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martedì 31 ottobre 2017

Scoperte varianti genetiche prevenzione tumore seno

Fonte - ANSA - Scoperte le varianti genetiche che causerebbero il tumore al seno, una notizia che rappresenta un ottima strada verso una prevenzione sempre più ottimale! 


Scoperte dunque le varianti sempre più 'pop' che sarebbero la causa del tumore al seno, grazie ad una ricerca mirata alla prevenzione:


Scoperte varianti genetiche prevenzione tumore seno
Scoperte varianti genetiche prevenzione tumore seno

sono oltre 60 le varianti genetiche che causerebbero la predisposizione ad essere affetti da questa malattia, tra le più diffuse nella popolazione rispetto alle sempre più sporadiche mutazioni dei geni Brca1 e 2.

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Geni Brca1 e Brca2
Geni Brca1 e Brca2

Nonostante queste mutazioni non siano certamente tra le più rischiose in tema di tumore al seno, si tratta di nuove varianti che in combinazione alla stessa donna, sarebbero in grado di determinare un'ulteriore sensibilità verso questa malattia che indurrebbe in ogni caso ad effettuare interventi ben precisi.

A tal proposito, sono stati eseguiti due studi che sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature e Nature Genetics dal consorzio di ricerca internazionale Bcac a cura dell'Università Britannica di Cambridge.

La scoperta di queste due nuove varianti genetiche, si deve all'analisi che è stata effettuata sul Dna di circa 137.000 donne affette da tumore al seno, 18.900 donne portatrici di mutazioni in Brca1 e oltre 192.000 donne in salute:

"Queste osservazioni confermano che lo studio dei fattori genetici di predisposizione al cancro ha rilevanza non solo per un ristretto numero di famiglie ad alto rischio, ma anche per la popolazione generale", sottolinea Paolo Radice, dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano.

"La misura su vasta scala del punteggio di rischio poligenico", insieme agli altri fattori di rischio già noti, potrebbe consentire di identificare le persone più propense allo sviluppo di carcinoma mammario e ovarico, consentendo di condurre screening di prevenzione mirati". 

Fonte: ANSA

domenica 22 gennaio 2017

Effetti carne e latticini nel cancro al seno

Effetti che si sono registrati, riguardo l'assunzione della carne e dei latticini nel cancro al seno per le donne: meglio una sana alimentazione per ridurre il pericolo di contrazione.

Effetti notevoli quelli che si sono potuti evidenziare riguardo la carne ed i latticini sul cancro al seno, che portano a dedurre quanto sia opportuno avere una sana alimentazione per ridurre la contrazione di cancro al seno:
Effetti carne e latticini nel cancro al seno
Effetti carne e latticini nel cancro al seno
Gli effetti di un'alimentazione e corretti stili di vita si riducono della metà i rischi di tumori, una ricerca evidenzia l'importanza di avere grassi saturi per meno del 10% delle calorie giornalie.
"L'idea che il cibo possa influenzare la comparsa delle malattie non è certo nuova: è presente in molte medicine tradizionali, come quella cinese o indiana, e in quella medievale occidentale", sottolineano gli esperti dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc).

Effetti carne e latticini nel cancro al seno
Fig.1
"Le prime ricerche scientifiche sono state accolte inizialmente con scetticismo, ma già sul finire degli anni 60 sono partiti studi epidemiologici che coinvolgevano ampi numeri di persone. Ci sono voluti anni per avere risultati definitivi, arrivati solo in tempi recenti. Oggi però sappiamo che cosa è meglio mangiare e che cosa è invece da evitare".
"Abbiamo appurato che esiste un legame tra alimentazione e cancro al colon e al seno", spiega Vittorio Krogh, direttore della struttura di Epidemiologia e Prevenzione all'Istituto Tumori di Milano.
Effetti carne e latticini nel cancro al seno
Fig.2
"In una dieta equilibrata i grassi saturi non devono superare il 10% delle calorie giornaliere e non c'è alcun dubbio che una dieta ricca di grassi saturi e alimenti di origine animale (come carne, specie rossa, latticini, burro) faccia salire il rischio di tumori mammari, specie di quelli ormono-dipendenti».
Se infatti consumare elevate quantità di grassi saturi aumenta in generale del 14 per cento il rischio di sviluppare un tumore al seno, le percentuali di rischio aumentano del 28 per cento e del 29 per cento nelle donne che sviluppano tumori della mammella, rispettivamente con recettori positivi per gli estrogeni (ER+), il progesterone (PR+) e con recettori negativi per il fattore di crescita dell'epidermide (HER2-).
Lo ha scoperto uno studio che rientra nell'ambito del progetto EPIC Europa, in parte finanziato dall'AIRC, pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute.
Lo studio, a cui ha partecipato Vittorio Krogh dell'Istituto Tumori di Milano, ha coinvolto più di 10mila donne che hanno sviluppato un cancro al seno tra le oltre 300mila partecipanti in dieci Paesi europei. Le pazienti sono state seguite per più di 11 anni.
I risultati sostengono dunque l'ipotesi che una dieta ad alto contenuto di grassi aumenti i livelli di estrogeni e pertanto stimoli maggiormente lo sviluppo di tumori ormono- dipendenti.
Il suggerimento che arriva dagli esperti è di ridurre il consumo di grassi saturi che provengono in gran parte da carni e latticini.

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