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sabato 24 febbraio 2018

Proteina amiloide origine vita sulla Terra

Fonte - ANSA - Proteina da origine alla vita sulla Terra, la amiloide presente in natura ed in grado di replicarsi con estram facilità! 


La amiloide è la proteina che avrebbe dato origine alla vita in ogni sua forma sulla Terra, provvedendo a riempire la casella mancante riguardo l'ultimo tassello che spiega tale origine:

Proteina amiloide origine vita sulla Terra
Proteina amiloide origine vita sulla Terra

una proteina la amiloide che si trova diffusamente in natura capace di formarsi con estrema facilità e perfino auto-replicarsi!

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Sono tutte caratteristiche rispondono ai requisiti necessari per fare in modo di completare l'ultimo pezzo mancante alla risposta riguardo ciò che avrebbe generato l'inizio della vita sul nostro pianeta:

Proteina amiloide origine vita sulla Terra
Fig.1

almeno questa è l'idea che vorrebba proporre il risultato ottenuto da una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature Communications a cui capo c'è il Politecnico di Zurigo.

Fino ad oggi, la amiloide è stata considerata una sorta di anomalia biologica e perfino una forma di molecola che sarebbe causa di malattie neurologiche:

al contempo pare proprio che sia l'inizio di forme di vita elementari come batteri, lieviti, funghi fino ad arrivare all'essere umano!

Proteina amiloide origine vita sulla Terra
Fig.1

Si tratta di una proteina che ha una struttura formata da catene di molecole molto corte, note come peptidi, capaci di velocizzare le reazioni chimiche come succede negli enzimi.

la sola perplessità alla teoria che la amiloide possa essere ritenuta un fattore determinante all'origine della vita sulla Terra, stava nel fatto che quest'ultima sia priva della capacità di replicarsi.

Almeno fino ad un paio di anni fa, quando nel 2015 un gruppo di scienziati a cui capo c'era Roland Riek, scopri che contrarimante a quanto si pensasse:

la amiloide era non solo in grado di formarsi con estram facilità, ma addirittura era capace di auto-replicarsi, partendo da semplici amminoacidi che con tutta probabilità era già esistenti in natura nella Terra dell'era primitiva!

Ma per i ricercatori svizzeri l'ipotesi delle amiloidi è più plausibil, perchè le molecole di Rna sono più grandi e complesse, e quindi difficili da formarsi spontaneamente con le condizioni della Terra primitiva.

Fonte: ANSA

giovedì 8 febbraio 2018

Cercare vita su Marte con trivella italiana

Fonte - ANSA - Trivella italiana per perforare il terreno del pianeta Marte è stata sottoposta a test di prova che le consentiranno di essere lanciata nel 2020 in cerca di forme di vita! 


Superati a pieni voti la trivella tutta italiana che avrà il compito nel progetto ExoMars 2020 di cercare tracce di vita sul pianeta Marte:

Cercare vita su Marte con trivella italiana
Cercare vita su Marte con trivella italiana

i test a cui è stata sottoposta l'apparecchiatura prodotta in Italia, sono stati superati brillantemente, è permetteranno alla stessa di essere parte importante nel progetto spaziale europeo ExoMars che verrà avviato nel 2020.

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A darne notizia è stato Marco Stanghini, il responsabile dello Sviluppo Business Spazio Leonardo durante la presentazione della mostra "Marte".


Cercare vita su Marte con trivella italiana
Fig.1

Nel periodo compreso tra il 9 febbraio ed il 3 giugno 2018, si terranno una serie di "incontri ravvicinati" con il misterioso pianeta Rosso al Museo della Scienza e Tecnologia di Milano:

Cercare vita su Marte con trivella italiana
Fig.2

per l'occasione la trivella di Leonardo nello stabilimento di Nerviano nel capoluogo lombardo, ha dovuto superare per 4 mesi test di resistenza che si sono effettuati nei laboratori del Cisas di Padova in una camera speciale concepita ed attrezzata appositamente per simulare l'ambiente marziano.

Grazie alla sua punta di diamante, l'apparecchiatura avrà il compito di cercare tracce che dimostrino l'eventuale presenza di vita nel sottosuolo del Pianeta Rosso:

Cercare vita su Marte con trivella italiana
Fig.3

gli scavi verranno fatti fino a due metri di profondità, dove le eventuali attività biologiche non dovrebbero essere cancellate dalle radiazioni cosmiche.

Mentre i test avevano luogo in quel di Padova:

"il modello ingegneristico della trivella ha dimostrato di poter lavorare nelle tipiche condizioni ambientali presenti su Marte, con temperature comprese tra -100øC e +35øC e una pressione atmosferica che è quasi un millesimo di quella terrestre. In tempi ovviamente più ristretti, abbiamo simulato con successo tutte le operazioni che dovranno essere svolte nei 200 giorni di attività sul Pianeta Rosso, con la raccolta di 25 campioni di suolo".

Fonte: ANSA

giovedì 9 novembre 2017

Nuovi elementi nascita vita sulla Terra: peptidi

Fonte - ANSA - Nuovi elementi sono stati individuati nel ricostruire la nascita della vita sulla faccia della Terra primordiale: i peptidi! 


Sono stati individuati nuovi elementi nel cercare come è nata la vita sulla Terra, grazie ad una ricerca che ha sfatato in certo qual senso l'idea di quale fosse il mix di molecole che aveva originato la vita:

Nuovi elementi nascita vita sulla Terra: peptidi
Nuovi elementi nascita vita sulla Terra: peptidi

un processo lento e continuo, fatto di molecole di acidi nucleici, aventi al proprio interno la traccia dell'origine della vita, se non fosse per quest'ultima ricerca che ha evidenziato anche una forte presenza di proteine, meglio note come peptidi!

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Questa scoperta si deve ad una ricerca condotta tramite due studi ben distinti che i ricercatori delle Università della Carolina del Nord e di quella di Auckland hanno eseguito:

Nuovi elementi nascita vita sulla Terra: peptidi
Fig.1

i risultati sono stati pubblicati sulle riviste scientifiche Molecular Biology and Evolution e Biosystems.

Siamo sempre in ogni caso nel campo delle ipotesi, come è ovvio che sia, ma in ogni caso quest'ultima scoperta scofessa del tutto quella che fino ad oggi era considerata veritiera:

ovvero sia che la vita sulla Terra ebbe inizio dagli acidi nucleici e solo successivamente si sarebbe giunti alle proteine!

Peter Wills, coautore dello studio, afferma che:

"Quello che noi proponiamo è uno scenario molto più probabile sull'origine della vita".

In sostanza siamo dinanzi ad un teoria che afferma la presenza fattiva di due grandi ceppi di enzimi molto antichi, noti con il termine di aaRss appartenenti per l'appunto a due famiglie dove le tracce della loro presenza si possono trovare in qualsiasi cellula:

su tutte i mitocondri ed i virus!

Ciò che è stato prodotto da questi due studi, è un ulteriore conferma che due 'antenati' di questi enzimi sono formati da una struttora molto semplice che:

lo stesso meccanismo potrebbe essere entrato in azione per dare origine alle prime forme di vita sulla Terra.

Fonte: ANSA

giovedì 7 settembre 2017

Tracce di boro su Marte: probabile vita passata

Fonte - ANSA - Probabile sempre di più la presenza di vita nel passato di Marte, il pianeta rosso sorvegliato speciale da parte degli scienziati di tutto il mondo. 


La probabilità sempre più concreta che in passato su Marte fosse presente la vita, appare con il trascorrere del tempo e delle ricerche, più di un'ipotesi:
Tracce di boro su Marte: probabile vita passata
Tracce di boro su Marte: probabile vita passata
Infatti recentemente è stato scoperto un elemento fondamentale che testimonierebbe la presenza di vita sul suolo del pianeta Marte, ovvero sia sono state rivenute tracce di boro!
La presenza di boro sul suolo marziano, sta a trestimoniare come in passato sul pianeta fosse probabile che ci fosse una qualche presenza di vita:
la prima volta che fu scoperto il boro sul suolo di Marte, fu nel mese di dicembre del 2016, quando nei laboratori USA di Los Alamos, furono pubblicati i rislutati ottenuti dal robot lanciato in orbita dalla NASA, Curiosity.
Il robot della NASA, Curiosity, è a tutt'oa in orbita sul cielo marziano cercando di esplorare il suolo e durante una delle tante esplorazioni, ha rinvenuto tracce di boro all'interno del cratere Gale.

Il boro è un elemento chimico che ha come compito quello di formare l'acido ribonucleico, l'Rna, ovvero sia la molecola della vita, una parte indispensabile che si trova all'interno del Dna:
"Trovare il boro su Marte, rende più probabile che in passato il pianeta possa aver ospitato la vita", spiega Patrick Gasda, autore principale dello studio.
"I borati - ha aggiunto - rappresentano un possibile ponte tra molecole organiche semplici e Rna. Senza l'Rna, non c'è la vita".

L'opinione dei ricercatori riguardo la presenza di boro sul territorio di Marte, è che questi risalga a ben 3,8 miliardi di anni fa:
un periodo simile a quello in cui ha avuto inizio la vita sulla Terra.
"E questo ci dice, essenzialmente, che la vita potrebbe essersi sviluppata su Marte indipendentemente da quella sulla Terra", aggiunge Gasda.

Ciononostante nel caso in cui la vita su Marte sia mai esistita è a tutt'oggi ancora un mistero a cui non si può dare un risposta certa, perchè non è stata ancora trovata nessuna prova che ne dia la certezza assoluta!

Fonte: ANSA

sabato 15 luglio 2017

Esplosione supernova rilascia molecole di vita

Fonte - ANSA - Supernova che esplode rilascia alcune molecole di vita, da cui potrebbe nascere una nuova stella ad illuminare l'universo sconfinato! 


L'incredibile spettacolare evento esplosivo di una supernova ha regalato tracce di molecole di vita da cui presto potrebbe nascere una nuova stella tra i corpi luminosi dell'universo:

Esplosione supernova rilascia molecole di vita
Esplosione supernova rilascia molecole di vita
Si tratterebbero di molecole che mai erano state trovate prima d'ora quelli che la supernova 1987A, esplodendo, ha rilasciato come eredità all'universo.
Questa recente scoperta è stata condotta e pubblicata sulla rivista scientifica Monthly Notice of the Royal Astronomical Society dall'Università britannica di Cardiff, che di fatto sconfessa la teoria che voorrebbe solo morte e distruzione dall'esplosione di una supernova!

Esplosione supernova rilascia molecole di vita
Fig.1
La supernova 1987A che è esplosa, si trovava distante dal nostro sistema solare circa 163.000 anni luce, e fu oggetto di studio di astronomi di tutto il mondo sin da quando fu indivituta per la prima volta:
studi che fino ad oggi non avevano mai prodotto risultati tali da permettere uno studio relativo al nucleo centrale con assoluta precisione.
Il team di ricercatori che ha preso parte alla scoperta, è stato coordinato da Mikako Matsuura, e per esaminare con precisione quanto rilasciato dall'esplosione dalla supernova 1987A hanno fatto uso del telescopio Alma posizionato sulle cime delle Ande in Cile.

Esplosione supernova rilascia molecole di vita
Fig.2
La scoperta di queste molecole aventi vita in se, è stata del tutto inaspettata, a maggior ragione che dopo l'esplosione non si sarebbe mai pensato che potesse sopravvivere alcun resto:
tali resti di vita, potrebbero dare origine a nubi di molecole e polvere con temperature molto al di sotto dello zero, ovvero sia temperature tipiche delle protostelle!
A conferma di quanto si è potuto scoprire il team di ricercatori per voce del suo coordinatore Matsuura ha dichiarato:
"I nostri risultati mostrano che, quando il gas lasciato da una supernova comincia a raffreddarsi scendendo a meno 200 gradi centigradi, gli elementi più pesanti si aggregano per formare molecole e polvere".
Fonte: ANSA

domenica 28 maggio 2017

Quando è nata la vita sulla Terra: indizi da Marte

Quando è nata la vita sulla Terra è la domanda che da sempre ci si è chiesti in ambito scientifico e sembrerebbe che sia nata prima di quanto si possa credere: alcuni indizi arrivano addirittura da Marte! 


La vita sulla Terra pare sia nata prima di quanto ci si possa aspettare, sono esattamente 3,4 miliardi di anni quando si è sviluppata la prima forma di vita che comparve sulla Terra:

Quando è nata la vita sulla Terra: indizi da Marte
Quando è nata la vita sulla Terra: indizi da Marte
la vita dunque pare sia ancora più antica di quanto fino ad oggi si era stabilito, aprendo le porte a scenari fantascientici che indirrebbero a credere che contemporaneamente la vita sia apparsa sia sulla terra che su Marte!
A prova di ciò, la scoperta fatta nel continente australiano di alcuni sedimenti ricchi di microorganismi fossili che sarebbero vissuti nei dintorni di una sorgente geotermale.

microrganismi fossili all'interno di rocce rossastre della formazione Dresser
microrganismi fossili all'interno di rocce rossastre della formazione Dresser
Questa scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature Communications, e rappresenta la prova della più antica forma di vita che sia mai stata scoperta sulla Terra.
Gli autori della scoperta di cui sopra, sono stati un gruppo di geologi del Centro Australiano dell'Università del Nuovo Galles del Sud, coordinati da Tara Djokic i quali hanno rinvenuto i microrganismi fossili in strutture chiamate stromatoliti, che si trovano all'interno di rocce rossastre della formazione Dresser:
"La nostra scoperta non soltanto sposta a più di tre miliardi di anni fa le testimonianze della vita nei pressi delle sorgenti idrotermali, ma indica - ha osservato Tara Djokic - che la vita aveva popolato la Terra molto prima di quanto si pensasse, almeno 580 milioni di anni".
L'astrobiologa Daniela Billi, dell'università di Roma Tor Vergata, ha fatto notare che:
"è una scoperta molto interessante, che sposta ancora una volta indietro nel tempo la data di eventi importanti nella storia della vita Terra".
I microrganismi scoperti in Australia spostano adesso anche anche la data delle prime forme di vita che hanno popolato la terraferma.

Ma potrebbe esserci di più, infatti la scoperta, secondo i ricercatori:
"potrebbe suggerire che la vita abbia avuto origine nei pressi delle sorgenti idrotermali sulla terraferma, piuttosto che essersi sviluppata negli oceani e adattata in seguito alla terraferma".
Oltretutto questa scoperta, pare che sia una prova ulteriore di come:

Quando è nata la vita sulla Terra: indizi da Marte
Fig.1
"potrebbe avere anche conseguenze per la ricerca di forme di vita su Marte" in quanto sul pianeta rosso si trovano rocce molto simili a quelli scoperti in Australia.
"Se la vita sulla Terra è nata così precocemente, questo significa - ha spiegato Daniela Billi - che risale a un periodo nel quale Marte era abitabile".
Inoltre, ha aggiunto Billi, "saper riconoscere fossili così antichi sulla Terra è utile per identificarli altrove, ad esempio su Marte".
Fonte: ANSA

martedì 18 aprile 2017

Primo passo alla scoperta di vita su pianeti alieni

Primo importante passo è stato fatto per scoprire possibili tracce di vita su pianeti alieni simili alla Terra. 


Quello che recentemente è stato fatto sul pianeta alieno simile alla Terra, il pianeta GJ 1132b, è il primo vero passo importante per scoprire se essiteno possibilità che ci possa essere vita sulla superficie:

Primo passo alla scoperta di vita su pianeti alieni
Primo passo alla scoperta di vita su pianeti alieni


Nella fattispecie, è stata osservata l'atmosfera del pianeta alieno in oggetto, che per la precisione si trova aldilà del nostro Sistema Solare, pubblicandone i risultati sull'Astronomical Journal.
L'autore della scoperta è l'italiano Luigi Mancini, dell'Istituto tedesco Max Planck per l'Astronomia a Heidelberg, attualmente all'università di Roma Tor Vergata e all'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), e da John Southworth, dell'università britannica di Keele.
''Finora era stata osservata solo l'atmosfera dei giganti gassosi simili a Giove, esterni al Sistema Solare, adesso per la prima volta abbiamo visto l'atmosfera di un pianeta più piccolo, simile alla Terra, che è molto più difficile da individuare'' ha detto all'ANSA Mancini.
Il raggio del pianeta GJ 1132b è di 1,4 volte maggiore rispetto a quelo del nostro pianeta Terra ed è per certi versi molto più vicino a noi:
si fa per dire ovviamente perchè stiamo parlando di circa 39 anni luce.
Lo stesso GJ 1132b ruota attorno alla stella GJ 1132, nella costellazione delle Vele, che si può vedere solo dall'emisfero meridionale.

telescopio Mpg dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) in Cile
Telescopio Mpg dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) in Cile
Per osservare l'atmosfera i ricercatori hanno utilizzato il telescopio Mpg dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) in Cile, nel momento in cui il pianeta passava contro il disco della sua stella.
da una prima analisi si è potuto appurare che la superficie potrebbe essere ricca di vapore d'acqua o di metano.
''Potrebbe essere un mondo ricco d'acqua, con un'atmosfera di vapore caldo'', ha rilevato Southworth.

L'acqua esisterebbe solo in forma di vapore perché questo pianeta è caldissimo: si stima che la sua temperatura sia di circa 300 gradi, dal momento che GJ 1132b è vicinissimo alla sua stella, almeno 100 volte più vicino di quanto la Terra lo sia al Sole.

Fonte: ANSA

domenica 16 aprile 2017

Male alla schiena accorcia tempo di vita: effetto domino

Soffrire di male alla schiena accorcerebbe il tempo che ci resta da vivere, questo è quanto emerge da uno studio che è stato condotto recentemente: la causa sarebbe l'effetto domino! 


Il mal di schiena sembrerebbe essere una delle tante cause che accorcerebbero il tempo che ci resta da vivere, almeno secondo uno studio che è stato condotto dall'Università di Sydney:

Male alla schiena accorcia tempo di vita: effetto domino
Male alla schiena accorcia tempo di vita: effetto domino
Lo studio avrebbe rilevato come coloro che sono affetti da mal di schiena, abbiano una probabilità maggiore del 13% di morte prematura.
Lo studio in oggetto, avrebbe fatto in modo di esaminare soggetti che erano afetti da mal di schiena tra 4390 gemelli danesi aventi un età compresa tra i 70 ed i 102 anni:
I risultati, pubblicati sull'European Journal of Pain, sono stati successivamente comparati dai ricercatori della facoltà di Scienze della Salute dell'ateneo, con il registro delle morti.
«Le persone più anziane che denunciano dolore spinale hanno un maggior rischio del 13% di mortalità per anno di vita, ma la connessione non è causale», scrive il responsabile dello studio Paulo Ferreira.

Inoltre, Ferreira afferma come non sia rimasto affatto meravigliato da quanto emerso dallo studio:
«Il dolore alla schiena ha importanti conseguenze con il passare degli anni e le persone in genere non ne sono consapevoli».
In merito al fatto poi che i risultati non siano da considerarsi «causali», Ferreira lo traduce cosi:
«benché non vi sia una correlazione indipendente con la durata di vita, il dolore alla schiena tende a creare un effetto domino, che impatta negativamente sulla salute e accresce la probabilità di morte prematura».
Fonte: MSN

lunedì 27 febbraio 2017

Cercare vita su esopianeti: nuovi telescopi James Webb e E-Elt

Cercare tracce di vita sugli esopianeti scoperti recentemente nel sistema Trappist-1, si pensa a nuovi telescopi che pare debbano prendere il posto dei vecchi Kepler della Nasa e del pioniere dei telescopi spaziali, Hubble. 


Cercare eventuale presenza di vita sugli esopianeti che sono stati scoperti di recente nel sistema solare Trappist-1 con nuovi e super potenti telescopi che prenderebbero il posto degli attuali Kepler della Nasa e Hubble:

Cercare vita su esopianeti: nuovi telescopi James Webb e E-Elt
Cercare vita su esopianeti: nuovi telescopi James Webb e E-Elt
Si chiamano rispettivamente James Webb e E-Elt i due prossimi telescopi che verranno utilizzati per verificare la presenza di tracce vitali sulla superficie degli esopianeti rinvenuti recentemente!
Il James Webb è il telescopio spaziale nato dalla collaborazione fra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia spaziale canadese prevede di lanciare nell'ottobre 2018 e che per i dieci anni successivi andrà a caccia di pianeti con una sensibilità e una risoluzione senza precedenti, grazie alle su caratteristiche tecniche rivoluzionarie.

Elt (European Extremely Large Telescope) è un progetto dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) ed è il più grande telescopio mai costruito a Terra, alto come un palazzo di 30 piani e con uno specchio di 39 metri.
Potrebbe entrare in attività entro una decina di anni e sarà il più potente dei telescopi ottici e nell'infrarosso. 
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domenica 15 gennaio 2017

Cosa diede vita alla Terra: il fosforo

Cosa ha innescato la vita nella Terra: il fosforo, l'elemento che è riuscito, tramite una concatenazione di reazioni a portare la vita sul pianeta che ci ospita di forme di vita complesse.


La vita nella terra è stata portata dalla reazione di esplosioni a catena generate dal fosforo, il quale a permesso che si avverassero forme di vita complesse, stando a quanto è stato rinvenuto nei sedimenti delle rocce, che hanno registrato gli inizi difficili della vita sul pianeta fino a risalire a 3,5 miliardi di anni fa.

Cosa diede vita alla Terra: il fosforo
E' la teoria proposta dal gruppo dell'università di Yale guidato da Noah Planavsky e pubblicata sulla rivista Nature.
All'incirca 3 miliardi di anni fa la vita sulla Terra era pronta a partire, ma non c'era abbastanza ossigeno.

Poi una violenta metamorfosi ha sconvolto il pianeta e circa 800 milioni di anni fa, nel tardo Proterozoico, il fosforo, elemento chimico essenziale per la vita, ha iniziato ad accumularsi in gran quantità nelle zone oceaniche superficiali, vicino alle coste.

violenta metamorfosi ha sconvolto il pianeta
violenta metamorfosi ha sconvolto il pianeta
Con l'accumulo del fosforo si è innescata una reazione chimica a catena globale, che ha finito per portare al più grande balzo in avanti dell'evoluzione.

I ricercatori hanno studiato 15.000 campioni di rocce sedimentarie delle antiche zone costiere.
''Analizzando i diversi strati, ne hanno trovato uno molto ricco di fosforo'', rileva Raffaele Saladino, ricercatore dell'università della Tuscia.
Quando la vita era limitata a organismi semplici, il fosforo era legato al ferro, imprigionato negli abissi marini e quindi inaccessibile.

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giovedì 12 gennaio 2017

Zuccheri frenano gene longevità: troppi accorciano la vita

Zuccheri frenano gene longevità: troppi accorciano la vita! Una dieta ricca di zuccheri accorcia la vita, 'resettando' geni chiave per la longevità. 


Gli effetti dannosi di questa dieta persistono anche se a un certo punto essa viene abbandonata per passare a un'alimentazione sana.

Zuccheri frenano gene longevità: troppi accorciano la vita
Zuccheri frenano gene longevità: troppi accorciano la vita
E' quanto emerso da uno studio condotto su moscerini della frutta i cui risultati saranno pubblicati questa settimana sulla rivista Cell Reports (Adam J. Dobson, Marina Ezcurra, Charlotte E. Flanagan, Adam C. Summerfield, Matthew D. W. Piper, David Gems and Nazif Alic, 'Nutritional programming of lifespan by FOXO inhibition on sugar-rich diets').
La ricerca si deve a un team internazionale di ricercatori coordinato da scienziati della University College di Londra.

Anche se condotto su moscerini, spiegano i ricercatori, lo studio ha ricadute potenzialmente importanti anche per gli esseri umani perché il ''gene della longevità'' coinvolto è presente e attivo anche negli uomini.

I moscerini della frutta vivono in media 90 giorni; i ricercatori hanno confrontato due gruppi di moscerini, a uno per le prime tre settimane di vita hanno dato un'alimentazione ricca di zuccheri, per poi passare a una dieta sana (contenente il 5% di zuccheri).

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