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giovedì 6 dicembre 2018

Immunoterapia contro tumori: incredibile scoperta

Fonte - ANSA - Entro il 2050 saremo in grado di sconfiggere i tumori, almeno bloccarli, la nuova scoperta che riguarderà una speciale immunoterapia! 


Una immunoterapia in grado di bloccare i tumori, addiritttura sconfiggerli in certi casi, entro il 2050:

Immunoterapia contro tumori: incredibile scoperta
Immunoterapia contro tumori: incredibile scoperta

"Sono quasi sicuro che entro il 2050 tutte le forme di tumore potranno essere sconfitte con l'immunoterapia", ha detto Honjo incontrando la stampa insieme ad Allison nell'Istituto Karolinska.

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"Se non riusciremo a eliminare tutti i tumori, potremo comunque riuscire a bloccarli, impedendo loro di continuare a crescere", ha detto ancora Honjo.

Quello di oggi è il secondo incontro tra i due pionieri dell'immunoterapia.

Il primo è avvento nel 1982 in Texas, quando Honjo propose al collega di collaborare.

"Da allora non ci siamo più visti, ma nonostante questo fra noi non c'è mai stata competizione: le nostre ricerche sono andate avanti in modo complementare".

Ognuno per conto suo e seguendo vie diverse, i due ricercatori hanno gettato le basi per aggredire i tumori con una nuovo arma, la quarta oggi disponibile dopo la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia.

Entrambi hanno tenuto d'occhio le cellule immunitarie in cerca delle proteine utilizzate dai tumori per ingannarle e continuare a crescere indisturbati:

all'inizio degli anni '90 Allison ha scoperto la prima, chiamata CTLA-4, sulla superficie dei linfociti T; nello stesso periodo e sulle stesse cellule Honjo ha scoperto la proteina PD1.

Sono diventate queste, adesso, le nuove armi più promettenti contro il cancro.

"E' una strada che abbiamo aperto 20 anni fa e adesso un grande numero di persone in tutto il mondo lavora nel campo dell'immunoterapia", hanno detto. 

"E' un campo molto promettente, ma ancora per un po' l'immunoterapia dovrà essere combinata con radioterapia e chemioterapia", hanno aggiunto, convinti però che:

"il sistema immunitario è la chiave della battaglia contro il cancro". 

Fonte: ANSA

mercoledì 3 ottobre 2018

Nuova tecnica svela cellule causa Sla

Fonte - ANSA - Grazie ad una nuova tecnica sviluppata in Italia, è stato possibile svelare le cellule colpevoli della malattia neurodegenerativa Sla. 


Per la prima volta si è potuto svelare al microscopio le cellule che causano la Sla, grazie ad una nuova tecnica realizzata in Italia:

Nuova tecnica svela cellule causa Sla
Nuova tecnica svela cellule causa Sla

E' stato possibile grazie alla nuova tecnica non invasiva di microscopia messa a punto in Italia, nel Center for Life Nano Science dell'Istituto Italiano di tecnologia (Iit) presso l'università Sapienza di Roma, e descritta sulla rivista Communications Biology.

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La ricerca, coordinata da Giuseppe Antonacci del centro dell'Iit, si basa su una tecnica di microscopia ottica ad altissimo contrasto che ha permesso di osservare strutture di dimensioni molto inferiori a quelle visibili fino ad oggi.

Osservando le cellule danneggiate dalla Sla, ossia i motoneuroni che trasportano il segnale di movimento dal cervello ai muscoli, i ricercatori hanno osservato le strutture in cui è attiva la proteina legata alla Sla, chiamata Fus.

Hanno visto così che, quando questa proteina è mutata, le strutture cellulari diventano più rigide e viscose.

Questo spiegherebbe il motivo, fino ad oggi sconosciuto, per il quale nei motoneuroni delle persone colpite dalla Sla si formano gli aggregati presumibilmente tossici, responsabili della morte dei motoneuroni.

Finora il ruolo di questi aggregati non era che un'ipotesi, adesso è stata verificata.

La scoperta apre la strada a diagnosi più precise e "apre importanti orizzonti sul fronte della ricerca sulla Sla, fornendo informazioni fondamentali sui meccanismi patologici che portano alla morte dei motoneuroni", ha detto Antonacci.

Adesso infatti, ha osservato Alessandro Rosa, dell'Università Sapienza, la nuova tecnologia

"consentirà di studiare da una nuova prospettiva i granuli cellulari, che sembrano giocare un ruolo chiave nell'insorgenza di malattie neurodegenerative, che è il primo passo per programmare in futuro terapie farmacologiche più mirate contro questa malattia". 
 
Fonte: ANSA

venerdì 28 settembre 2018

Scoperta incredibile: buco nero mai visto

Fonte - ANSA - Scoperta incredibile quella che ha riguardato il ritrovamento di un buco nero capace di ingoiare materia ad una velocità che fino ad oggi nessun'altro è capace di fare! 


Si tratta del più vorace dei buchi neri mai visto quello che è stato scoperto recentemente, capace di ingoiare la materia che lo circonda a una velocità pari a un terzo di quella della luce.

Scoperta incredibile: buco nero mai visto
Scoperta incredibile: buco nero mai visto

Si trova al centro della galassia PG211+143, distante un miliardo di anni luce dalla Terra, ed è stato scoperto grazie al telescopio spaziale europeo XMM-Newton.

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È quanto emerge dallo studio dell'Università britannica di Leicester coordinato da Ken Pounds e pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

Utilizzando i dati del telescopio XMM-Newton e un supercomputer i ricercatori hanno realizzato una simulazione della materia che precipita nel buco nero, un mostro cosmico con una massa pari a circa 40 milioni di volte quella solare.

La simulazione mostra che l'immensa attrazione gravitazionale del buco nero rompe il disco di gas e polveri che gli si forma attorno.

Si creano così anelli di materia ingoiati dal buco nero a una velocità enorme: un terzo di quella della luce, circa 100.000 chilometri al secondo.

"Abbiamo seguito per un giorno il comportamento di un grumo di materia grande come la Terra, fino a quando non è stata inghiottita dal buco nero a una velocità impressionante", ha spiegato Pounds.

Mentre materia e gas precipitano nel buco nero, la loro velocità cresce progressivamente e diventano sempre più caldi e luminosi, trasformando così il centro della galassia in un nucleo galattico attivo, uno degli oggetti più energetici del cosmo.

Fonte: ANSA

lunedì 25 giugno 2018

Scoperti nuovi pianeti fuori nostro Sistema Solare

Fonte - ANSA - Scoperti altri 80 nuovi pianeti che si trovano al di fuori del nostro Sistema Solare grazie al telescopio spaziale Kepler. 


La scoperta ha del senzazionale, visto che è stata il frutto di un'esplorazione di ben 50.000 stelle che il telescopio spaziale Kepler della NASA ha effettuato:

Scoperti nuovi pianeti fuori nostro Sistema Solare
Scoperti nuovi pianeti fuori nostro Sistema Solare

La scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica The Astronomical Journal, il risultato si deve al gruppo del Massachusetts Institute of Technology (Mit) guidato da Ian Crossfield e Liang Yu.

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Si tratta di pianeti aleni che si troverebbero fuori dai confini del Sistema Solare che ci vede ospiti, il tutto è stato scoperto in un lasso di tempo davvero eccezionale:

considerando che la quantità di dati scandagliata normalmente richiederebbe un anno per le analisi.

I ricercatori sono riusciti ad accorciare sensibilmente i tempi grazie a un software del Mit che ha permesso di cercare rapidamente i segnali dei pianeti nei grafici dell'intensità della luce di ciascuna delle 50.000 stelle monitorate dal telescopio.

Kepler cerca infatti i pianeti con la tecnica dei transiti, cioè analizza la variazione della luminosità della stella dovuta al passaggio di un pianeta contro il suo disco.

Fra i nuovi mondi individuati, il pianeta più interessante orbita attorno alla stella HD 73344:

è distante circa 114 anni luce, ha la massa compresa tra 2,5 e 10 masse della Terra ed è incredibilmente caldo, con una temperatura di circa 1.300 gradi Celsius, ossia quella della lava che esce da un vulcano in eruzione. 

Il pianeta è anche il più luminoso mai scoperto dalla missione, secondo Crossfield questo mondo alieno potrebbe essere una versione più piccola e molto più calda di Urano o Nettuno, che hanno un nucleo roccioso avvolto da un mantello di ghiaccio e da strati di gas.

Grazie alla sua distanza, relativamente vicina alla Terra, il pianeta è il candidato ideale per studi successivi volti a determinare, ad esempio, la composizione della sua atmosfera.

Fonte: ANSA

lunedì 11 giugno 2018

Scoperta incredibile: gene anti tumori

Fonte - ANSA - Scoperta incredibile quela che ha portato alla luce un gene in grado di contrastare i tumori ed i suoi alleati! 


 La incredibile scoperta che ha riguardato la lotta contro i tumori, riguarda un gene particolare chiamato P53, il quale ha dato prova di contrastaer il proliferare di tumori:

Scoperta incredibile: gene anti tumori
Scoperta incredibile: gene anti tumori

pensate soltato che esiste al mondo ben metà dei tumori che è strettamente connessa ad una anomalia proprio del gene P53!

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Recentemente, grazie ad una ricerca speciale si è riusciti a trovare la risposta a questa anomalia genetica, tramite una interconnessione genetica di riparare il guasto nel Dna!

Pubblicato sulla rivista Nature Medicine, il risultato si deve al gruppo dell'Università australiana di Melbourne coordinato da Andreas Strasser e del quale fanno parte Marco Herold e Ana Janic.
Scoperta incredibile: gene anti tumori
Fig.1

Al momento è stato individuato il primo di questi alleati, chiamato MLH1, che ha permesso di bloccare l'avanzata di alcune forme di linfomi e leucemie, ma i risultati potranno riguardare altre forme di tumore, come quelli di pancreas e colon.

Conoscere i geni alleati del 'nemico' dei tumori potrà inoltre aiutare nella diagnosi, identificando gli individui che sono a rischio di sviluppare certe forme di tumore, e sarà anche utile per mettere a punto terapie più efficienti. 

Scoperto nel 1979, il gene P53 è da allora uno dei più studiati dai ricercatori di tutto il mondo, ma solo adesso i ricercatori hanno visto che quando il gene MLH1 manca il P53 non funziona più correttamente:

Scoperta incredibile: gene anti tumori
Fig.2

le difese si abbassano e il linfoma ha via libera.

E' stata una scoperta "entusiasmante e senza precedenti", ha detto Janic, ciò significa infatti che le persone con un tumore nelle quali il gene MLH1 è attivo possono ricevere una diagnosi più precocemente e terapie più mirate sulle caratteristiche della loro malattia.

"Per esempio - ha proseguito Janic - se un linfoma ha una mutazione che disabilita la capacità del Dna di ripararsi, sarà opportuno evitare terapie che danneggino ulteriormente il Dna, come la chemioterapia, perché queste renderebbero il tumore più aggressivo".

E' già chiaro che è appena l'inizio di una nuova pagina della ricerca contro i tumori, tanto promettente quanto lunga.

Il prossimo obiettivo della ricerca è infatti individuare altri geni alleati del P53 e al momento i possibili candidati sono più di 300.

L'obiettivo è avere a disposizione una sorta di catalogo di tutti i geni alleati del P53 e che lo aiutano nel contrastare la comparsa dei tumori.

Fonte: ANSA

giovedì 31 maggio 2018

Trio USA vince nobel scoperta increspature spazio

Fonte - Science - Due anni fa, i fisici hanno rilevato per la prima volta le increspature infinitesime nello spazio stesso quando due buchi neri si sono rotolati l'uno nell'altro. 


L'osservazione di tali onde gravitazionali ha soddisfatto una predizione vecchia di un secolo da Albert Einstein e ha aperto un modo completamente nuovo di esplorare i cieli.

Trio USA vince nobel scoperta increspature spazio
Trio USA vince nobel scoperta increspature spazio

Oggi, tre leader del grande esperimento che ha fatto la scoperta ha ricevuto il Premio Nobel per la fisica. 

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Rainer Weiss, 85 anni, del Massachusetts Institute of Technology (MIT) a Cambridge e Kip Thorne, 77 anni, del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena hanno ordito piani per l'interferometro laser gravitazionale-Wave Observatory (LIGO) nel 1984.

Rainer Weiss, 85 anni, del Massachusetts Institute of Technology (MIT)
Rainer Weiss, 85 anni

Barry Barish, 81 anni, un fisico delle particelle di Caltech, in seguito guidò la costruzione dei due osservatori LIGO di Hanford, Washington e Livingston, in Louisiana.
Barry Barish, 81 anni
Barry Barish, 81 anni

Weiss riceverà metà del premio da $ 1,1 milioni e Thorne e Barish l'altra metà.

Il terzo fondatore di LIGO, Ronald Drever, è morto a Edimburgo il 7 marzo all'età di 85 anni (i premi Nobel non vengono assegnati dopo la morte).
Ronald Drever, è morto a Edimburgo il 7 marzo all'età di 85 anni
Ronald Drever, è morto a Edimburgo il 7 marzo all'età di 85 anni

Altri fisici considerano la scoperta delle onde gravitazionali tra le più importanti di sempre in fisica.

"È rivoluzionario", dice Abraham Loeb, teorico dell'Università di Harvard. È molto raro che apriamo una finestra completamente nuova sull'universo. "

Fonte: Science

mercoledì 16 maggio 2018

Scoperta incredibile NASA da resti navicella sepolta

Fonte - The Verge - Gli scienziati hanno scoperto la più grande prova che l'acqua possa essere fuoriuscendo dalla superficie della gelida luna di Giove Europa.


Si tratta di una rivelazione che è stata sepolta in profondità negli archivi di una navicella spaziale della NASA morta da tempo.

Scoperta incredibile NASA da resti navicella sepolta
Scoperta incredibile NASA da resti navicella sepolta

Nel 1997 la sonda di Giove, Galileo, volò vicino a un geyser quando passò vicino a Europa, raccogliendo dati che andavano trascurati all'epoca.

Ma ora, l'incontro è stato portato alla luce 20 anni dopo e fornisce agli scienziati la prima misurazione ravvicinata di uno dei pennacchi d'acqua di Europa.

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Fino ad ora, gli scienziati hanno fortemente sospettato che l'acqua si riversasse da Europa, ma la questione non è stata completamente risolta.

L'unica prova che abbiamo per questi geyser proviene dal telescopio spaziale Hubble della NASA, che ha catturato immagini di acqua che fuoriesce dalla luna lontana nel 2012 e nel 2016.

Ma le immagini di Hubble sono state prese da lontano e sono piuttosto confuse;

non sono stati considerati come prova definitiva.

Questa scoperta di Galileo, dettagliata oggi in Astronomia naturale, "è la prova più forte che abbiamo finora in termini di vedere le firme di un pennacchio a Europa", Xianzhe Jia, scienziato planetario all'Università del Michigan e autore principale dello studio, dice a The Verge.

Si pensa che le piume di Europa derivino da un oceano globale di acqua salata in agguato sotto la crosta della luna.

È una caratteristica che ha reso questo mondo ghiacciato un candidato ideale nella ricerca di vita altrove nel nostro Sistema Solare.

L'acqua è vitale per la vita qui sulla Terra, così tanti si sono chiesti se gli organismi potrebbero essere in grado di sopravvivere anche nelle acque dell'Europa.

E i pennacchi offrono una grande opportunità per studiare cosa c'è dentro questo oceano.

Gli scienziati non hanno bisogno di inviare un veicolo spaziale per atterrare sulla luna e perforare nella sua superficie ghiacciata;

possono semplicemente inviare un veicolo per volare sulla luna e provare i suoi pennacchi - un tipo molto più semplice di missione da portare fuori.

Fonte: The Verge

martedì 31 ottobre 2017

Scoperte varianti genetiche prevenzione tumore seno

Fonte - ANSA - Scoperte le varianti genetiche che causerebbero il tumore al seno, una notizia che rappresenta un ottima strada verso una prevenzione sempre più ottimale! 


Scoperte dunque le varianti sempre più 'pop' che sarebbero la causa del tumore al seno, grazie ad una ricerca mirata alla prevenzione:


Scoperte varianti genetiche prevenzione tumore seno
Scoperte varianti genetiche prevenzione tumore seno

sono oltre 60 le varianti genetiche che causerebbero la predisposizione ad essere affetti da questa malattia, tra le più diffuse nella popolazione rispetto alle sempre più sporadiche mutazioni dei geni Brca1 e 2.

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Geni Brca1 e Brca2
Geni Brca1 e Brca2

Nonostante queste mutazioni non siano certamente tra le più rischiose in tema di tumore al seno, si tratta di nuove varianti che in combinazione alla stessa donna, sarebbero in grado di determinare un'ulteriore sensibilità verso questa malattia che indurrebbe in ogni caso ad effettuare interventi ben precisi.

A tal proposito, sono stati eseguiti due studi che sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature e Nature Genetics dal consorzio di ricerca internazionale Bcac a cura dell'Università Britannica di Cambridge.

La scoperta di queste due nuove varianti genetiche, si deve all'analisi che è stata effettuata sul Dna di circa 137.000 donne affette da tumore al seno, 18.900 donne portatrici di mutazioni in Brca1 e oltre 192.000 donne in salute:

"Queste osservazioni confermano che lo studio dei fattori genetici di predisposizione al cancro ha rilevanza non solo per un ristretto numero di famiglie ad alto rischio, ma anche per la popolazione generale", sottolinea Paolo Radice, dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano.

"La misura su vasta scala del punteggio di rischio poligenico", insieme agli altri fattori di rischio già noti, potrebbe consentire di identificare le persone più propense allo sviluppo di carcinoma mammario e ovarico, consentendo di condurre screening di prevenzione mirati". 

Fonte: ANSA

martedì 10 ottobre 2017

Premio Nobel 2017 Fisica scoperta onde gravitazionali

Fonte - ANSA - Premio Nobel per la Fisica assegnato ai fisici che hanno scoperto l'esistenza delle onde gravitazionali con una menzione speciale per Virgo e Ligo: soddisfazione per i fisici italiani presenti! 


Recentemente è stato asseganto il premio Nobel 2017 per la Fisica ai fisici Thorne, Barish e Weissle, che hanno scoperta l'esistenza delle onde gravitazionali:

Premio Nobel 2017 Fisica scoperta onde gravitazionali
Premio Nobel 2017 Fisica scoperta onde gravitazionali

All'evento è stata fatta una mezione speciale per i rilevatori USA e Italiano Virgo e Ligo che ha portato enorme soddisfazione per i fisici italiani che erano presenti alla cerimonia!

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onde gravitazionali
Onde gravitazionali

Si tratta di un traguardo importante per il futuro della fisica quantistica e del suo sviluppo, che grazie ai fisici che ne hanno determinato la scoperta, si proietta verosimilmente ad un apertura fino a cpoco tempo fa insperata:

Virgo
Virgo

il premio è stato equamente diviso con i fisici che hanno contribuito alla scoperta delle onde gravitazionali, Rainer Weiss, Barry C. Barish e Kip S. Thorne "per il contributo decisivo al rivelatore Ligo e all'osservazione delle onde gravitazionali".

I PREMIATI 

  • Weiss (85 anni), è nato nel 1932 a Berlino. Ha preso il dottorato nel 1962 negli Stati Uniti, nel Massachusetts Institute of Technology (Mit), dove ha continuato a insegnare.
  • Barish (81 anni) è nato nel 1936 negli Stati Uniti, a Omaha. Dopo il dottorato nell'Università della California a Berkeley, ha insegnato nel California Institute of Technology (Caltech).
  • Thorne (77 anni) è nato negli Stati Uniti, a Logan. Ha studiato nell'università di Princeton e ha avuto la cattedra di fisica teorica nel California Institute of Technology (Caltech). E' diventato celebre per il grande pubblico dopo la sua consulenza scientifica per il film Interstellar. 

Fonte: ANSA

mercoledì 23 agosto 2017

Scoperti cinque pianeti abitabili come la Terra

Fonte - ANSA - Pianeti abitabili come la Terra, la recente scoperta che segue dopo quella di Trappist-1. che riguarderebbe altri cinque pianeti che sarebbero molto più vicini a noi! 


Dopo la scoperta di Trappist-1, ancora un'altra che riguarderebbe altri cinque pianeti che presenterebbero condizioni favorevoli per essere abitati:

Scoperti cinque pianeti abitabili come la Terra
Scoperti cinque pianeti abitabili come la Terra
due dei cinque sicuramente sarebbero pronti per ospitare esseri viventi, e oltretutto non sarebbero cosi distanti dal nostro sistema solare, infatti orbiterebbero attorno a stelle distanti da noi soltanto 12 anni luce!
La scoperta per la precisione, dei cinque pianeti, avrebbe rivelato che uno soltanto orbitante alla stella Gliesse 832 dei cinque, disterebbe da noi 16 anni luce:
mentre gli altri quattro rimanenti si troverebbero addirittura a 12 anni luce di distanza, e orbiterebbero attrono alla stella Ceti (Fig.1)!
Scoperti cinque pianeti abitabili come la Terra
Fig.1
Proprio questi ultimi avrebbero le condizioni favorevoli per ospitare la vita di essere umani, visto che la distanza dal loro Sole garantirebbe una zona abitabile con la presenza di acqua luquida in superficie.
I quattro pianeti avrebbero una massa di 1,7 volte più grande di quella della Terra e rappresenterebbero essere tra i più piccoli pianti che fino ad oggi siano stati scoperti!
La loro presenza è stata scoperta grazie algi strumenti che si trovano nell'Osservatorio Europeo Australe e dell'Osservatorio Keck alle Hawaii:
tali strumenti hanno rilevato delle oscillazioni molto piccole da parte della stella madre che erano causate dalla loro orbita gravitazionale.
Infine per quel che concerne il quinto pianeta, quello che orbita attorno alla stella Gliese 832, la sua scoperta è dovuta all'Università del Texas ad Arligton:
infatti grazie a speciali calcoli si è potuto dare vita ad una sorta di simulazione dell'orbita che si trova nella fascia abitabile esistente tra due pianeti grandi come il gigante gassoso Gliese 832 ed il roccioso Gliese 832c.
Fonte: ANSA

mercoledì 2 agosto 2017

Scoperte galassie primordiali nate dopo Big Bang

Fonte - ANSA - Scoperte le galassie primordiali, nate appena dopo il Big Bang, esattamente 800 milioni dopo l'evento che diede vita all'universo cosi come lo conosciamo oggi! 


Le galassie che sono state recentemente scoperte sono quelle nate appena dopo il Big Bang, per la precisione 800 milioni di anni dopo l'evento che diede vita all'universo cosi come appare oggi:

Scoperte galassie primordiali nate dopo Big Bang
Scoperte galassie primordiali nate dopo Big Bang
Si tratta di 23 galassie tra le più antiche che esistano in tutto l'universo, essendo nate esattamente appena si ebbe traccia di quest'ultimo!
Al riguardo gli astronomi sono stati in grado di osservare queste galassie proprio come si presentavano circa 800 milioni di anni fa, subito dopo il Big Bang:
Questa scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica Astrophysical Journal, dai ricercatori della Arizona State University la cui conduzione è stata affidata a Sangeeta Malhotra e James Rhoads, con la partecipazione di alcuni gruppi arrivati dal Cile e dalla Cina.
Circa 300.000 di anni successivamante al Big Bang, il buio era ciò che dominava in tutto l'universo, erano assenti stelle e galassie, che iniziarono ad apparire soltanto mezzo miliardo di anni dopo:
fu cosi che l'univewrso iniziò ad avere luce e si ebbe l'inizio del cosmo, una mutazione tanto importante quanto improvvisa, avvennuta tra i 300 milioni di anni ed un miliardo di anni dopo l'alba di tutto ciò che vediamo oggi!
La ricerca che sta avendo luogo sarà un valido aiuto per gli astronomi per cercare di stabilire con maggiore precisione il momento esatto in cui avvenne il passaggio dall'oscurità e la luce nell'universo.

Grazie ad un nuovo strumento astronomico, una sorta di macchina fotografica per l'energia oscura, il gruppo di ricerca è stato in grado di scoprire le 23 galassie primordiali:

DECam (Dark Energy Camera)
DECam (Dark Energy Camera)
DECam (Dark Energy Camera) è il suo nome, e si trova installata sul telescopio Blanco dell’Osservatorio Interamericano del Cerro Tololo (Ctio), ad un’altitudine di 7.200 metri nel nord del Cile.
La DECam è in grado di coprire con una singola immagine un’area di cielo grande 15 volte l’ampiezza della luna piena.

Fonte: ANSA

lunedì 17 luglio 2017

Cosa unisce la materia: scoperta al Cern particella Xi

Fonte - ANSA - Cosa unisce la materia, un interrogativo che i fisici di tutto il mondo si sono sempre posti a cui hanno dedicato anni di studi e ricerche: finalmente al Cern di Ginevra è stata scoperta la particella Xi, responsabile del collante che tiene unita la materia! 


Il collante che tiene uita l materia è la particella Xi, scoperta recentemente al Cern di Ginevra, la quale era stata oggetto di ricerca e studi da decenni da parte degli scienziati di tutto il mondo:

Cosa unisce la materia: scoperta al Cern particella Xi
Cosa unisce la materia: scoperta al Cern particella Xi
Scoperta la particella Xi che tiene unita la materia, adesso si potrà andare oltre, cercando di concentrarsi su come trovare una spiegazione ad una delle quattro forze fondamentali della natura! 

L'annuncio della scoperta è stato fatto in occasione della conferenza della Società Europea di Fisica in corso a Venezia e in via di pubblicazione sulla rivista Physical Review Letters, grazie all'accelleratore più grande del mondo, il Large Hadron Cllider (Lhc).

Cosa unisce la materia: scoperta al Cern particella Xi
Fig.1
La particella Xi appartiene alla famiglia dei barioni, la stessa a cui fanno parte sia i protoni che i neutroni, costituendo la materia invisibile:

Cosa unisce la materia: scoperta al Cern particella Xi
Fig.2
cosi come tutti i barioni, anche la particella Xi è fomata da tre quark, rispettando quanto vuole la teoria di riferimento della fisica Modello Standard.
Ciononostante nei barioni che conosciamo, si trova un solo quark pesante, mentre nella particella Xi c'è ne sono due:

Cosa unisce la materia: scoperta al Cern particella Xi
Fig.3
"E' la prima volta che si osserva una particella simile, un barione con due quark pesanti", ha detto Donatella Lucchesi, ricercatrice dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e dell'università di Padova e membro della collaborazione Lhcb.
"Osservare una particella del genere - ha detto ancora Donatella Lucchesi - è stato possibile grazie alla grandissima quantità di dati che sta producendo l'acceleratore Lhc permettendo di raggiungere un obiettivo non facile, come è riuscire a riprodurre la materia in tutti i suoi stati possibili".

Ma le sorprese che la particella Xi scoperta al Cern, non finiscono qui, infatti i cosidetti mattoni della materia di cui è composta, i quark, pare che si comportino come fossero un sistema planetario in miniatura:
i due quark pesanti, l'elemento distintivo della nuova particella, infatti avrebbero movimenti più lenti rispetto a quelli dei quark leggeri che si trovano nei protoni e nei neutroni!
La particella Xi ha dunque tutte la potenzialità affinchè si possa trovare e svelare i segreti che tengono unita la materia, capendone il comportamento delle forze che agiscono nel mondo dell'infinitamente piccolo.

Fonte: ANSA

domenica 9 luglio 2017

Anomalie galassia antica senza vita: scoperta incredibile

Anomalie incredibili sono state scoperte all'interno di una galassia molto antica ormai priva di qualsiasi attività vitale. 


Si tratta di una galassia dalle origini molto antiche che si perdono nel tempo, la sua forma assomiglia molto a quella della nostra Via Lattea e le sue rotazioni sono molto veloci e repentine:

Anomalie galassia antica senza vita: scoperta incredibile
Anomalie galassia antica senza vita: scoperta incredibile
La scoperta di questi strani eventi all'interno di questa galassia massiccia e agli inizi anche se già priva di qualsiasi forma di vita, riguarderebbe le sue origini che risalgono ad un epoca molto antica quando l'universo produceva con ritmo vertiginoso le stelle che lo popolano (Fig.1).
La scoperta di questa galassia, seppur giovane ma priva ormai di vita, è stata fatta da un gruppo internazionale di ricercatori a cui capo c'è l' Università di Copenaghen di cui fa parte Anna Gallazzi e stafano Zibetti facenti parte dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di Firenze.

Anomalie galassia antica senza vita: scoperta incredibile
Fig.1
Il nome identificativo di questa galssia è MACS2129-1 e la sua posizione non è certamente da considerarsi a portata di mano, tutt'altro si trova molto lontana dalla nostra a circa 10 miliardi di anni luce, e la sua formzione risale a quando l'Universo aveva appena 3 miliardi di anni!
Le anomalie che si stanno succedendo al suo interno riguarderebbero le stelle che la popolano che si stanno incredibilmente disponendosi in un sorta di cerchio in veloce rotazione esattamente come avviene nella Via Lattea.
Questa incredibile scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature.
Tra le maggiori differenze che si possono notare tra MACS2921-1 e la Via Lattea, c'è quella che riguarderebbe il fatto che le galssie a spirale generano constantemente nuove stelle, mentre le galassie ellittiche non le producono più da millenni, ecco dunque che vengono identificate come fossero "morte".

Anomalie galassia antica senza vita: scoperta incredibile
Fig.2
Siamo dunque arrivati al dunque di come questa anomalia riguardanti le stelle che si stanno dispondendo a cerchio in rapida rotazione, sia qualcosa di incredibile e quanto meno fuori da ogni regola astronomica.
Fin'ora non era mai stato visto un evento del genere all'interno di una galassia primordiale massiccia, dall'eveidente disco disposto in mnaiera ordinata e da una percentuale di formazione stellare quasi pari a zero:
MACS2129-1 rivoluziona le più affermate teorie secondo le quali solamente eventi catastrofici, che rimescolano le stelle e distruggono le ordinate strutture dei dischi, possano essere in grado di porre fine alla formazione stellare in queste enormi galassie primordiali.
Fonte: ANSA

lunedì 19 giugno 2017

Scoperto meccanismo biologico blocca cancro

Scoperto il meccanismo biologico che potrebbe bloccare il cancro: i ricecatori del Tigem di Napoli sono riusciti ad identificare uno dei meccanismi biologici che potrebbe rivoluzionare il modo di affrontare il cancro. 


La ricerca eseguita dai biologi del Tigem di Napoli è stata recentemente pubblicata sulla rivista Science, dove si è potuto spiegare come questa scoperta possa aprire un nuovo orizzonte nella lotta al cancro:

Scoperto meccanismo biologico blocca cancro
Scoperto meccanismo biologico blocca cancro
Chiara Di Malta è la prima ricercatrice del team Tigem di Napoli assieme a Andrea Ballabio direttore dell'Istituto Telethon di Genetica e Medicina di Pozzuoli e docente di Genetica Medica all'Università Federico II di Napoli.
A collaborare con la ricerca anche la Fondazione Telethon, che ha dato il proprio contributo per svolgere il lavoro che è stato finanziato pure dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc).

Scoperto meccanismo biologico blocca cancro
Fig.1
"Questa è una storia che parte da lontano - spiega Ballabio - e in particolare dal nostro "storico" interesse per quegli organelli cellulari chiamati lisosomi che sono coinvolti in un ampio gruppo di malattie genetiche rare, quelle da accumulo lisosomiale appunto".
Scoperto meccanismo biologico blocca cancro
Fig.2
"In queste gravi patologie, a causa di un difetto genetico, i lisosomi non svolgono a dovere il loro compito, ovvero quello di neutralizzare, grazie al loro ampio corredo di enzimi, le sostanze di scarto:
il risultato è che queste sostanze si accumulano nelle cellule, danneggiandole irreversibilmente.
Studiando il funzionamento dei lisosomi abbiamo però scoperto che questi organelli non sono dei semplici "spazzini", ma dei fini regolatori del nostro metabolismo".
"L'unione delle forze di due tra le più importanti organizzazioni non profit a supporto della ricerca in Italia ha prodotto uno straordinario risultato scientifico - aggiunge Niccolò Contucci, Direttore Generale dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.
Siamo orgogliosi di avere finanziato insieme a Telethon questo importante lavoro che costruisce un ponte.

Fonte: R.IT

mercoledì 10 maggio 2017

Quali sono i fossili più antichi mai scoperti: nascono dubbi

Quali sono i fossili più antichi mai scoperti, che potrebbero essere alghe che risalirebbero a circa 600 milioni di anni fa e non quelli di organismi animali. 


Sarebbero dunque le alghe e non gli organismi animali i fossili più antichi che siano mai stati scoperti:

Quali sono i fossili più antichi mai scoperti: nascono dubbi
Quali sono i fossili più antichi mai scoperti: nascono dubbi
Pare che questo genere di alghe risalgano a circa 600milioni di anni fa, grazie ad uno studio condotto dall'Universita' britannica di Bristol pubblicato sul Journal of the Geological Society.
A confermare quanto affermato dallo studio c'è l'insieme dei microrganismi fossili che sono stati rinvenuti nelle rocce sedimentarie nella localita' cinese di Weng'an:
Le stesse che risalgono a circa 600 milioni di anni fa, trattandosi di fossili che, secondo i ricercatori, rappresentano un immagine che ritrae la vita marina nel momento in cui si ipotizza si possano essere iniziate ad evolversi.
John Cunningham, coordinatore della ricerca ha spiegato che:
"Rocce risalenti a 600 milioni di anni fa hanno conservato un complesso di fossili microscopici in condizioni tali da essere candidati come le piu' antiche prove di vita animale".
Inoltre sempre il ricercatore ha aggiunto che:
"Questi fossili non sono riconoscibili come resti di animali completamente sviluppati, alcuni ricordano solo degli embrioni, in alcuni casi sono formati da cellule singole, in altri ancora da migliaia di individui".
Ad essere d'accordo con il coordinatore è anche Kelly Vargas, co-autore dello studio, per il quale:  
"con la mancanza di forme adulte in grado di indicare un'identita', i paleontologi possono contare solo su informazioni provenienti dall'anatomia cellulare per determinare se questi piccoli fossili appartengano al mondo animale o a un gruppo diverso".
Fonte: ANSA

domenica 26 marzo 2017

Crosta terrestre primordiale: scoperte tracce

Crosta terrestre primordiale, risalente a più di 4 milianrdi di anni fa, sono state scoperte di recente in certi elementi di roccia provenienti dal nord-est del Canada. 


La scoperta di tracce della crosta terrestre risalente a più di 4,2 milioni di anni fa, è stata fatta su alcuni elementi di roccia che sono stati prelevati dal Nord America in Canada:

Crosta terrestre primordiale: scoperte tracce
Crosta terrestre primordiale: scoperte tracce
Le rocce in questioni sono state trovate nonostante fossero ormai trasformate in elementi chimici variegati, che le rocce più attuali hanno usato e rielaborato durante il loro processo continuo di mutazione naturale dello strato esterno del Pianeta.
La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Science e ha visto come protagonsiti gli geologi Richard Carlson e Jonathan O'Neil, entrambi membri della Carnegie Institution for Science a Washington e l'università canadese di Ottawa.

gli geologi Richard Carlson e Jonathan O'Neil
Gli geologi Richard Carlson e Jonathan O'Neil
Si è trattato di una ricerca complicata effettuata sulla crosta terrestre attuale, dove quella primordiale era camuffata sotto forma di elementi chimici, come afferma Carlson:
''Trovare tracce dell'antica crosta terrestre si è dimostrato particolarmente difficile, ma un nuovo approccio offre la possibilità di identificare la presenza della crosta primordiale che è stata rielaborata in rocce 'soltanto' molto vecchie''. 
Questo nuovo sistema di indagine consiste nel misurare le variazioni di un particolare isotopo, il neodimio-142, che si forma per il decadimento di un altro isotopo radioattivo, il samario-146, che era particolarmente abbondante nella crosta primordiale ma che poi è rapidamente sparito.

Fonte: ANSA

lunedì 6 marzo 2017

Incredibile scoperta esseri viventi più antichi: scoperti i fossili

Incredibile la scoperta dei fossili che è stata fatta riguardo gli esseri viventi più antichi della Terra, che pare risalgano a circa 3,8 miliardi di anni fa: sarebbero microrganismi! 


Recentemente è stata fatta una scoperta che ha dell'incredibile perchè pare si tratti dei fossili degli esseri viventi più antichi che siano mai esistiti sulla Terra:

Incredibile scoperta esseri viventi più antichi: scoperti i fossili
Incredibile scoperta esseri viventi più antichi: scoperti i fossili
I fossili rinvenuti in Canada, pare appartengano a microrganismi risalenti a circa 3,8 miliardi di anni fa, quando il nostro pianeta era ancora giovanissimo, e vivevano vicino alle sorgenti idrotermali.
I resti analizzati sotto la guida di Matthew Dodd, dell'University College di Londra, e pubblicati sulla rivista Nature potrebbero essere fra i primissimi esseri viventi comparsi sul pianeta.

Fossili esseri viventi più antichi sulla Terra
Fossili esseri viventi più antichi sulla Terra
Le 'impronte' di questi antichissimi esseri viventi sono state riconosciute nelle rocce di Nuvvuagittuq, ritrovate in Canada e già note per essere tra le più antiche del pianeta, e sarebbero la prova indiscutibile dell'esistenza di un'attività biologica che risale ad almeno 3,8 miliardi di anni fa.

Le analisi hanno identificato strutture tubulari e filamenti molto simili a quelli che si possono trovare ancora oggi nei pressi delle sorgenti idrotermali oceaniche.

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giovedì 9 febbraio 2017

Incredibile scoperta resti continente perduto: Mauritia

Incredibile la scoperta che è stata fatta recentemente nei pressi dell'Oceano Indiano, riguardo i resti del continente perduto Mauritia! 


Scoperti i resti del continente perduto Mauritia, una sorta di Atlantide esistito circa 80 milioni, prima di essere sommerso dalle acque, nell'Oceano Indiano:

Incredibile scoperta resti continente perduto: Mauritia
Incredibile scoperta resti continente perduto: Mauritia
Già nel 2013 si erano avuti i primi indizi realtivi all'esistenza di questa Atlantide posizionata nelle acque dell'oceano Indiano per poi essere confermate dai nuovi dati ottenuti dal gruppo dell'università sudafricana del Witwatersrand, guidato da Lewis Ashwal, e pubblicati sulla rivista Nature Communications.
Il continente perduto comprendeva Madagascar e India ed era probabilmente formato soprattutto da grandi isole che poggiavano tutte sulla stessa placca di crosta continentale.

Incredibile scoperta resti continente perduto: Mauritia
Fig.1
Potrebbe essere scomparso 80 milioni di anni fa, poco prima della nascita della catena montuosa dell'Himalaya.
Secondo i ricercatori è probabilmente andato in frantumi e poi sprofondato in seguito a movimenti tettonici.
I resti di questa antichissima crosta continentale sono emerse dall'analisi dei materiali eruttati dai vulcani che hanno dato origine alle attuali isole Mauritius, a ovest del Madagascar.

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venerdì 3 febbraio 2017

Pianeti come la Terra: la scoperta di Alfa Centuari

Pianeti come la Terra: sicuramente la recente scoperta di un esopianeta di Alfa Centauri ha entusiasmato non poco i ricercatori di tutto il mondo.

Pianeti simili alla Terra, è sempre stato il sogno, l'interrogativo che ha costellato l'esistenza dell'essere umano.

Pianeti come la Terra: la scoperta di Alfa Centuari
Pianeti come la Terra: la scoperta di Alfa Centuari
Siamo soli in questo sconfinato ed infinito Universo? Non abbiamo ad oggi una risposta certa, ma la recente scoperta di un esopianeta su Alfa Centauri ha risvegliato entusiasmi sopiti in molti ricercatori!
La scoperta di un pianeta simili alla Terra su Alfa Centauri, il sistema stellare più vicino al nostro Sole, ha entusiasmato i ricercatori di tutto il mondo, nonostante si tratti di un esopianeta dalle dimensioni che possono essere comparate alla terra, ma molto più inospitale.

Infatti a causa della sua stretta vicinanza al suo Sole, rende estremamente calda e rovente la superficie che è esposta alla luce:
Pensate che le temperature sono cosi alte da fondere le rocce!
Nonostante tutto però, se esiste anche un solo esopianeta come la Terra su Alfa Centauri, appare verosimile come possano esistere altri Pianeti simili al nostro e se il sistema solare più vicino al nostro include Pianeti, è lecito immaginare che gli esopianeti possano essere presenti nel resto della Galassia.

Alfa Centauri è un sistema stellare triplo che è costituito da due stelle principali molto simili al nostro Sole, identificate con A e B.

Ma se Alfa Centauri è distante circa 4 anni luce dal Sole nostro, le altre due stelle quasi gemelle sono decisamente più vicine, allo stesso modo dei pianeti del nostro Sistema Solare.

Pianeti come la Terra: Proxima
Pianeti come la Terra: Proxima
Proxima, la terza della triade, orbita attorino alle due stelle maggiori ad un distanza di circa 400 volte maggiore di quella che divide A da B.
Effettivamente si tratta della stella più vicina al Sole di tutte le altre: da cui il nome che gli è stata dato, Proxima per l'appunto.

Proxima è una nana rossa alquanto anonima, nonostante  sia una componente minore del sistema, è di fatto oggetto di grande interesse e curiosita da parte degli astronomi, visto che se soltanto una piccola parte di quelle stelle appartenenti alla Galassia sono simili al Sole, il rimanente 70% l'ho è a Proxima.

Fonte: Science

lunedì 30 gennaio 2017

Scoperta incredibile: sono molte di più le galassie

Scoperta incredibile quella che è stata recentemente portata alla luce, riguardo la presenza di oltre 2000 galassie nell'intero Universo!

Scoperta senza precedenti quella che è stata fatta recentemente dagli astronomi di tutto il mondo, grazie all'ausilio di telescopi e i dati forniti da Hubble:

Scoperta incredibile: sono molte di più le galassie
Scoperta incredibile: sono molte di più le galassie
Le stelle saranno anche "milioni di milioni", ma le galassie non sono certo poche: analizzando i dati di Hubble e di altri telescopi, gli astronomi sono riusciti a concludere un accurato censimento del numero di galassie nell'universo, giungendo alla straordinaria conclusione che queste siano almeno 10 volte più di quanto ritenuto fino ad ora.
Oltre a consentirci una migliore comprensione dell'universo che ci circonda, della formazione delle galassie ed anche dei metodi di investigare su tutto questo, questa scoperta può fornire una risposta ad una questione nota come il paradosso di Olbers, che può essere sintetizzato all'estremo in una semplice domanda:

Hubble telescopio spaziale
Hubble telescopio spaziale
vista la quantità di stelle presenti nell'universo, com'è possibile che il cielo notturno sia buio?
Un primo tentativo di "censimento" fu compiuto a metà degli anni '90, quando con le immagini Deep Field di Hubble fu stimato che le galassie presenti nell'universo osservabile fossero tra 100 e 200 miliardi.
Quelle osservazioni permise di rivelare l'esistenza di un numero enorme di galassie di scarsissima luminosità ma, in base alle più recenti analisi, adesso è possibile dire come quel numero fosse decisamente sottostimato.
Un team internazionale di astronomi guidato da Christopher Conselice della University of Nottingham ha infatti concluso come il dato sia almeno 10 volte troppo basso.
Per arrivare a capirlo è stato necessario esaminare le immagini Deep Space di Hubble ed altri dati contenuti in studi pubblicati.
Quelle immagini sono poi state lentamente trasformate in 3D in modo da poter compiere misurazioni più accurate del numero di galassie in diverse epoche della storia dell'universo.
"Lascia sbalorditi che oltre il 90% delle galassie nell'universo debba ancora essere studiato", spiega Conselice. "Chissà quali interessanti proprietà troveremo quando osserveremo queste galassie con la prossima generazione di telescopi".
Fonte: http://www.msn.com