, tutt'altro si trova molto lontana dalla nostra a circa 10 miliardi di anni luce, e la sua formzione risale a quando l'Universo aveva appena 3 miliardi di anni!
Le anomalie che si stanno succedendo al suo interno riguarderebbero le stelle che la popolano che si stanno incredibilmente disponendosi in un sorta di cerchio in veloce rotazione esattamente come avviene nella Via Lattea.
Questa incredibile scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature.
Tra le maggiori differenze che si possono notare tra MACS2921-1 e la Via Lattea, c'è quella che riguarderebbe il fatto che le galssie a spirale generano constantemente nuove stelle, mentre le galassie ellittiche non le producono più da millenni, ecco dunque che vengono identificate come fossero "morte".

Anomalie galassia antica senza vita: scoperta incredibile
Fig.2
Siamo dunque arrivati al dunque di come questa anomalia riguardanti le stelle che si stanno dispondendo a cerchio in rapida rotazione, sia qualcosa di incredibile e quanto meno fuori da ogni regola astronomica.
Fin'ora non era mai stato visto un evento del genere all'interno di una galassia primordiale massiccia, dall'eveidente disco disposto in mnaiera ordinata e da una percentuale di formazione stellare quasi pari a zero:
MACS2129-1 rivoluziona le più affermate teorie secondo le quali solamente eventi catastrofici, che rimescolano le stelle e distruggono le ordinate strutture dei dischi, possano essere in grado di porre fine alla formazione stellare in queste enormi galassie primordiali.
Fonte: ANSA

lunedì 1 maggio 2017

Trovata massa mancante della Via Lattea: atomi idrogeno

Trovata probabilmente la massa mancate che formerebbe la nostra galassia, la Via Lattea, che rappresenterebbe quell'alone di idrogeno che è stato osservato recentemente. 


Sembrerebbe che sia un'alone di idrogeno la massa mancante che formerebbe la nsotra galassia, la Via Lattea, osservato per la prima volta in maniera dettagliata:

Trovata massa mancante della Via Lattea: atomi idrogeno
Trovata massa mancante della Via Lattea: atomi idrogeno
Gli astronomi hanno motivo di credere che sia proprio quell'alone di idrogeno che circonda la nostra galassia a rappresetnare quella massa che fino ad ora risultava mancare!
Pubblicato sulla rivista Nature Astronomy, il risultato si deve agli astronomi dell'università americana dell'Arizona Huanian Zhang e Dennis Zaritsky.

Trovata massa mancante della Via Lattea: atomi idrogeno
Fig.1
In passato la presunta presenza di questo velo di idrogeno all'interno della Via Lattea, era stato ipotizzato con delle simulazioni, senza però riuscire ad osservare in maniera dettagliata e diretta la sua presenza effettiva.

Infatti è stato solo grazie ad un attenta e accurata analisi dei dati delle osservazioni relative ad oltre 700.00 galassie che si è potuto osservarne la presenza di idrogeno:

Trovata massa mancante della Via Lattea: atomi idrogeno
Fig.2
Mettendo a confronto i dati in possesso, i ricercatori hanno potuto scoprire tale presenza in ogni osservazione, appurando che questo gas si trova sparso come un alone che circonda l'intera nostra galassia!
Per Zaritsky è stato come scrutare queste galassie ''attraverso un velo'': ''vediamo idrogeno in qualsiasi direzione si guardi'', ha detto.
Il gas, ha aggiunto, ''non ruota così rapidamente da indicare che sia in procinto di essere gettato fuori dalla galassia, e non sembra neanche che stia cadendo sulla galassia''.
Si tratta di una scoperta che ha avuto le sue difficoltà a causa della presenza di atomi di idrogeno neutro, ovvero sia non caricati elettricamente, e per questo motivo estremamente complicati da intercettare perchè resterebbero praticamente invisibili alla maggior parte delle tecniche di osservazione.
La scoperta è stata possibile solo grazie alla enorme quantità di dati analizzati.
Adesso i ricercatori intendono prendere in esame ulteriori dati per calcolare meglio la distribuzione dell'alone e per definire temperatura e densità dell'idrogeno.

Fonte: ANSA

martedì 14 marzo 2017

Tracce origini Universo dentro polveri di stelle antiche

Tracce dell'origine dell'Universo sono state rinvenute all'interno delle polveri di stelle antiche intercettate nel centro di una galassia formatasi 600 milioni di anni dopo il Big Bang. 


Proprio come avviene con il rinvenimento di fossili antichi che testimoniano le origini di una specie vivente animale o vegetale, anche le polveri di certe stelle antiche danno tracce delle origini dell'Universo:

Tracce origini Universo dentro polveri di stelle antiche
Tracce origini Universo dentro polveri di stelle antiche
Si tratta di polveri di stelle che sono state individuate all'interno di una galassia nata circa 600 milioni di anni dopo la nostra!
Sono state scoperte da un gruppo internazionale di astronomi, coordinato da Nicolas Laporte dell'University College di Londra, grazie al telescopio Alma dell'Osservatorio europeo meridionale (Eso) in Cile.
telescopio Alma dell'Osservatorio europeo meridionale (Eso) in Cile
telescopio Alma dell'Osservatorio europeo meridionale (Eso) in Cile
Descritte su Astrophysical Journal Letters, potranno rivelare nuovi dettagli sull'alba del cosmo, ovvero l'epoca in cui l'esplosione delle prime supernovae ha inondato l'universo di luce. 

Queste antiche polveri cosmiche incandescenti, composte per lo più da silicio, carbonio e alluminio, sono state individuate in grandi quantità all'interno della galassia A2744_YD4, la più distante mai osservata da Alma, che ci appare com'era quando l'Universo aveva solo 600 milioni di anni, durante il periodo in cui si stavano formando le prime stelle e le prime galassie.

la galassia A2744_YD4
la galassia A2744_YD4
Gli astronomi stimano che A2744_YD4 contenesse una quantità di polvere equivalente a 6 milioni di volte la massa del Sole, mentre la massa totale delle stelle della galassia era di 2 miliardi di volte la massa del Sole.
Secondo i primi calcoli, le stelle si starebbero formando con un tasso pari a 20 masse solari per anno (rispetto ad una massa solare all'anno nella Via Lattea).

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lunedì 30 gennaio 2017

Scoperta incredibile: sono molte di più le galassie

Scoperta incredibile quella che è stata recentemente portata alla luce, riguardo la presenza di oltre 2000 galassie nell'intero Universo!

Scoperta senza precedenti quella che è stata fatta recentemente dagli astronomi di tutto il mondo, grazie all'ausilio di telescopi e i dati forniti da Hubble:

Scoperta incredibile: sono molte di più le galassie
Scoperta incredibile: sono molte di più le galassie
Le stelle saranno anche "milioni di milioni", ma le galassie non sono certo poche: analizzando i dati di Hubble e di altri telescopi, gli astronomi sono riusciti a concludere un accurato censimento del numero di galassie nell'universo, giungendo alla straordinaria conclusione che queste siano almeno 10 volte più di quanto ritenuto fino ad ora.
Oltre a consentirci una migliore comprensione dell'universo che ci circonda, della formazione delle galassie ed anche dei metodi di investigare su tutto questo, questa scoperta può fornire una risposta ad una questione nota come il paradosso di Olbers, che può essere sintetizzato all'estremo in una semplice domanda:

Hubble telescopio spaziale
Hubble telescopio spaziale
vista la quantità di stelle presenti nell'universo, com'è possibile che il cielo notturno sia buio?
Un primo tentativo di "censimento" fu compiuto a metà degli anni '90, quando con le immagini Deep Field di Hubble fu stimato che le galassie presenti nell'universo osservabile fossero tra 100 e 200 miliardi.
Quelle osservazioni permise di rivelare l'esistenza di un numero enorme di galassie di scarsissima luminosità ma, in base alle più recenti analisi, adesso è possibile dire come quel numero fosse decisamente sottostimato.
Un team internazionale di astronomi guidato da Christopher Conselice della University of Nottingham ha infatti concluso come il dato sia almeno 10 volte troppo basso.
Per arrivare a capirlo è stato necessario esaminare le immagini Deep Space di Hubble ed altri dati contenuti in studi pubblicati.
Quelle immagini sono poi state lentamente trasformate in 3D in modo da poter compiere misurazioni più accurate del numero di galassie in diverse epoche della storia dell'universo.
"Lascia sbalorditi che oltre il 90% delle galassie nell'universo debba ancora essere studiato", spiega Conselice. "Chissà quali interessanti proprietà troveremo quando osserveremo queste galassie con la prossima generazione di telescopi".
Fonte: http://www.msn.com

domenica 22 gennaio 2017

Rotazione delle galassie nuovi indizi

Rotazione delle galassie, arrivano nuovi indizi al riguardo grazie ad uno studio che è stato pubblicato su Physical Review Letters.

Rotazione delle galassie, un recente studio eseguito da un gruppo di ricercatori della Case Western Reserve University e della University of Oregon che è stato pubblicato su Physical Review Letters, ha fornito nuovi indizi sulle proprietà dinamiche delle galassie a disco.

Rotazione delle galassie nuovi indizi
Rotazione delle galassie nuovi indizi
I risultati, basati su 153 esemplari, suggeriscono che esiste una relazione universale tra la rotazione delle galassie e la materia luminosa.
Le galassie a forma di disco sembrano essere composte per la maggior parte dalla materia oscura, infatti gli astronomi ritengono, che quest’enigmatica entità, che costituisce oltre un quarto del contenuto materia-energia dell’Universo, rappresenti il parametro chiave che controlla la rotazione delle galassie.

Rotazione delle galassie nuovi indizi
Fig.1
Oggi un gruppo di ricercatori della Case Western Reserve University e della University of Oregon ha studiato un campione di 153 galassie a disco, che coprono un ampio intervallo di masse, dimensioni e densità, trovando una relazione molto stretta tra la dinamica osservata e quella predetta dalla materia luminosa.

I risultati di questo studio sono riportati oggi su Physical Review Letters.
Nel loro articolo, gli autori mostrano che esiste una semplice relazione universale tra l’accelerazione centripeta delle galassie e la distribuzione della materia ordinaria, cioè quella luminosa, in esse contenuta.
Questo risultato implica che la materia visibile presente nel disco determina il profilo di densità dell’alone di materia oscura circostante.

Rotazione delle galassie nuovi indizi
Fig. 2
In altre parole, le distribuzioni della materia visibile e della materia oscura presenti nelle galassie sono connesse ancora di più di quanto era stato ipotizzato fino ad ora dagli astronomi.
Per capirne di più sull’importanza di questo lavoro, Media INAF ha raggiunto Federico Lelli del Dipartimento di Astronomia presso la Case Western Reserve University, a Cleveland nell’Ohio, co-autore dello studio, al quale sono state poste alcune domande.

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venerdì 13 gennaio 2017

Scontro gas particelle di luce: fascio luminoso avvolgeva Via Lattea

Scontro avvenuto in tempi lontani tra gas e particelle di luce, produsse un enorme alone luminoso che avvolse per intero la nostra Galassia, la Via Lattea. 


Viaggiando nel tempo all'interno dei meandri della nostra Galassia, la Via Lattea, nell'era in cui aloni giganteschi di luce l'avvolgevano:

Scontro gas particelle di luce: fascio luminoso avvolgeva Via Lattea
Scontro gas particelle di luce: fascio luminoso avvolgeva Via Lattea
Alcuni ricercatori, guidati da David Sobral dell'universita' britannica di Lancaster, e Jorryt Matthee, dell'universita' olandese di Leiden, hanno analizzato circa 1.000 Galassie similari alla nostra, confrrontandoli con quelli relativi ad un periodo in cui la stessa era più giovane.
I risultati hanno portato alla luce l'aspetto di quello che poteva rappresentare l'aspetto della Via Lattea in quel determinato periodo di tempo.

Certe Galassie, per lo più uguali alla Via Lattea, si presentano come avvolte da una particolare aura luminosa, dalla similitudini di un blob gelatinoso, le cui origini restano a tutt'oggi un vero e proprio mistero.

Analizzando un migliaio di queste galassie grazie al telescopio Newton che si trova nelle Isole Canarie, i ricercatori hanno ora compreso che il bagliore è dovuto a una 'lotta' continua tra le particelle di luce emesse dalle stelle (i fotoni) e gli atomi di idrogeno che circondano la galassia e che come una rete bloccano la loro fuga.

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