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sabato 10 novembre 2018

Origine oceani nel centro Terra

Fonte - ANSA - Riserve d'acqua dall'idrogeno catturato con la nascita del Sistema Solare,da cui hanno avuto origine gli oceani. 


Nel cuore della Terra si trovano immense riserve d'acqua, la cui quantità potrebbe essere maggiore di quanto si era creduto fino ad oggi:

Origine oceani nel centro Terra
Origine oceani nel centro Terra

Si tratta di enormi quantità d'acqua pari esattamente a due o tre oceani, risultando essere l'origine degli oceani!

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La chiave è nell'idrogeno immagazzinato nelle rocce delle viscere del pianeta, questo è quanto risulta dallo studio pubblicato sulla rivista Journal of Geophysical Research - Planets, condotto dal gruppo dell'Università dell'Arizona coordinato da Jun Wu.

A caccia della possibile origine dell'acqua che ricopre gran parte del nostro pianeta, i ricercatori hanno studiato come si è accumulato l'idrogeno nel cuore della Terra attraverso modelli al computer e il confronto con alcune rare rocce del mantello.

Secondo Wu "la maggior parte dell'idrogeno terrestre deriva dalla nube di gas e polveri da cui si è formato il Sistema Solare".

Origine oceani nel centro Terra
Fig.1

Qui, per lo studioso, "si sarebbe combinato con il materiale roccioso della Terra in formazione, accumulandosi nel mantello del pianeta".

L'idrogeno è, infatti, l'elemento più abbondante dell'universo.

"La Terra nasconde nel suo mantello sotto forma di idrogeno l'equivalente di 2 o 3 oceani", ha spiegato all'ANSA Enrico Bonatti, geologo della Columbia University di New York.

"Questo idrogeno in superficie e a bassa pressione può trasformarsi in acqua liquida o vapore acqueo. Ne sono un esempio le sorgenti idrotermali sul fondo degli oceani.

Lo studio - ha aggiunto - è importante perché ci fa capire che il nostro pianeta è in equilibrio con la nebulosa cosmica da cui si è originato.

L'acqua che sulla Terra è così essenziale per la vita - ha concluso Bonatti - ha un'origine primordiale e potrebbe formarsi anche in altri sistemi planetari".

Fonte: ANSA

martedì 21 agosto 2018

Origine onde gravitazionali dentro tunnel spaziotempo

Fonte - ANSA - L'origine delle onde gravitazionali pare che risieda all'interno dei tunnel spaziotempo che Eistein aveva teorizzato ma mai potuto dimostrare!


Ricordate quando nel settembre del 2015 su riuscì a captare il primo segnale delle onde gravitazionali?

Origine onde gravitazionali dentro tunnel spaziotempo
Origine onde gravitazionali dentro tunnel spaziotempo

Ebbene, potrebbe non essere stato emesso dalla collisione di due buchi neri, ma da oggetti molto più esotici come i buchi neri!

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Tunnel dello spaziotempo, meglio noti con i termine si wormhole, come quello attraversato dai protagonisti del film Interstellar a Deep Space Nine.

È l’ipotesi, pubblicata sulla rivista Physical Review D, elaborata da un gruppo di astrofisici per spiegare alcune anomalie in contrasto con le leggi della fisica quantistica che governano il mondo delle particelle.
Origine onde gravitazionali dentro tunnel spaziotempo
Fig.1

Secondo i ricercatori dell’università belga di Lovanio coordinati da Pablo Bueno e Pablo Cano, il problema è la presenza nei buchi neri di un confine, l’orizzonte degli eventi, oltre il quale questi ‘mostri cosmici’ grazie all’enorme gravità ingoiano tutto ciò che capita loro a tiro, luce compresa.

Un aspetto in conflitto con le leggi della meccanica quantistica, che prevedono che le informazioni non possano essere perdute, risucchiate da un buco nero.

Gli autori della ricerca hanno quindi sostituito i buchi neri con due wormhole, privi di un orizzonte degli eventi, e hanno elaborato un modello teorico per spiegare che aspetto avrebbe il segnale prodotto da questi oggetti esotici.

Origine onde gravitazionali dentro tunnel spaziotempo
Fig.2

“È un’ipotesi recente che si sta studiando con attenzione. Se a generare le onde gravitazionali fossero due wormhole - ha spiegato all’ANSA Paolo Pani, dell’Università Sapienza di Roma e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) - la parte iniziale del segnale sarebbe uguale, ma alla fine comparirebbero echi simili al sonar di un sottomarino”, ha aggiunto. Diversi gruppi di ricercatori, compreso quello di Pani, stanno cercando questi echi nei segnali ascoltati dai cacciatori di onde gravitazionali Ligo e Virgo. “La presenza degli echi è ancora controversa - ha chiarito Pani - perché la parte finale del segnale delle onde è molto debole”.

Un wormhole è una sorta di tunnel nello spaziotempo, come quello scavato da un bruco in una mela, che può collegare due punti molto distanti dell’universo attraverso una scorciatoia.

Previsto dalla Teoria della Relatività, non è mai stato visto, per Pani “è un oggetto ancora ipotetico, ma se fosse confermato, sarebbe una scoperta epocale, un ponte verso una nuova fisica”.

Fonte: ANSA

sabato 24 febbraio 2018

Proteina amiloide origine vita sulla Terra

Fonte - ANSA - Proteina da origine alla vita sulla Terra, la amiloide presente in natura ed in grado di replicarsi con estram facilità! 


La amiloide è la proteina che avrebbe dato origine alla vita in ogni sua forma sulla Terra, provvedendo a riempire la casella mancante riguardo l'ultimo tassello che spiega tale origine:

Proteina amiloide origine vita sulla Terra
Proteina amiloide origine vita sulla Terra

una proteina la amiloide che si trova diffusamente in natura capace di formarsi con estrema facilità e perfino auto-replicarsi!

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Sono tutte caratteristiche rispondono ai requisiti necessari per fare in modo di completare l'ultimo pezzo mancante alla risposta riguardo ciò che avrebbe generato l'inizio della vita sul nostro pianeta:

Proteina amiloide origine vita sulla Terra
Fig.1

almeno questa è l'idea che vorrebba proporre il risultato ottenuto da una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature Communications a cui capo c'è il Politecnico di Zurigo.

Fino ad oggi, la amiloide è stata considerata una sorta di anomalia biologica e perfino una forma di molecola che sarebbe causa di malattie neurologiche:

al contempo pare proprio che sia l'inizio di forme di vita elementari come batteri, lieviti, funghi fino ad arrivare all'essere umano!

Proteina amiloide origine vita sulla Terra
Fig.1

Si tratta di una proteina che ha una struttura formata da catene di molecole molto corte, note come peptidi, capaci di velocizzare le reazioni chimiche come succede negli enzimi.

la sola perplessità alla teoria che la amiloide possa essere ritenuta un fattore determinante all'origine della vita sulla Terra, stava nel fatto che quest'ultima sia priva della capacità di replicarsi.

Almeno fino ad un paio di anni fa, quando nel 2015 un gruppo di scienziati a cui capo c'era Roland Riek, scopri che contrarimante a quanto si pensasse:

la amiloide era non solo in grado di formarsi con estram facilità, ma addirittura era capace di auto-replicarsi, partendo da semplici amminoacidi che con tutta probabilità era già esistenti in natura nella Terra dell'era primitiva!

Ma per i ricercatori svizzeri l'ipotesi delle amiloidi è più plausibil, perchè le molecole di Rna sono più grandi e complesse, e quindi difficili da formarsi spontaneamente con le condizioni della Terra primitiva.

Fonte: ANSA

venerdì 27 gennaio 2017

Acqua della Terra: origine e provenienza

Acqua della Terra, qual'è la sua origine e provenienza: sono tutte domande che magari non tutti si pongono, ma che potrebbe risultare interessante averne la risposta.

Acqua, la Terra, il nostro Pianeta, ne è formato per la maggior parte, ricoprendo per il 97% l'intero territorio:

Acqua della Terra: origine e provenienza
Acqua della Terra: origine e provenienza
Ma quanti di voi sono a conoscenza della sua origine e provenienza?
L'origine dell'acqua che si trova nel nostro Pianeta, la cui quantità ammonta a circa 1450 milioni di miliardi di tonnellate presenti negli Oceani di tutto il mondo, è a tutt'oggi sconosciuta, rimanendo un vero e proprio mistero.

Tra le spiegazioni che circolano nell'ambiente scientifico, possiamo catalogarle in due distinti gruppi:
nel primo gruppo possiamo catalogare tutte quelle spiegazioni che fanno riferimento alle teorie "endogene", mentre nel secondo gruppo quelle che si riferiscono alle teorie "esogene".
Le spiegazioni che fanno riferimento al primo gruppo, sono le teorie "endogene", le quali affermano che l'acqua sarebbe stata originata dalla Terra stessa.

Invece le spiegazioni che fanno riferimento al secondo gruppo, sono le teorie "esogene", secondo cui sarebbe stata trasportata sulla Terra da altri luoghi.
Tra le teorie "endogene", quella che più viene tenuta in cosiderazione, fa riferimento alla fusione di molecole idrogeno e di ossigeno.
Queste molecole, secondo sempre una delle teorie "endogene", si sarebbero combinate tra loro all'interno della Terra primordiale per poi emergere sotto forma di vapore durante le eruzioni vulcaniche.

Acqua della Terra: origine e provenienza
Fig.1

In contrapposizione a questa teoria "endogena", c'è quella di carattere "esogeno", secondo cui le molecole d'acqua già pronte, potrebbero essere state trasportate sulla Terra da corpi celesti come le comete.
Le comete, come è ormai risaputo, sono ricche di acqua ghiacciata e secondo questa teroia "endogena" avrebbero bombardato il nostro Pianeta durante la sua fase primordiale.
Acqua della Terra: origine e provenienza
Fig.2
Gli astronomi fino a poco tempo fa erano decisamente scettici di fronte a questa teoria "endogena" delle comete:
ma nel 2011 alcuni studiosi hanno avuto modo di trovare acqua a base di deuterio sulla cometa Harley 2, rilanciando fortemente questa teoria come la più probabile.
Fonte: Science

giovedì 26 gennaio 2017

Nemesi della materia oscura: rivelata la sua origine

Nemesi della materia oscura: gli scienziati hanno approntato uno strumento che potrebbe rivelarne le sue origini.

Nemesi della materia oscura, finalmente con ogni probabilità i ricercatori potranno rivelarne le origini, grazie ad uno strumento dislocato nelle profondità della Terra!

Nemesi della materia oscura: rivelata la sua origine
Nemesi della materia oscura: rivelata la sua origine
Esattamente a circa 1,5 chilometri di profondità sotto il Gran Sasso, in Abruzzo, questo particolare strumento potrebbe rivelarne le origini  della materia oscura.
La materia oscura, sfuggente ed enigmatica sostanza che si presume faccia parte per quasi l'85% della massa intera dell'Universo!

La ricerca in questione, prevede che successivamente avere attivato lo strumento, uno specifico rilevatore situato dentro questa particolare camera verrà dedicato esclusivamente alla ricerca delle WIMP (Weakly Interacting Massive, particelle massive debolmente interagenti), che secondo l'opinione dei fisici potrebbero costituire la materia oscura.

    Esattamente a circa 1,5 chilometri di profondità sotto il Gran Sasso, in Abruzzo, questo particolare strumento potrebbe rivelarne le origini  della materia oscura.  La materia oscura, sfuggente ed enigmatica sostanza che si presume faccia parte per quasi l'85% della massa intera dell'Universo!  La ricerca in questione, prevede che successivamente avere attivato lo strumento, uno specifico rilevatore situato dentro questa particolare camera verrà dedicato esclusivamente alla ricerca delle WIMP (Weakly Interacting Massive, particelle massive debolmente interagenti), che secondo l'opinione dei fisici potrebbero costituire la materia oscura.
Fig.1
Il rilevatore di cui sopra, si chiama DrakSide-50, è verrà collocato per la precisione al centro di questa sfera metallica e riempito di argon liquido.
Gli scienziati nutrono la speranza di assistere ad una collissione tra una WIMP ed un atomo di argon, evidenziata da un'emissione luminosa.
Il rilevatore di cui sopra, si chiama DrakSide-50, è verrà collocato per la precisione al centro di questa sfera metallica e riempito di argon liquido.      Gli scienziati nutrono la speranza di assistere ad una collissione tra una WIMP ed un atomo di argon, evidenziata da un'emissione luminosa.
Fig.2

Anche un'altra particella subatomica, però, il neutrone, attraversando il rilevatore produrrebbe lampi di luce analghi a quello prodotto dalla collisione della particella WIMP e l'atomo di argon.
Per questo motivo, la camera esterna verrà riempita di un altro liquido particolarmente sensibile ai neutroni, drogato con molecole di boro che scintilleranno nel caso in cui venissero colpite.
Queste emanazioni luminose verranno intercettate da fotomoltiplicatori inseriti nella parete della camera.
Qual'ora si dovessero verificare emissioni di luce dentro il rilevatore e non all'interno del boro cirocostante, il motivo sarà con ogni probabilità a causa di una WIMP.
"Per capire come si è evoluto l'Universo, o come si evolverà in futuro, dobbiamo sapere di che cosa è fatto", cosi si esprime Chamkaur Ghag, fisico dell'University Collage di Londra che collabora attivamente all'esperimento.
Fonte: Science