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giovedì 7 settembre 2017

Tracce di boro su Marte: probabile vita passata

Fonte - ANSA - Probabile sempre di più la presenza di vita nel passato di Marte, il pianeta rosso sorvegliato speciale da parte degli scienziati di tutto il mondo. 


La probabilità sempre più concreta che in passato su Marte fosse presente la vita, appare con il trascorrere del tempo e delle ricerche, più di un'ipotesi:
Tracce di boro su Marte: probabile vita passata
Tracce di boro su Marte: probabile vita passata
Infatti recentemente è stato scoperto un elemento fondamentale che testimonierebbe la presenza di vita sul suolo del pianeta Marte, ovvero sia sono state rivenute tracce di boro!
La presenza di boro sul suolo marziano, sta a trestimoniare come in passato sul pianeta fosse probabile che ci fosse una qualche presenza di vita:
la prima volta che fu scoperto il boro sul suolo di Marte, fu nel mese di dicembre del 2016, quando nei laboratori USA di Los Alamos, furono pubblicati i rislutati ottenuti dal robot lanciato in orbita dalla NASA, Curiosity.
Il robot della NASA, Curiosity, è a tutt'oa in orbita sul cielo marziano cercando di esplorare il suolo e durante una delle tante esplorazioni, ha rinvenuto tracce di boro all'interno del cratere Gale.

Il boro è un elemento chimico che ha come compito quello di formare l'acido ribonucleico, l'Rna, ovvero sia la molecola della vita, una parte indispensabile che si trova all'interno del Dna:
"Trovare il boro su Marte, rende più probabile che in passato il pianeta possa aver ospitato la vita", spiega Patrick Gasda, autore principale dello studio.
"I borati - ha aggiunto - rappresentano un possibile ponte tra molecole organiche semplici e Rna. Senza l'Rna, non c'è la vita".

L'opinione dei ricercatori riguardo la presenza di boro sul territorio di Marte, è che questi risalga a ben 3,8 miliardi di anni fa:
un periodo simile a quello in cui ha avuto inizio la vita sulla Terra.
"E questo ci dice, essenzialmente, che la vita potrebbe essersi sviluppata su Marte indipendentemente da quella sulla Terra", aggiunge Gasda.

Ciononostante nel caso in cui la vita su Marte sia mai esistita è a tutt'oggi ancora un mistero a cui non si può dare un risposta certa, perchè non è stata ancora trovata nessuna prova che ne dia la certezza assoluta!

Fonte: ANSA

domenica 26 marzo 2017

Crosta terrestre primordiale: scoperte tracce

Crosta terrestre primordiale, risalente a più di 4 milianrdi di anni fa, sono state scoperte di recente in certi elementi di roccia provenienti dal nord-est del Canada. 


La scoperta di tracce della crosta terrestre risalente a più di 4,2 milioni di anni fa, è stata fatta su alcuni elementi di roccia che sono stati prelevati dal Nord America in Canada:

Crosta terrestre primordiale: scoperte tracce
Crosta terrestre primordiale: scoperte tracce
Le rocce in questioni sono state trovate nonostante fossero ormai trasformate in elementi chimici variegati, che le rocce più attuali hanno usato e rielaborato durante il loro processo continuo di mutazione naturale dello strato esterno del Pianeta.
La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Science e ha visto come protagonsiti gli geologi Richard Carlson e Jonathan O'Neil, entrambi membri della Carnegie Institution for Science a Washington e l'università canadese di Ottawa.

gli geologi Richard Carlson e Jonathan O'Neil
Gli geologi Richard Carlson e Jonathan O'Neil
Si è trattato di una ricerca complicata effettuata sulla crosta terrestre attuale, dove quella primordiale era camuffata sotto forma di elementi chimici, come afferma Carlson:
''Trovare tracce dell'antica crosta terrestre si è dimostrato particolarmente difficile, ma un nuovo approccio offre la possibilità di identificare la presenza della crosta primordiale che è stata rielaborata in rocce 'soltanto' molto vecchie''. 
Questo nuovo sistema di indagine consiste nel misurare le variazioni di un particolare isotopo, il neodimio-142, che si forma per il decadimento di un altro isotopo radioattivo, il samario-146, che era particolarmente abbondante nella crosta primordiale ma che poi è rapidamente sparito.

Fonte: ANSA

venerdì 27 gennaio 2017

Materia Oscura: scoperte nuove tracce

Materia Oscura, recentemente sono state scoperte nuove tracce della componente che ricopre ben cinque sesti della materia totale che compone l'Universo!

Materia Oscura, recenti ricerche e studi al riguardo hanno portato alla luce nuove tracce relative ai cinque sesti della materia totale che compone l'Universo:

Materia Oscura: scoperte nuove tracce
Materia Oscura: scoperte nuove tracce
Si tratta di una forte componente che fa parte della materia totale dell'Universo, svolgendo un ruolo di assoluta importanza nella formazione e nell’evoluzione della struttura delle galassie.
Nonostante le numerose prove e i risultati circa la sua esistenza, la natura fisica della materia oscura resta ancora un’incognita e un mistero per tutti gli scienziati.

Ora un nuovo studio recentemente pubblicato sulla rivista Physical Review Letters, suggerisce che le particelle subatomiche della materia oscura potrebbero in realtà risultare talmente dense da potesi trasformare in piccoli buchi neri.

Prendendo in considerazione l’effetto di gravità gli scienziati possono stimare quello che potrebbe essere il legame aggiuntivo per permettere alle galassie di mantenere sempre la propria caratteristica;
in questo senso potrebbe intervenire anche in questo caso, per evitare che le galassie stesse subiscano degli ‘strappi’.
Spesso si suppone che la materia oscura consista nella presenza di particelle aventi la stessa massa, ma interagendo molto debolmente con la materia stessa;
e non è tutto, perché il suddetto studio descrive anche un nuovo modello matematico, suggerendo che le particelle di materia oscura potrebbero essere qualcosa di ancor più misterioso.
In effetti si tratterebbe di specifiche particelle subatomiche incredibilmente dense, che potrebbero di fatto essere apparse addirittura durante il Big Bang.

Materia Oscura: scoperte nuove tracce
Fig.1
Immediatamente dopo la forte esplosione, s'è potuto registrare una fase nota come ‘inflazione cosmica’, o espansione ultraveloce nell’universo; proprio durante questa inflazione l’universo si è raffreddato in maniera considerevole.

Proprio in questa fase la nascita di queste particelle avrebbe lasciato un’impronta sulla radiazione cosmica, probabilmente rilevabile anche dalla Terra.

Fonte: http://scienzenotizie.it